LA ROTTA DELLA DROGA

Abruzzo/L’Aquila. Traffico internazionale di stupefacenti: arresti e perquisizioni

Carabinieri in azione in Abruzzo, Emilia Romagna, Campania, Lazio, Lombardia e Marche

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Abruzzo/L’Aquila. Traffico internazionale di stupefacenti: arresti e perquisizioni






L’AQUILA. Dalle prime ore del mattino ha avuto inizio una vasta operazione che ha interessato Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia e Marche. I carabinieri del comando  provinciale di L’Aquila, coordinati da personale dei comandi provinciali di Ascoli Piceno, Avellino, Brescia, Forlì-Cesena, Frosinone, Parma, Pescara, Reggio Emilia e Roma hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal gip del tribunale di L’Aquila, nei confronti di 5 soggetti (tutti sottoposti alla custodia cautelare in carcere) indagati per il reato di concorso in detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti con l’aggravante specifica della transnazionalità.
Con la medesima ordinanza sono inoltre state disposte 21 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti soggetti. In tutto risultano indagate a vario titolo 44 persone, 14 Italiani, 29 Dominicani ed una donna colombiana.
L’attività d’indagine svolta dai carabinieri ha permesso di tracciare le rotte dell’importazione dall’estero, in particolare dalla Repubblica Domenicana, di ingenti quantitativi di cocaina destinati al mercato del centro Italia.
I particolari dell’operazione saranno resi noti in tarda mattinata.

OPERAZIONE CHAMAQUITO
L’indagine, denominata “Chamaquito” (in italiano “ragazzino”, soprannome di uno dei corrieri utilizzati) e coordinata dal pm presso il Tribunale di L’Aquila, Fabio Picuti, ha avuto inizio nel mese di gennaio 2012.
Militari del Nucleo Investigativo di L’Aquila, appreso, nel corso di attività informativa, dell’esistenza di soggetti dediti al traffico internazionale di cocaina, hanno avviato una serie di accertamenti che hanno permesso di individuare due figure di maggiore spicco: D.L.C., 29enne dominicano residente a L’Aquila, e C.D., 33enne aquilano, quest’ultimo tratto in arresto proprio nel gennaio 2012 perché trovato in possesso di 80 grammi di cocaina.
L’idea che lo stupefacente potesse provenire da canali esteri, riconducibili al D.L.C., ha cominciato invece a concretizzarsi dopo avere verificato che il domenicano, tra il 2005 ed il 2012, aveva presentato diverse denunce di smarrimento del proprio passaporto.
 La necessità di “rinnovare” il documento di espatrio, sul quale resta traccia di tutti i viaggi effettuati, ha reso più consistenti i sospetti, permettendo di avviare specifiche attività tecniche di controllo.
L’attività di indagine ha cominciato a dare i propri frutti: D.L.C. è risultato sin da subito  punto di contatto di molti altri soggetti, che a lui si rivolgevano per richiedere stupefacente e che a lui versavano somme di denaro a saldo degli acquisti. Sono stati, infatti, documentati molteplici pagamenti effettuati tramite il circuito Money Transfer oppure a mezzo di ricariche Poste Pay.

IL CAPO A ROMA IN UN BAD & BREAKFAST
Per gestire con maggiore facilità le proprie attività criminali, D.L.C. si era costituito una base logistica nella Capitale (presso un B&B collocato in prossimità della Stazione Termini) necessaria per gestire l’importazione della droga, operata con il metodo dell’“ovulazione”, mediante l’utilizzo di corrieri viaggianti con vettori aerei sulla tratta Santo Domingo-Spagna-Italia. Inoltre la base romana, ha consentito di garantire un punto d’appoggio all’arrivo in Italia per permettere il “recupero” dello stupefacente ed il suo confezionamento per il successivo smercio.
La “sede operativa” offriva, inoltre, il vantaggio evidente di essere situata in uno snodo del trasporto pubblico da e per gli aeroporti, consentendo al D.L.C. di utilizzare, per i propri spostamenti, mezzi pubblici, nell’intento di attirare meno l’attenzione.
L’attività di indagine ha permesso di intervenire direttamente sui trasporti internazionali dello stupefacente; già prima dell’inizio dell’attività investigativa, D.L.C. risultava aver compiuto almeno nove viaggi in Spagna (Barcellona) ed in almeno quattro occasioni risultava aver viaggiato con altri soggetti.

I VIAGGI
Nel corso delle indagini sono stati invece documentati i seguenti trasporti:
-    marzo 2012: D.L.C. acquista sostanza stupefacente da due soggetti di origine dominicana, residenti in Emilia-Romagna; durante il viaggio di ritorno, i corrieri, incaricati di effettuare il trasporto fino a L’Aquila, vengono tratti in arresto da personale della Polizia Ferroviaria presso la stazione FF.SS. di San Benedetto del Tronto (AP) poiché trovati in possesso di 270 grammi di cocaina. La perdita del carico costringe il D.L.C. ad organizzare, con urgenza un nuovo viaggio a Barcellona per l’acquisto di stupefacente da un suo contatto situato in Spagna;
-    marzo 2012: D.L.C. si reca a Barcellona (Spagna) per l’acquisto di stupefacente. L’imminente rientro del carico è stato segnalato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di L’Aquila ai loro colleghi della Compagnia Aeroporti di Roma che, operanti in collaborazione con personale dell’Agenzia delle Dogane, hanno proceduto all’arresto dell’interessato, trovato in possesso di 220 grammi di cocaina ingeriti in 19 ovuli. È interessante evidenziare come, nel periodo di detenzione in carcere di D.L.C., l’attività illecita sia stata gestita dalla madre D.F.A., 49enne, domenicana, anch’essa residente a L’Aquila;
-    luglio 2012: D.L.C., dal regime degli arresti domiciliari presso l’abitazione cura un ulteriore approvvigionamento. Questa volta ad effettuare il viaggio è la sua compagna, P.R.R.P., 20enne, domenicana. Arrivata all’aeroporto di Milano-Malpensa (scelto per evitare lo scalo di Roma considerato ormai non più sicuro) la ragazza è stata tratta in arresto da personale del Gruppo Guardia di Finanza Malpensa che, opportunamente attivato dai Carabinieri di questo Comando, recuperava 475 grammi di cocaina, anche questa volta trasportati in 35 ovuli ingeriti prima della partenza;
-     agosto 2012: ancora una volta D.L.C., sempre dal regime degli arresti domiciliari, promuove una transazione di sostanza stupefacente con altri soggetti dimoranti nella Repubblica Dominicana. Questa volta il trafficante non vuole correre rischi e chiede ad un italiano T.G. 28enne residente ad Avezzano di effettuare l’acquisto direttamente a Santo Domingo. Temendo però l’ennesimo fallimento, il committente ipotizza di potere smerciare la droga al primo scalo di Madrid, così eludendo i controlli italiani. Anche questo tentativo è stato neutralizzato dai Carabinieri che, grazie al proprio ufficiale di collegamento presente in Spagna, hanno allertato la “GUARDIA CIVIL” spagnola. T.G. è stato arrestato a Madrid e trovato in possesso di oltre 2 kg di cocaina trasportati in diversi sacchetti, applicati lungo tutto il corpo con nastro adesivo. L’ingegnoso stratagemma è stato reso ancora più efficace dal fatto che il corriere ha indossato parti di una muta da sub per non essere individuato dai cani antidroga.

GLI ARRESTATI

Tra gli arrestati figura l'aquilano Luca Cocciolone, 43 anni, proprietario di una nota pizzeria cittadina. Gli altri quattro, tre uomini e una donna, sono residenti nella Repubblica Domenicana. Due sono domiciliati a L'Aquila, uno a Brescia e uno a Roma.

Più marginali sono le posizioni di altri indagati per i quali non sono state chieste misure cautelari e sono: Alessandro Angelini di 29 anni di Tornimparte; Marco Barone di 37 anni residente a Gignano; Carol Cocciolone di 25 anni, residente a Preturo; Davide Crudele di 32 anni dell'Aquila; Roberto Federico di 44 anni, residente a Preturo; Massimiliano Mellone di 43 anni dell'Aquila e, infine, Fabrizio Rocco Pelle di 35 anni, residente a Sassa.

In tutto risultano indagati a vario titolo :
-    14 italiani, tutti residenti nelle province di  L’Aquila e Roma
-    29 dominicani, residenti nelle province di Forlì-Cesena, Roma, Brescia, Avellino, Parma, Reggio Emilia, Ascoli Piceno, Frosinone e Pescara;
-    1 colombiana residente a Roma.
In provincia di Avellino, G.C.L.M., 37enne, domenicano, è stato tratto in arresto dai Carabinieri di Morra de Sanctis per resistenza e lesioni a P.U.. Nel corso della perquisizione è stato altresì rinvenuto stupefacente in corso di analisi.

DUE ANNI DI INDAGINI
Da circa due anni i militari hanno avviato una serie di attività volte a prosciugare i canali di approvvigionamento dello stupefacente smerciato in ambito provinciale. Già nel 2010 vi erano state attività riguardante stupefacente proveniente dalla Calabria, indagine poi confluita in altra, più vasta, condotta dalla Direzone distrettuale antimafia di Reggio Calabria e culminata con l’arresto di Massimo Valenti.
Poi è stato reciso il flusso proveniente da Roma, grazie ad una operazione portata a termine dalla compagnia di Sulmona. La droga proveniente dal Nord Africa, invece, è stata oggetto di interventi, a più riprese, condotti dalla compagnia di Avezzano, e dalla compagnia di L’Aquila che ha intercettato, in particolare, un flusso proveniente dalla Tunisia. Questa volta a cadere nella rete dei militari è stato il traffico di droga proveniente dal Centro America.