IL CASO

Doping, Di Luca positivo all’Epo. Lui commenta: «sono sorpreso e deluso»

Il ciclista in queste ore in viaggio verso l’Abruzzo

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Doping, Di Luca positivo all’Epo. Lui commenta: «sono sorpreso e deluso»

 

Doping, Di Luca positivo all’Epo. Lui commenta: «sono sorpreso e deluso»
Il ciclista in queste ore in viaggio verso l’Abruzzo
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DIMARO. «Non me l'aspettavo, è stata una sorpresa per me: sono deluso». 
Lo ha detto Danilo Di Luca, il corridore abruzzese che è stato trovato positivo a un controllo antidoping a pochi giorni dal via del 96/o Giro d'Italia di ciclismo. 
Come rivelato dalla Gazzetta dello Sport http://www.primadanoi.it/news/540414/Abruzzo_Ciclismo__Giro________Di_Luca_positivo_all_Epo___Gi%C3%A0_licenziato.html  il ciclista è risultato positivo all'Epo dopo un test a sorpresa il 29 aprile a casa sua. La notizia, assicura non se la aspettava e mentre la società lo ha già licenziato annunciando che gli chiederà anche i danni, lui annuncia che chiederà le controanalisi e poi riparlerà di questa vicenda». 
 
Di Luca che non è apparso giù di morale, all'uscita dall'hotel Dimaro (che prende il nome della località trentina) si è concesso per pochi istanti ai microfoni dei giornalisti. 
Il corridore è uscito alle 13,10, dopo avere chiesto un passaggio a un amico: i due sono saliti a bordo di un'Audi e sono partiti verso l'Abruzzo. 
La squadra della Vini Fantini-Selle Italia aveva lasciato Di Luca in albergo e si è trasferita a Merano da dove proseguirà il Giro. Di Luca è stato licenziato dal team e, se le controanalisi confermeranno la sua positività, andrà incontro a una sicura radiazione. 
«CHIEDEREMO I DANNI D’IMMAGINE»
Angelo Citracca, team manager della Vini Fantini Selle Italia spiega che Di Luca «è un atleta che non faceva parte del nostro gruppo, non voluto dal team e che è stato inserito in organico per volontà del nostro main sponsor Valentino Sciotti, che per amicizia e vicinanza territoriale al corridore, ha insistito e creato le condizioni per l'inserimento dello stesso in organico». E aggiunge: Di Luca, più volte coinvolto in vicende legate al doping e già squalificato per violazioni simili, ha ricambiato la fiducia di un amico e grande imprenditore con l'ennesimo sbaglio, le cui conseguenze colpiscono, incolpevolmente, la Vini Fantini Selle Italia. L'atleta, già rientrato a seguito di una squalifica con altri team, non rientrava nella filosofia e nei programmi della nostra squadra, impegnata da anni nella scoperta e formazione di giovani atleti».
Intanto l’ Unione ciclistica internazionale ha «momentaneamente sospeso»  lo sportivo. 
Il provvedimento è scattato dopo i risultati del laboratorio.
Contro l'abruzzese anche l'Associazione dei corridori professionisti. «Se le controanalisi dovessero confermare la sua positività all'Epo - si legge in un comunicato - la loro associazione (Accpi) per mandato dei suoi associati, ricorrerà alle vie legali per il gravissimo danno d'immagine provocato dal suddetto atleta all'intera categoria. Il ciclismo si sta impegnando con tutte le sue forze per ritrovare credibilità e affetto agli occhi del pubblico; il gruppo non accetta che il comportamento folle di un elemento danneggi l'immagine dell'intero movimento». 
LA RISALITA DOPO I GUAI
Dopo i guai passati sembrava essere iniziata una nuova stagione per l’abruzzese.
Scontata la squalifica, infatti, per la stagione 2011 venne messo sotto contratto da Andrei Tchmil nella Katusha. 
In questa squadra Di Luca non percepì nessuno stipendio ma solo premi legati alle prestazioni. Fu una grande occasione per tornare in pista sebbene non ottenne vittorie.
 Nel 2012 è passato all'Acqua & Sapone: due successi, vincendo una tappa al Giro d'Austria e il Gran Premio Nobili Rubinetterie, oltre a numerosi piazzamenti, tra cui spicca il secondo posto nella prova in linea Elite dei campionati italiani.
Nell'aprile del 2013, a pochi giorni dall'inizio del Giro d'Italia, firma un contratto con la Vini Fantini-Selle Italia, la squadra di Luca Scinto che oggi gli volta le spalle e ancor prima di attendere il risultato delle controanalisi lo ha licenziato in tronco.

DIMARO. «Non me l'aspettavo, è stata una sorpresa per me: sono deluso». 
Lo ha detto Danilo Di Luca, il corridore abruzzese che è stato trovato positivo a un controllo antidoping a pochi giorni dal via del 96/o Giro d'Italia di ciclismo. 
Come rivelato dalla Gazzetta dello Sport  il ciclista è risultato positivo all'Epo dopo un test a sorpresa il 29 aprile a casa sua. La notizia, assicura non se la aspettava e mentre la società lo ha già licenziato annunciando che gli chiederà anche i danni, lui annuncia che chiederà le controanalisi e poi riparlerà di questa vicenda».  Di Luca che non è apparso giù di morale, all'uscita dall'hotel Dimaro (che prende il nome della località trentina) si è concesso per pochi istanti ai microfoni dei giornalisti. Il corridore è uscito alle 13,10, dopo avere chiesto un passaggio a un amico: i due sono saliti a bordo di un'Audi e sono partiti verso l'Abruzzo. La squadra della Vini Fantini-Selle Italia aveva lasciato Di Luca in albergo e si è trasferita a Merano da dove proseguirà il Giro. Di Luca è stato licenziato dal team e, se le controanalisi confermeranno la sua positività, andrà incontro a una sicura radiazione. 

«CHIEDEREMO I DANNI D’IMMAGINE»

Angelo Citracca, team manager della Vini Fantini Selle Italia spiega che Di Luca «è un atleta che non faceva parte del nostro gruppo, non voluto dal team e che è stato inserito in organico per volontà del nostro main sponsor Valentino Sciotti, che per amicizia e vicinanza territoriale al corridore, ha insistito e creato le condizioni per l'inserimento dello stesso in organico». E aggiunge: Di Luca, più volte coinvolto in vicende legate al doping e già squalificato per violazioni simili, ha ricambiato la fiducia di un amico e grande imprenditore con l'ennesimo sbaglio, le cui conseguenze colpiscono, incolpevolmente, la Vini Fantini Selle Italia. L'atleta, già rientrato a seguito di una squalifica con altri team, non rientrava nella filosofia e nei programmi della nostra squadra, impegnata da anni nella scoperta e formazione di giovani atleti».

Intanto l’ Unione ciclistica internazionale ha «momentaneamente sospeso»  lo sportivo. Il provvedimento è scattato dopo i risultati del laboratorio.Contro l'abruzzese anche l'Associazione dei corridori professionisti. «Se le controanalisi dovessero confermare la sua positività all'Epo - si legge in un comunicato - la loro associazione (Accpi) per mandato dei suoi associati, ricorrerà alle vie legali per il gravissimo danno d'immagine provocato dal suddetto atleta all'intera categoria. Il ciclismo si sta impegnando con tutte le sue forze per ritrovare credibilità e affetto agli occhi del pubblico; il gruppo non accetta che il comportamento folle di un elemento danneggi l'immagine dell'intero movimento». 

«DISARMATI CONTRO STUPIDITA’ RECIDIVA»

 «La notizia, se confermata, mi amareggia profondamente. Possiamo mettere in campo tutti gli strumenti di prevenzione, di informazione e di controllo, ma contro la stupidita' recidiva siamo disarmati». E' il duro giudizio del presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco.

«L'aggravante del caso e' che Di Luca, invece di cogliere l'opportunità concessa di voltare pagina e di chiudere definitivamente col passato, ha tradito non solo chi gli ha dato ancora fiducia, ma anche i compagni della 'vecchia guardia' che hanno aderito con responsabilità e coscienza al nuovo corso - aggiunge Di Rocco in una nota - ha tradito, soprattutto, la nuova generazione di ciclisti che restituisce credibilità e immagine al ciclismo italiano. Sono stato personalmente accusato di eccesso di rigore nel difendere la moralità e i valori della maglia azzurra. Tuttavia non rinnego l'apertura di credito effettuata all'inizio del mio terzo mandato. Ma sia chiaro: era l'ultima porta. Da quel momento in poi chi sbaglia non ha più alibi. Per casi come questo - ha quindi assicurato Di Rocco - proporro' la sanzione piu' severa, avvalendoci anche del diritto di richiedere un risarcimento dei danni subiti. Non e' giusto che elementi irresponsabili inquinino ancora un ambiente che, ci tengo a ribadirlo, oggi e' sano e vuole continuare ad esserlo»

LA RISALITA DOPO I GUAI

Dopo i guai passati sembrava essere iniziata una nuova stagione per l’abruzzese.Scontata la squalifica, infatti, per la stagione 2011 venne messo sotto contratto da Andrei Tchmil nella Katusha. In questa squadra Di Luca non percepì nessuno stipendio ma solo premi legati alle prestazioni. Fu una grande occasione per tornare in pista sebbene non ottenne vittorie. Nel 2012 è passato all'Acqua & Sapone: due successi, vincendo una tappa al Giro d'Austria e il Gran Premio Nobili Rubinetterie, oltre a numerosi piazzamenti, tra cui spicca il secondo posto nella prova in linea Elite dei campionati italiani.Nell'aprile del 2013, a pochi giorni dall'inizio del Giro d'Italia, firma un contratto con la Vini Fantini-Selle Italia, la squadra di Luca Scinto che oggi gli volta le spalle e ancor prima di attendere il risultato delle controanalisi lo ha licenziato in tronco.

 

ARMSTRONG: «DAVVERO COSI’ STUPIDO?»

«Anche se ho zero credito sull'argomento doping, non riesco a non pensare 'davvero Di Luca? Ma sei davvero cosi' stupido?'». Lance Armstrong, su Twitter, critica pesantemente Danilo Di Luca. L’atleta pochi  mesi fa ha visto di fatto cancellata la propria carriera dopo aver ammesso di aver fatto uso di doping.