DIRITTI E LIBERTA'

25 aprile, dirigente scolastica fa a fette Mascia: «rispetti l’autonomia scolastica e chieda scusa»

Venerdì prossimo consiglio comunale sulla vicenda

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25 aprile, dirigente scolastica fa a fette Mascia: «rispetti l’autonomia scolastica e chieda scusa»




PESCARA. Si terrà venerdì prossimo (ore 16,30) la seduta del Consiglio Comunale che si occuperà del caso della Scuola “11 febbraio 1944".
Nei giorni scorsi il sindaco Luigi Albore Mascia aveva scritto una lettera di disappunto alla dirigente scolastica di Colle Pineta accusandola di aver fatto cantare agli alunni canzoni che hanno «chiaramente un marchio politico», tra queste ‘Bella Ciao’

e la versione riveduta e corretta dell'Inno di Mameli "Bambini d'Italia" scritto da Marco Bricco.
E’ così infuriata la polemica politica con l’opposizione che ha interrotto anche un consiglio comunale intonando proprio ‘Bella Ciao’.

Ma la dirigente scolastica, Assunta D’Emilio, così come aveva già chiarito il corpo docenti,
ha scritto una lettera al sindaco raccontando quello che realmente è accaduto quel giorno. La lettera è agli atti del Comune e protocollata diffusa oggi dal consigliere Acerbo.
La scuola «non ha mai organizzato manifestazioni per il 25 aprile, né abbiamo mai ospitato alcuna manifestazione altrui». La verità è che la scuola ha concesso, come è nei suoi poteri, all’Anpi gli spazi richiesti per la celebrazione del 25 aprile. L’Istituto Comprensivo era presente alla celebrazione come invitato dall’Anpi, per ritirare un premio per il Progetto di Educazione alla Pace e alla Cittadinanza “Gocce nel mare” a cui lavora da oltre un decennio.
La partecipazione del dirigente scolastico, di un gruppo di docenti e di alcuni alunni «è stata libera e volontaria, essendo il 25 aprile giorno di chiusura per la scuola», spiega ancora la dirigente a Mascia. «I genitori che hanno liberamente accompagnato i propri figli al ritiro del premio erano informati delle attività che i loro figli avrebbero svolto quella mattina». Alla fine della manifestazione, inoltre, i piccoli sono tornati a casa con i propri genitori. 


«INVITATO MA SEMPRE ASSENTE»
La dirigente fa poi notare a Mascia che «se pur ripetutamente invitato nella nostra scuola non ha mai presenziato ad alcuna manifestazione, perdendo così l’occasione di sincerarsi di persona dell’attenzione e della cura che questa scuola ha riservato alla conoscenza dell’Inno nazionale».
Ma la dirigente va avanti: «il rispetto che lei come Istituzione e come cittadino deve all’autonomia scolastica garantita dalla legge, mal si accompagna a espressioni denigratorie sull’operato della mia scuola, sulle sue scelte educative, didattiche e metodologiche e tanto meno alla mortificazione dell’impegno profuso dai bambini nel canto ‘Bambini d’Italia’. La sottoscritta, vista la ultra trentennale esperienza nel mondo della scuola, non può consentire che le vengano date lezioni circa la finalità e compiti istituzionali della scuola».
«Lei sindaco», si legge ancora nella lettera, «non conoscendo questa scuola non può apprezzarla ma proprio per questo non dovrebbe denigrarla».


«L’IMBARAZZO DI RENZETTI»
Nella sua lettera di ‘richiamo’ Mascia aveva anche sottolineato «il non poco imbarazzo» dell’assessore comunale alla pubblica Istruzione, Roberto Renzetti, che ha presenziato a quella giornata.
Ma la dirigente spiega: «io non so chi abbia invitato l’assessore alla cerimonia, la mia scuola non poteva farlo non essendosene organizzatrice. L’assessore Renzetti le potrà testimoniare, con l’onestà intellettuale che lo contraddistingue, che la mia scuola non è mai stata per lui fonte di imbarazzo». Da anni, spiega la dirigente, lui «è sempre presente alle nostre iniziative, sempre sensibile ai nostri bisogni, sempre costruttivo e collaborativo».


LA LETTERA DELLA PRESUNTA MAMMA
La dirigente conferma inoltre che la presunta mamma di uno degli alunni, tale signora Pina Graziosi, (così si era firmata nella sua lettera al Centro), che aveva denunciato la partecipazione di sua figlia ad una «festa della Liberazione trasformata in festa di partito», non risulta nell’elenco dei genitori.
«D’altra parte», va avanti D’Emilio, «se fosse stata veramente una mamma di un alunno sarebbe stata a conoscenza dell’evento e avrebbe avuto tutto il tempo di esprimere il suo sdegno alla scuola, non al giornale, e avrebbe avuto tutta la libertà di non far partecipare la figlia all’iniziativa. Spero», conclude la dirigente, «che non abbia condiviso l’affermazione della presunta madre circa la costrizione dei bambini a battere le mani a tempo. Sarebbe gravissimo che un rappresentante delle istituzioni, qual è lei, solamente pensasse che la costrizione di un minore, di qualunque natura essa sia, possa avvenire in una scuola della Repubblica».
La dirigente chiede pubbliche scuse. 


ACERBO: «MASCIA CHIEDA PERDONO E CANTI CON NOI»
«Abbiamo richiesto che la seduta del Consiglio si tenesse in forma aperta e in orario pomeridiano per dare la possibilità alla cittadinanza di assistere ai lavori e consentire interventi», spiega il consigliere di Rifondazione, Maurizio Acerbo.
«La gravità e la grossolanità delle affermazioni contenute nella lettera del sindaco ci ha spinto a richiedere un momento di confronto e di presa di posizione del Consiglio Comunale in difesa sia della libertà e della autonomia scolastica sia dei valori dell’antifascismo e della Resistenza. A un mese di distanza dai fatti il sindaco potrebbe finalmente chiedere scusa alla scuola e alla città e intonare con noi "Bella ciao"».

25 Aprile La Scuola Risponde Al Sindaco