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Abruzzo/ Assalti ai portavalori: condanne definitive per la banda Pescarese

Negli anni raccolsero un bottino di 4 milioni di euro

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Abruzzo/ Assalti ai portavalori: condanne definitive per la banda Pescarese




PESCARA. Facevano parte della banda capeggiata dal noto pregiudicato Massimo Ballone (tornato in carcere nei giorni scorsi).
Tra gli anni 2000 e 2006 avevano seminato terrore in Abruzzo rapinando portavalori, istituti di credito ed esercizi pubblici, crimini che fruttarono, all’epoca, cospicui bottini che avevano raggiunto i 4 milioni di euro.
La tecnica utilizzata era sempre la stessa: operare in gruppo numeroso e compatto, mai meno di cinque, e sempre armati fino ai denti con mitra, kalasnikov.
Armi vere e spesso utilizzate contro le vittime o per far saltare le porte blindate dei furgoni.
L'ultimo colpo riuscito, messo a segno nel febbraio 2006, aveva fruttato ai criminali oltre 1 milione di euro.


Al termine di una delicata attività d’indagine, condotta anche con ausili tecnici, durata oltre un anno, la banda venne smantellata all’alba dell’8 maggio 2007 nel corso di una vasta operazione di servizio portata avanti dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pescara, denominata “Ultimo Minuto”.
All’epoca i provvedimenti restrittivi furono assunti dal gip del Tribunale di Pescara su richiesta del pm titolare dell’indagine –Giuseppe Bellelli -. Nel corso delle catture venne sequestrato anche un rilevante arsenale di armi corte e lunghe con le quali l’organizzazione malavitosa consumava le sue scorribande criminali.
Gravi le accuse: associazione per delinquere finalizzata alle rapine, alla detenzione e porto abusivo di armi, alla ricettazione ed altro.
Il lungo iter giudiziario culminato in diverse condanne si è concluso qualche giorno fa quando, per alcuni di loro, la Corte di Cassazione ha sancito l’irrevocabilità delle stesse condanne conseguite nei vari gradi di giudizio.


Questa mattina all’alba le porte del carcere si sono spalancate per 4 persone che dovranno scontare la pena.
Si tratta di Paolo De Luca, 43 enne di Pescara (sconterà 8 anni e 3 mesi di reclusione), considerato capo dell’organizzazione al pari di Ballone; Cosimo Nobile, 43 enne di Pescara (sconterà 6 anni e 4 mesi di reclusione), noto in città per i suoi trascorsi nella tifoseria organizzata della Pescara Calcio; Orlando Simboli, 63 enne di Silvi Marina (sconterà 3 anni e 10 mesi di reclusione); Domenico Borrelli, 60 enne di origini calabresi da tempo trapiantato nel capoluogo adriatico.
Analogo provvedimento era stato eseguito, nei giorni scorsi, a carico di Ballone che dovrà scontare la pena di 4 anni e 2 mesi di reclusione per gli stessi fatti.


Lui è stato uno dei protagonisti della storia criminale pescarese degli anni ottanta : ha compiuto numerose rapine in banca e assalti a portavalori. Nel 1985 si rese protagonista, con i compagni di allora, di una clamorosa evasione armata dal carcere di Pescara.
Riarrestato dopo pochi giorni Ballone è stato sottoposto per sette anni al regime del carcere duro tra Pianosa, l'Asinara, e Badu’ e Carros (Nuoro). Evase ancora una volta dal carcere di Rebibbia, dopo tre anni di latitanza venne arrestato in Belgio. Condannato con sentenza definitiva alla pena di trent’anni ne ha già scontati ventisette per poi essere sottoposto all'obbligo di dimora. In carcere aveva trovato il tempo di laurearsi in Scienze dell’Educazione e cambiare vita scrivendo un libro autobiografico, "Al di sotto del cuore" nel quale raccontava la sua esperienza criminale facendo anche autocritica del proprio passato.
Gli arrestati, assolte le formalità di rito, sono stati associati alle Case Circondariali di Pescara e Chieti a disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila che ha emesso i provvedimenti di carcerazione.