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Arta. Condanna Basti, la Uil: «incredibile falla nei controlli sulle spese»

«Costo enorme per le casse dell’agenzia»

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Arta. Condanna Basti, la Uil: «incredibile falla nei controlli sulle spese»

Gaetano Basti




ABRUZZO. Dietro una sentenza ci sono sempre una serie di segnalazioni, denunce, lavoro quotidiano di chi vuole far notare incongruenze e in qualche caso illeciti.
Valter Nucci, responsabile delle Rsu aziendali dell’Arta per la Uil, a suo tempo denunciò le irregolarità, poi sancite da una recente sentenza, sull’uso dell’auto aziendale di Gaetano Basti all’epoca direttore della agenzia regionale per l’ambiente.
Fu lui a segnalare l’uso improprio dell’auto di servizio e precisamente la coincidenza del furto di quella vettura, posteggiata sotto casa Basti (mentre doveva trovarsi all’interno del parcheggio Arta a Pescara).
«La documentazione allegata», ricorda oggi Nucci, «evidenziava senza alcun dubbio l’uso improprio. Di questo fatto i più diretti collaboratori di Basti ne erano a diretta conoscenza e non solo loro. Ho fornito documenti e dritte anche su come effettuare i controlli di questo uso personale dell’auto di servizio con una verifica sui ticket autostradali in relazione ad attività personale o d’istituto». 


Nella documentazione a suo tempo inviata da Nucci alla procura di Chieti è stato evidenziato anche il costo che tale comportamento ha avuto sulle casse dell’Arta «specie in relazione alle continue dichiarazioni di Basti sulla cronica mancanza di fondi». Secondo Nucci «bastava effettuare il calcolo del ticket autostradale, del costo del carburante da e per l’abitazione privata del costo del personale autista, nonché dell’ammortamento del veicolo». Sono tuttavia molti gli aspetti di questa vicenda, pure sanzionata in primo grado dalla magistratura, che lasciano perplesso il sindacalista della Uil.
«Per esempio mi lascia perplesso», dice Nucci a PrimaDaNoi.it, «la connivenza di chi doveva effettuare un controllo puntuale sulle spese dell’Agenzia, e parlo non solo del personale interno ma anche in Regione. Ben più di 600.000 euro versati in poco più di due anni ad un consulente legale, stranamente reperito a Roma, come se in Abruzzo non vi fossero professionisti all’altezza. Strano anche il comportamento di chi, rispetto alla Società di assicurazione del veicolo, non ha evidenziato che la responsabilità fosse della singola persona, ma di un evento casuale e quindi rimborsabile».


Nucci è critico anche nei confronti del pm che nella sua requisitoria finale ha chiesto a sorpresa l’assoluzione dell’imputato. «Non mi spiego tale richiesta della pubblica accusa», dice Nucci, «di sicuro erano così evidenti le prove a carico di Basti che anche un poppante avrebbe potuto emettere un verdetto di condanna. Questa sentenza mina almeno un po’ l’idea di impunità che questi pseudo-politici si portano dietro ogni loro agire non tanto derivante dal ‘tanto lo fanno tutti’ quanto dall’approfittarsi del loro potere politico che rivestono in quel momento e che usano a mo’ di ricatto verso tutti e verso tutto».
Altre segnalazioni sono state trasmesse all’autorità giudiziaria che però fino ad ora non hanno sortito effetti di rilievo.