SANITA'

Abruzzo/Chiodi per la sanità chiede aiuto alla Guardia di finanza

Un protocollo di intesa individua i settori a rischio “anomalie”

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3851

Abruzzo/Chiodi per la sanità chiede aiuto alla Guardia di finanza

Il protocollo del 2012



                                       

ABRUZZO. C’è forse un filo conduttore tra le difficoltà che incontra il presidente Gianni Chiodi nel risanamento della sanità abruzzese (come spiega il verbale del Tavolo romano di monitoraggio) ed il Protocollo di intesa con la Guardia di Finanza, preparato, organizzato e poi rinviato all'ultimo momento.

Ci sono la delibera ed il protocollo già approvati dalla giunta. La cerimonia doveva tenersi il 15 maggio all’Aquila insieme al generale Francesco Attardi, comandante regionale delle Fiamme gialle. L'evento è stato però rinviato improvvisamente senza troppe spiegazioni a data da destinarsi.

Non si sa al momento se comunque il protocollo è già attivo oppure no e se è stata congelata anche la delibera approvata.

Non è la prima volta che la Regione firma protocolli con la gdf, un precedente recente si ritrova nel 2012 in quel caso il monitoraggio doveva avvenire sui fondi europei cosa che diede il destro al consigliere Costantini di ironizzare...
Intanto ci si domanda quali sono le reali ragioni che hanno spinto la Regione e la finanza ad accordarsi: la Gdf non ha bisogno di “intese” per svolgere la sua attività di prevenzione e di repressione dei reati nella pubblica amministrazione. E allora i lprotocollo potrebbe essere visto quasi come una richiesta di aiuto, quasi un’ammissione indiretta da parte di Chiodi delle sue difficoltà a gestire direttori generali riottosi o inadempienti e una dirigenza regionale poco collaborativa.
Così, mentre il precedente sub commissario Giovanna Baraldi ha lasciato esausta, dopo un lungo braccio di ferro con la struttura della sanità regionale, e mentre il suo sostituto Giuseppe Zuccatelli deve minacciare le dimissioni, se non gli viene assegnato il personale necessario anche solo per scrivere i decreti attuativi del Piano di rientro dai debiti, Chiodi ha pensato bene di avvalersi della Gdf.
Il che – come si legge nella delibera del 22 aprile scorso – dovrebbe essere anche solo «in funzione di deterrenza di eventuali azioni illegittime» e - si potrebbe aggiungere - anche di ritardi e omissioni nel contenimento e nella razionalizzazione della spesa sanitaria, seguendo le Asl nel loro controllo interno di gestione e nella prevenzione di un uso distorto dei soldi pubblici. 


Su questo i 6 articoli del Protocollo di intesa sono chiarissimi, soprattutto gli articoli 3 e 5: il primo autorizza direttamente la GdF ad «eseguire riscontri diretti sui potenziali illeciti segnalati con priorità per le situazioni caratterizzate da particolari indici di anomalia».
 Il secondo individua con precisione i settori a rischio: «le strutture accreditate, la prescrizione dei farmaci, la libera professione (dei medici) ed altre attività del servizio sanitario regionale».
 Su questi settori la Regione si impegna a fornire elenchi e documentazione. Tempi duri per i furbi o solo un estremo tentativo di Chiodi di farsi ascoltare come commissario?
Ma intanto potrebbe ascoltare lui quei sindacati medici che gli segnalano (come ha fatto l’Intersindacale sanitaria il 14 maggio, prima del Protocollo di intesa) le storture delle prescrizioni farmaceutiche e l’attività dei medici abruzzesi «che lavorano anche nelle strutture sanitarie pubbliche e convenzionate della provincia di Ascoli Piceno. Il che – scrive l’Isa - contribuisce a creare la mobilità passiva della nostra Regione con l’effettuazione di prestazioni sanitarie a bassa complessità clinica che potrebbero essere evitate obbligando la Regione Marche a sottoscrivere il promesso accordo di confine dalla stessa già sottoscritto con le altre Regioni limitrofe».
 Però è indubbio che a Chiodi la sua solitudine politica cominci a pesare: non c’è infatti nessun consigliere della sua maggioranza che sia riuscito a spiccicare una parola sulla sanità, dall’opposizione arrivano solo critiche e gli manca pure un assessore alla sanità. Allora meglio chiedere aiuto alla Gdf.

Sebastiano Calella

Delibera Giunta Regionale n° 290 del 22.04.20.2013 Protocollo intesa Regione-Guardia di Finanza