L'UDIENZA

Sanitopoli. Angelini: «sul giubbino mi sono sbagliato ma in buona fede»

L’ex patron di Villa Pini costretto all’ammissione di colpa. Respinta richiesta di ammissione intercettazioni

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Sanitopoli. Angelini: «sul giubbino mi sono sbagliato ma in buona fede»

Vincenzo Angelini



 

 


PESCARA. L’ex patron di Villa Pini è stato costretto ad ammettere un errore: quello di aver dichiarato in aula, sbagliando, che il giubbino delle foto del giorno delle presunte dazioni di denaro all’ex governatore Del Turco fosse quello poi depositato agli atti.
In realtà quel giubbino, per ammissione della stessa ditta che lo ha realizzato, è stato prodotto in epoca successiva al 2007, data della presunta tangente.
«Ho agito in buona fede», ha però precisato Vincenzo Angelini, nel corso dell'udienza odierna del processo "Sanitopoli". «Penso di essermi sbagliato», ha proseguito, «perché di quei giacconi ne ho posseduti una quindicina. Ho creduto in buona fede che fosse quello nella foto. Io non ho sottratto i codici a barre del giubbino e questa è una delle prove della mia buona fede».


Angelini ha definito il suo atteggiamento nell'intera vicenda «candido».
Se la difesa di Del Turco aspettava un regalo è probabile che sia arrivato proprio grazie alla gaffes del principale accusatore che ha di fatto servito su un piatto d’argento una serie di argomentazioni volte a demolire la sua credibilità. Mentre fino ad ora rimangono incerte, o quanto meno contese, le date delle foto e la loro genuinità, sul giubbino la vicenda è chiusa e certa.


Sempre durante l'udienza odierna, il Tribunale ha respinto la richiesta, avanzata dalla procura, di acquisire intercettazioni telefoniche intercorse tra l'ex segretario generale dell'ufficio di presidenza della Regione, Lamberto Quarta e i due consulenti della difesa dell'ex governatore Ottaviano Del Turco, Giacomo Gloria e Maurizio Arnone. Le conversazioni fanno parte del procedimento, in corso all'Aquila, denominato "Ecosfera", che nel gennaio 2012 ha portato agli arresti lo stesso Quarta.
La richiesta è stata respinta in base agli articoli 270 e 103 sulle intercettazioni che non prevedono nel caso di specie l’acquisizione di intercettazioni di altro procedimento poiché tra i reati per cui sono ammessi non vi sono quelli (gravi) contro la pubblica amministrazione.


Sempre oggi, sono stati ascoltati i testimoni dell'ex assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca. In particolare tre ex ausiliarie socio sanitarie, di cui secondo l'accusa Mazzocca avrebbe favorito la proroga dei contratti a Villa Pini. Le donne hanno detto di non averlo mai conosciuto e di non sapere «neppure chi sia».
Tutte hanno riferito di aver operato nella clinica, tra il 2005 ed il 2007, dopo presentazione di curriculum. Soltanto una ha affermato che l'allora sindaco di Villa Celiera, Di Luzio le chiese se voleva lavorare a Villa Pini, ma di non aver saputo poi più nulla. E' stato sentito inoltre Francesco D'Atri, ex componente della Commissione Ispettiva permanente della Regione. D'Atri ha parlato di ricoveri ripetuti e inappropriati di tutte le strutture private ed in particolare di Villa Pini.


ASCOLTA L'AUDIO: DICHIARAZIONE DI VINCENZO ANGELINI (Da Radio Radicale)