IL FATTO

Spoltore. Controllo della rete, l’opposizione a Di Lorito: «ritirare la delibera bavaglio»

Oggi manifestazione di protesta e interrogazione in Consiglio

Redazione Pdn

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Spoltore. Controllo della rete, l’opposizione a Di Lorito: «ritirare la delibera bavaglio»




SPOLTORE. «No al bavaglio», interrogazione e protesta della minoranza al Comune di Spoltore.
L’argomento è quello che tiene banco ormai da giorni: la ‘spia’ del web assoldata dall’amministrazione Di Lorito per stanare presunti diffamatori del web. La delibera, nonostante sia passata una settimana, non viene proprio digerita. Mentre per l’amministrazione si tratta di un atto che regola l’organizzazione dell’ente, al di fuori viene percepito come qualcosa di ben più grave: il tentativo di imbavagliare i contestatori (e non solo quelli che si spingono sulla strada della diffamazione).
Oggi se ne parlerà anche in Consiglio comunale dove approderà una interrogazione dei consiglieri Marina Febo , Marco Della Torre (Pdl), Edoardo Diligenti (Spoltore Futura Rialzati Abruzzo), Francesco Zampacorta (Grande Spoltore Cinque Borghi), Carlo Spatola Mayo (Movimento 5 Stelle), Rino Controguerra (Prima Spoltore)
E proprio i consiglieri di minoranza annunciano che prima dell’inizio del Consiglio gli esponenti dell’opposizione, «insieme ai cittadini e alle associazioni, manifesteranno il loro dissenso verso questa delibera e ne chiederanno il ritiro immediato onde evitare un danno maggiore al Comune, ai cittadini e al territorio».


Nell’interrogazione si mettono in evidenza diversi dubbi. «E’ certo», si domanda, «che il suddetto atto di indirizzo sia conforme alle legge e non violi la normativa nazionale, europea e internazionale limitando i sopraindicati diritti dei consiglieri e di tutti coloro che intendono esprimere un giudizio sull'attività dell'amministrazione?»
Ma i consiglieri chiedono anche di sapere se il primo cittadino confermi la volontà di contenere e abbattere i costi legati alle spese legali. «In caso affermativo, come pensa di giustificare il costo che deriverà dal porre in essere azioni legali a tutela di posizioni individuali dei dipendenti e degli amministratori? È convinto che la Corte dei Conti possa confermare la legittimità di tali spese? È stato richiesto sul punto il parere dei Revisori dei Conti?»
Si chiede anche di sapere se è vero che il Comune non si è mai costituito parte civile nel procedimento penale che vede indagato per diffamazione l’ex assessore Domenico D’Onofrio perché avrebbe «ideato e stampato numerose locandine con il simbolo e il logo del Comune di Spoltore», dice l’accusa. Le locandine recavano «frasi offensive dell’onore e della reputazione del sindaco Ranghelli e di tutta l’amministrazione».


«Può chiarire le ragioni di codesta mancata costituzione di parte civile e sulla base di quali pareri ha preso tale decisione?», chiedono dall’opposizione. «E’ vero che il menzionato ex amministratore sembra essere stato il committente Responsabile della sua ultima campagna elettorale e che avrebbe versato un contributo per il finanziamento della stessa? In caso affermativo, non ritiene che si possa configurare un conflitto di interesse in capo a lei sulla scelta messa in campo?»
Ultime due domande: «sulla base di quali criteri e modalità generali viene decisa ed esercitata la facoltà di introdurre o resistere a un'azione giudiziaria e la scelta degli avvocati a cui affidare la difesa dell'ente? Non ritiene che l'atto di indirizzo sopra menzionato debba essere ritirato al più presto perché potrebbe aver arrecato e/o arrecare un danno all'immagine, onorabilità e personalità morale del Comune, dei cittadini e del territorio di Spoltore?»