NEGOZI E VIABILITA'

Commercianti Pescara: «non siamo stati interpellati. Si fermino gli appalti sperimentali»

E sul turismo: «Promozione non vuol dire solo eventi. Oggi chiuso persino il centro informazioni»

Redazione Pdn

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Commercianti Pescara: «non siamo stati interpellati. Si fermino gli appalti sperimentali»




PESCARA. La crisi ha profondamente mutato la geografia economica della città ma sul tema non ci sarebbe adeguata attenzione da parte della amministrazione comunale.
Lo hanno affermato questa mattina a Pescara il presidente provinciale di Confesercenti, Raffaele Fava, ed il direttore Gianni Taucci, che assieme ad alcuni rappresentanti della presidenza dell’associazione e dei consorzi di via, hanno fatto il punto sulle principali emergenze che vive il commercio nel centro cittadino.
Tra le tante anche i nuovi progetti per la viabilità cittadina che potrebbero portare ulteriori conseguenze giudicate negative dagli esercenti. E poi ci sono i cantieri lumacae la morte del centro commerciale naturale che pare essersi perso… per strada.
«Alla crisi drammatica che sta vivendo il commercio a Pescara», dicono i rappresentanti, «non sta corrispondendo un’attenzione adeguata da parte delle istituzioni. Eppure parliamo della più grande fabbrica cittadina. A cominciare dalla vicenda di corso Vittorio Emanuele, ci sono troppe leggerezze».
«Il nostro rilevamento – ha sottolineato Fava – stima in oltre 700 i locali commerciali sfitti nella sola Pescara. Noi rilanciamo il dialogo con l’Uppi, che rappresenta i piccoli proprietari immobiliari, per calmierare i prezzi delle locazioni: ma ora c’è bisogno anche di un coinvolgimento diretto del Comune in questo senso».
Fra le tematiche che più agitano il settore c’è oggi la vicenda di corso Vittorio Emanuele. 


«Siamo sempre stati favorevole alle sperimentazioni che puntano ad aumentare la vivibilità delle città, di cui il commercio può solo beneficiare – ha sottolineato Fava – e mai, da Confesercenti, sono arrivati dei “no” preconcetti. Ma la proposta di pedonalizzare corso Vittorio Emanuele è improvvisata e rischiosissima. Non ne conosciamo i dettagli, troppi aspetti restano sconosciuti: le imprese commerciali presenti sulla strada hanno manifestato le proprie preoccupazioni, perché corso Vittorio è stata pensata come un’arteria di grandi dimensioni che, se pedonalizzata, rischia di diventare solo una lunga piazza vuota. Non si può pensare di organizzare una modifica così profonda dell’assetto urbano della città senza il pieno coinvolgimento di chi su quella strada lavora ogni giorno e basa la propria economia d’impresa e familiare».
«Vogliamo prima conoscere le infrastrutture, le tempistiche e gli stanziamenti per realizzarle – ha aggiunto Aldo Marino, componente della presidenza provinciale dell’associazione e titolare di una storica attività su corso Vittorio Emanuele – perché altrimenti si rischia la desertificazione. Le grandi catene sono già pronte ad abbandonare la strada».
«Da parte nostra non c’è terrorismo, ma vogliamo sederci e capire. Un nostro questionario distribuito fra i commercianti nelle scorse settimane evidenzia come la stragrande maggioranza delle attività di corso Vittorio sia contraria alla pedonalizzazione. Esprimere un giudizio è difficile per il semplice fatto – spiega Taucci – che non siamo stati messi in grado di poterlo fare: conosciamo il progetto solo per grandi linee. E ovviamente questo è un dato negativo. Chiediamo che in attesa di fare chiarezza, si fermino le procedure per l’appalto».

VIA FIRENZE E VIA CESARE BATTISTI
 Ci sono stati poi altri temi affrontati in conferenza stampa. A iniziare dai cantieri di via Firenze e via Cesare Battisti: «Quando si aprono cantieri così invasivi della vita lavorativa e aziendale – ha aggiunto Fava – è preciso dovere dell’Amministrazione controllare che i tempi vengano rispettati e non si prolunghino i disagi che comunque vengono arrecati. Vanno dunque conclusi i cantieri di via Firenze e completati rapidamente gli arredi urbani, così come occorre velocizzare il cantiere del mercato coperto di piazza Muzii e chiudere entro pochissimi giorni tutti i cantieri sul lungomare o a ridosso di esso. E in tutto il centro si fanno sempre più forti le esigenze di una animazione di qualità. Non è necessario organizzare intrattenimento a qualunque costo, né quelle strade possono diventare terra di nessuno dove chiunque, con un amplificatore a tutto volume, si possa a riprodurre musica comprendo persino le vetrine. L’intrattenimento va organizzato, strutturato, deve diventare piacevole se si vuole fare un servizio ai cittadini ed alle imprese commerciali. Vanno promossi eventi e iniziative che stimolino la presenza e la permanenza delle persone, da programmare assieme alle associazioni di categoria ed ai consorzi di via».

 MORTO IL CENTRO COMMERCIALE NATURALE
«Lo stallo in questo senso è anche figlio dell’archiviazione del Centro commerciale naturale: un’idea che va rilanciata con forza, anche in sinergia con la gestione dei parcheggi, per rilanciare ragionamenti che altre città stanno portando avanti con sempre più energia: mobilità pubblica sostenibile e diretta verso il centro, parcheggi a costi accessibili, bike sharing, marketing territoriale. Pescara non può perdere competitività con ulteriori ritardi anche da questo punto di vista. Eppure – ha concluso il direttore Taucci – a monte di ogni ragionamento c’è l’esigenza di far crescere il numero di persone che frequenta il centro città. È possibile farlo attraverso il riposizionamento in centro di uffici di rilevanza pubblica e attraverso una politica turistica degna di questo nome. Oggi Pescara è assente da borse, fiere, mercati. Promozione turistica non può essere confusa con grandi eventi. Le uniche iniziative che attirano operatori a Pescara sono promosse dalle associazioni di categoria, come i giornalisti inglesi arrivati in città con il progetto Ipa di cui Confesercenti è partner. A Pescara, oggi, manca persino uno sportello di accoglienza dei turisti, avendo chiuso sia l’ex Silos che il centro informativo di piazza Salotto. Una situazione assurda che va sanata subito con un piano strategico di sviluppo del turismo affidato a professionisti e con il diretto coinvolgimento proprio delle associazioni e del Centro commerciale naturale».