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Abruzzo. Il mistero del Corecup: deciso due anni fa ed ancora solo sulla carta

Doveva partecipare anche l’Arit, ma le gare non sono partite

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CHIETI. Due anni fa la giunta regionale aveva deciso l’istituzione del Cup regionale, ma ancora oggi le quattro Asl si muovono autonomamente e con «sistemi informatici che non dialogano tra loro», spiega Giovanni Farinella, il dirigente regionale che segue il settore.
 Dunque anche in questo caso, la strada dell’inferno-Cup è lastricata di buone intenzioni. Perché i disservizi di cui si lamentano i cittadini utenti e gli addetti ai lavori della Asl di Chieti forse non sarebbero esplosi se la Giunta regionale avesse dato corso alle sue decisioni.
E’ tutto scritto nella delibera 930 del 23 dicembre 2011 che istituisce il Corecup (coordinamento regionale dei Cup delle varie Asl) e che sembra restata lettera morta. Nel senso che a tutt’oggi nulla di quanto era previsto sulla carta è stato realizzato sul territorio.
Infatti l’Arit (agenzia regionale per l’informatica e la telematica) e braccio operativo della Regione per creare un Cup moderno, efficiente ed unico per tutta la Regione ammette che «ancora non ci comunicano quali sono le gare da espletare» per la piattaforma informatica.
La solita politica dell’annuncio, tanto poi ci si dimentica di quello che non si fa?
A precisa domanda sull’attuale funzionamento del Corecup, che qualche riunione l’avrà pure fatta, e sulle sue attività e decisioni, il dirigente regionale ha chiesto di formulare via mail le questioni da approfondire. In attesa della risposta (promessa in tempi brevi), forse è bene ripercorrere la storia dimenticata di questa delibera 9delle buone intenzioni, quella che istituì il “SovraCup (orchestratore)”, come lo definisce l’allegato tecnico istruttorio. 


Quel giorno presiedeva Alfredo Castiglione ed erano presenti gli assessori Carpineta, De Fanis, Di Dalmazio, Di Paolo, Febbo, Gatti, Masci e Morra.
Assenti Chiodi e Giuliante. Dopo un solenne preambolo che richiamava le disposizioni nazionali e regionali sulla necessità di realizzare il Piano regionale di governo delle liste di attesa 2011-2012 (in sigla: Prgla), la delibera si sofferma sulle precedenti decisioni di Giunta sulla definizione dei tempi massimi di attesa per le visite specialistiche e per gli esami strumentali. Tra l’altro la delibera «per favorire un’adeguata conoscenza delle attività e delle modalità di accesso» promuoveva anche «la partecipazione di utenti e di associazioni di volontariato» e aggiungeva «la vigilanza sistematica sulle situazioni di sospensione sull’erogazione delle prestazioni» (tutte buone pratiche che però il manager Zavattaro ha etichettato come «macchina del fango»).
 La composizione del Corecup era ad alto livello: il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, diversi dirigenti dell’assessorato regionale alla sanità, il direttore dell’Arit e i designati dalle singole Asl.
A questo Corecup era affidata anche una dotazione organica, tanto che alcuni dipendenti regionali fecero domanda per lavorare in questa nuova struttura, ma stanno aspettando ancora una risposta. E se la delibera è del 23 dicembre, in realtà già nel Consiglio regionale del 14 giugno dello stesso anno 2011, il presidente Gianni Chiodi, come da verbale, aveva assunto formalmente l’impegno a realizzare il “Cup unico regionale (federato)” con il supporto dell’Arit. Alla delibera di dicembre fu allegato anche un breve resoconto delle attività da realizzare, affidate al coordinamento della direzione regionale dei flussi informativi.
Sebastiano Calella