LA SENTENZA

Abruzzo/Concussione e voto di scambio, assolti Prospero e Soria

A 6 anni dall’inchiesta arriva l’assoluzione

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Antonio Prospero

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VASTO. Assolti «perché il fatto non sussiste» dai reati di concussione e voto di scambio il presidente della Commissione regionale Agricoltura Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo) e il vice presidente dell’Arpa, Nicola Soria.
I due erano indagati nell’ambito della vicenda dei cosiddetti "telefoni blu". Si è conclusa questa mattina la vicenda giudiziaria che oltre a Prospero e Soria ha visto coinvolti i rispettivi figli Francesco e Antonella, l'ex consigliere comunale Rosanna Porcelli Cerella (Forza Italia) e l'agente di Polizia municipale Alberto Marrone.
Il Tribunale di Vasto, presieduto da Antonio Sabusco, giudici a latere Giovanni Falcione e Michelina Iannetta, ha accolto le tesi della difesa.
L'indagine che si riferisce a fatti accaduti nel periodo 2004-2005 ipotizzò l'uso improprio di telefoni istituzionali, l'abuso d'ufficio, favori ai cittadini in cambio del voto.
Secondo l'accusa Nicola Soria, Antonio Prospero nel periodo che ha preceduto la tornata elettorale delle regionali 2005, in cui Prospero si era presentato come candidato dell'Udc, avrebbero «esercitato pressioni» su un certo numero di elettori «promettendo favori in cambio di voti».
Ma oggi, a sei anni dallo scoppio dell’inchiesta, tutte le accuse sono cadute. La fase delle indagini preliminari si era conclusa il 29 novembre 2006, a giugno del 2010 c'era stato il rinvio a giudizio ma il processo ha stentato a decollare.
Per concussione e peculato (quest'ultimo reato derubricato in peculato d'uso) l'assoluzione è giunta con la formula piena, mentre per le altre contestazioni la pubblica accusa, il pm Giancarlo Ciani, ha chiesto il proscioglimento predibattimentale in quanto, ove mai sussistenti, erano prescritte.
Nella campagna elettorale regionale del 2005 Prospero, che all’epoca era assessore della giunta Pace, e Soria, assessore comunale alla Polizia municipale di Vasto, furono intercettati a seguito di un’inchiesta della Procura di Vasto per un fatto di cronaca avvenuto in città.
Sarebbero emerse richieste di favori, da parte di alcuni cittadini, come la cancellazione di alcune multe, concessione di spazi a parcheggio e di licenze commerciali.