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Spoltore delle libertà, Febo (Pdl): «autocensura, conflitti di interesse e bavaglio»

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SPOLTORE. Non si spengono le polemiche sul caso della cosiddetta ‘delibera bavaglio’ firmata dall’amministrazione Di Lorito.
Se ne è discusso anche in Consiglio, giovedì scorso, ma la questione non solo non è stata chiarita ma si è acceso un nuovo scontro tra maggioranza e opposizione.
«Il Consiglio comunale ha offerto un ennesimo e pessimo scenario di cattiva amministrazione», afferma Marina Febo, capogruppo Pdl al Consiglio comunale di Spoltore. «Mi riferisco al rifiuto del presidente, Lucio Matricciani, di aprire un dibattito sulla delibera e a far esporre integralmente l’interrogazione presentata sul punto dall’intera opposizione. Infatti, solo 4 quesiti su 11 sono stati ammessi».

Proprio perché l’amministrazione, con questa delibera ‘bavaglio’, vorrebbe tutelare l’ente da qualsiasi potenziale danno alla sua immagine, l’opposizione voleva sapere– con i punti non ammessi e rinviati – delle presunte scelte operate dall’ufficio contenzioso dell’ente, in merito alla mancata costituzione di parte civile del Comune nel processo a carico di Domenico D’Onofrio, ex amministratore.
Ma Febo contesta anche l’espulsione dall’aula, attraverso l’intervento della forza pubblica richiesta dal Presidente, dell’operatore di Zone d’ombra tv - mentre riprendeva alcune immagini - e al rigetto di tutti gli emendamenti del PDL alla delibera sulle nomine degli enti.
«La nostra critica si rivolge innanzitutto al presidente del Consiglio», assicura Febo, «che, aggrappandosi a un regolamento desueto e non più conforme alla normativa vigente per i Comuni sopra i 15 mila abitanti, pone in essere dei comportamenti discutibili sul piano dell’imparzialità a cui sarebbe tenuto in virtù del suo ruolo e a garanzia del più ampio confronto e del pluralismo delle idee all’interno dell’assemblea. Altro aspetto che noi vogliamo stigmatizzare negativamente è l’atteggiamento dei consiglieri di maggioranza che sono arrivati ad “autocensurarsi” per ben due volte pur di dare un “assist” a Di Lorito».

Infatti, i colleghi hanno in un primo momento votato contro la richiesta di aprire un dibattito sulla delibera bavaglio, che avrebbe consentito, anche a loro, di esprimere il proprio punto di vista. Successivamente hanno rigettato gli emendamenti alla delibera sulle nomine dei rappresentanti del Comune negli enti approvando la vecchia delibera sulle nomine che Di Lorito ha voluto personalmente modificare.

«Il nostro sembra un grido nel deserto - conclude Marina Febo - ma finché avremo voce continueremo a stigmatizzare la cattiva e discutibile gestione dell’attuale maggioranza che non fa altro che continuare, nei metodi e negli obiettivi, l’operato di certa sinistra che condiziona la storia di Spoltore da oltre vent’anni».
L’opposizione ha chiesto nuovamente l’intervento del Prefetto di Pescara, «affinché ristabilisca al più presto le condizioni per un sano confronto tra maggioranza e opposizione a cui noi non abbiamo mai voluto nè intendiamo sottrarci, per il bene di Spoltore».
Intanto anche il comitato ‘Trasparenza e Legalità’ di Popoli, diretto da Giovanni Natale esprime la propria solidarietà all’operatore Antonio Del Furbo. «C’è una certa similitudine con quanto accade, ed è accaduto, a noi a Popoli, dove ci viene impedito in vari modi, anche autoritari, di fare riprese. Non so se possa consolare Del Furbo, ma a Popoli si è creata una situazione a dir poco ridicola nel 2010, ancora irrisolta. Si pensi, come riportato anche dalle cronache, che in un primo tempo ci sono state vietate le riprese dal Presidente del Consiglio, allora Filippo Colangelo, adducendo come motivazione che a norma di regolamento non si potevano concedere riprese. Quando poi abbiamo chiesto di eseguirle “a norma di regolamento”, scoprimmo, da una risposta formale del Sindaco di allora, Emidio Castricone, che lui riteneva non potessero essere autorizzate per mancanza di regolamento, contraddicendo il suo presidente. Dopo essere stati minacciati impropriamente anche noi», continua Natale, «con richieste di intervento anche dei carabinieri, grazie al nuovo Presidente del Consiglio, Alfredo La Capruccia, che non ha sciolto il nodo come il predecessore, si è deliberata una Commissione apposita, presieduta dallo stesso nuovo Sindaco, Concezio Galli, che si è guardato bene in un anno e mezzo, di convocarla. La conclusione è che sostanzialmente, le Riprese, benché “legali”, vengono viste come fumo negli occhi e, quindi, impedite. Si teme giudizio degli elettori».