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Pescara. Riqualificazione Corso Vittorio: compasso felpato… arrivano i banchetti del sindaco Mascia

Pedonalizzazione a metà, con passaggio di autobus

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Pescara. Riqualificazione Corso Vittorio: compasso felpato… arrivano i banchetti del sindaco Mascia

Come sarà






PESCARA. Il film è di quelli già visti mille volte e così pure l’errore (diabolico): prima si decide e poi -dopo le sistematiche polemiche (non si può mica accontentare tutti)- l’amministrazione comunale si straccia le vesti per illustrare, fare convegni e spiegare l’opera che si è già decisa nelle “segrete stanze”.

«Il progetto era disponibile da mesi negli uffici» dice oggi il sindaco Albore Mascia parlando del progetto della riqualificazione di corso Vittorio, ma questo lo sapeva lui e qualche altro dipendente comunale.
E poi che vuol dire che il cittadino normale avrebbe dovuto fare la processione per vedere il progetto?
Suvvia c’è un limite a tutto. In un altro paese i progetti destinati a cambiare radicalmente il volto della città andrebbero discussi prima con i cittadini. Invece come accaduto per la filovia (solo per fare un esempio) a cose fatte si impegnano forze per convincere.
Insomma se i commercianti non sono d’accordo sulla “pedonalizzazione” una buona e massiccia campagna di comunicazione li convincerà e così tornerà il sereno.
Nella personalissima “democrazia della persuasione” del sindaco Mascia però rimangono comunque alcuni punti fermi, come per esempio i medesimi attori della scena, qualche forza politica che spinge i lavori più di altre, qualche architetto che ha lavorato molto con questa amministrazione non senza qualche inciampo ma che di sicuro ha lasciato… il segno.
E così come accaduto per le altre opere marchiate Mascia anche questa della pedonalizzazione a metà di Corso Vittorio ha fatto venire in mente a qualcuno (ossessionato?) ancora una volta la massoneria: “come, non vedete un grande compasso disegnato sull’asfalto e sulle mattonelle?”
Il compasso è il segno dei segni per i muratori che si ispirano all’Architetto Supremo e così come il pavimento di via Firenze o via Cesare Battisti, la meridiana sulla riviera sud ora arriva il compasso.
Sull’area di risulta qualcuno sta pensando già di costruire delle piramidi?

FARA’ BENE AL COMMERCIO?
A parte il dibattito sulla gradevolezza dell’opera e sulla opportunità ora c’è poco da fare e si possono tenere solo le dita incrociate sperando che la scelta sia giusta.
Questi lavori potranno incentivare il commercio cittadino al lumicino?
Il centro si è spopolato ed è un fatto che è però conseguenza di altre scelte del passato (i centri commerciali c’entreranno pure qualcosa…).
Le strade già pedonalizzate hanno registrato incrementi negli acquisti e soste in crescita davanti alle vetrine?
Cosa succederà in Corso Vittorio? Difficile dirlo però Carlo Masci fa notare che in effetti non è corretto parlare di pedonalizzazione visto che gli autobus passeranno, ma non le auto.
Dunque una mezza pedonalizzazione o un’area a traffico limitato dove si dovrà passeggiare comunque sui marciapiedi più larghi.

«Si tratta di un progetto strategico di riqualificazione», dice Masci, consigliere di Pescara Futura, «con una strada di 8 metri a due corsie, con un percorso dedicato ai mezzi pubblici ed ai residenti. Di questo stiamo parlando. C’è qualcuno che è contrario all’intervento di riqualificazione? C’è qualcuno che preferisce avere marciapiedi stretti o respirare smog a tutto gas? Queste sono le domande giuste da porre ai residenti come ai commercianti e noi conosciamo già le risposte visto e considerato che abbiamo già vissuto i precedenti interventi di riqualificazione dell’intera zona centrale dove le critiche iniziali si sono trasformate in consensi, da parte dei residenti come da parte dei commercianti. Non abbiamo quindi dubbi nel proseguire con convinzione a proporre e realizzare il progetto che può e deve abbinare una ripresa delle attività commerciali ricadenti lungo il Corso (oggi decisamente sottotono anche per ragioni economiche che vanno al di là della nostra città) e rendere finalmente più vivibile un’altra ampia zona del centro cittadino. Questi contenuti sono alla base della riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele. E’ questo il progetto».
C’è però chi come Massimiliano Pignoli (Fli) propone un referendum (ancora una preoccupante similitudine con la filovia). Anche in questo caso l’eventuale parere dei cittadini arriva a caos fatto.

MISTERO PARCHEGGIO
C’è qualche altro che però fa notare che negli ultimi anni e sistematicamente per ogni lavoro di questa amministrazione scompaiono sempre più parcheggi. I marciapiedi si allargano, le strade vengono chiuse, ogni occasione è buona per tagliare via aree di sosta. Si tenta di spingere le auto nei parcheggi già realizzati di recente e mezzi vuoti (ma a pagamento) ?
O si mira a costruirne di nuovi e più costosi, magari sotterranei ?
Per il sindaco Mascia il problema non si pone visto che con i dati in suo possesso nemmeno a Natale l’area di risulta si riempie completamente (al massimo «arriva al 70%», dice) dunque i parcheggi ci sono anzi sono pure troppi.
Da queste premesse allora si capisce perché toglierne altri sia a corso Vittorio che nell’area di risulta dove sarà spostato il traffico delle auto.

NIENTE PAURA ARRIVA IL BANCHETTO DEL SINDACO
E sulla confusione che regna circa il progetto arriveranno i banchetti illustrativi allestiti dal Comune.
«Sul progetto di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele», dice l’assessore Berardino Fiorilli, «non aspetteremo che i commercianti vengano in Comune, ma saremo noi ad andare in piazza, con tanto di banchetto e gazebo per portare i progetti e le carte a casa dei residenti e dei commercianti. E’ evidente che su quell’intervento, che non è una pedonalizzazione, ma nel caso una riorganizzazione complessiva della viabilità, che vedrà al centro la filovia, c’è da un lato molta disinformazione, dall’altro la strumentalizzazione politica di coloro che da quattro anni si sono iscritti al ‘partito del non-fare’. La nostra maggioranza di governo si è schierata da anni dalla parte di chi vuole costruire per lo sviluppo della città, e non di chi vuole demolire, e siamo consapevoli che, una volta illustrato, il 99 per cento dei cittadini sarà favorevole a quel cantiere che sarà la chiave di volta per il rilancio commerciale, sociale e urbanistico dell’asse viario».
L’arte della persuasione è l’arma più importante nella democrazia persuasione dove sono tutti contenti e d’accordo su tutto.