LIBERI DI REPRIMERE

Abruzzo/Controllo della Rete: «il Comune ‘licenzi’ la spia del web»

Da destra a sinistra l’appello a Di Lorito: «cancellare delibera»

Redazione Pdn

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Abruzzo/Controllo della Rete: «il Comune ‘licenzi’ la spia del web»




SPOLTORE. «Democrazia a rischio», «è bavaglio», «gesto illiberale», «un fatto gravissimo».
Sono questi i commenti, da destra a sinistra, sul provvedimento dell’amministrazione Di Lorito che ha deciso di monitorare social network e blog locali alla ricerca di presunti diffamatori che contestano l’operato degli esponenti politici ma anche dei dipendenti comunali. In un primo momento si era deciso che il ‘lavoro sporco’ lo dovesse fare l’addetto stampa. Poi c’è stato il dietrofront: se ne occuperà l’ufficio contenziosi.
Dunque è partito, come disposto dalla delibera di giunta, il controllo di pagine Facebook, profili Twitter e blog locali alla ricerca dei contestatori maleducati. Il rischio bavaglio è veramente dietro l’angolo? Questo è presto per dirlo ma di sicuro la giunta Di Lorito non ha brillato per modernità.
La delibera, a conti fatti, introduce solo due certezze. Se, infatti, anche prima dell’atto della giunta chiunque si sentisse diffamato poteva normalmente denunciare il presunto colpevole, adesso il Comune di Spoltore garantisce due ‘aiutini’ per le vittime del caso. Primo: un monitoraggio da parte di un dipendente comunale che alle già normali attività quotidiane dovrà aggiungere quella di passare al setaccio la rete a caccia dei troll. Secondo: a pagare eventuali spese vive non sarà il querelante ma il Comune. Dunque, chi vuole intentare una causa non dovrà sobbarcarsi nemmeno i costi vivi.
Un precedente pericoloso che siinserisce nel clima liberticida e repressivo che vive il Paese che ora vede nel web il nemico numero uno per il potere proprio mentre attraverso questo strumento nuove forze politiche stanno concquistando consensi. 


Intanto in queste ore proprio su Facebook si continua a parlare del provvedimento. Marina Febo fa notare che i consiglieri e gli assessori di maggioranza non intervengono sulla questione «nessuno ha proferito parola». Qualcuno dice che abbiano un assoluto divieto a farlo. «Se cosi fosse», aggiunge la consigliera di maggioranza, «mi meraviglio dei miei colleghi che accettano una tale condizione a dir poco mortificante della libertà e della personalità individuale».
Ma tutto il gruppo del Pdl ha manifestato il proprio «sdegno» per la delibera. «La libertà di espressione è un diritto fondamentale, riconosciuto a ciascun individuo ed essenziale per la dialettica politica, il rispetto del pluralismo delle idee e della stessa democrazia».
Secondo il Popolo della Libertà questa delibera lancerebbe un messaggio intimidatorio: «attenti a parlare», spiega Febo, «e a criticare l’operato di amministratori e dipendenti perché si sporgeranno querele e denunce. Qualsiasi persona che si ritenga ingiuriata o diffamata, a prescindere dal proprio ruolo, può sporgere querela e richiedere il risarcimento dei danni. Non comprendiamo quindi per quale ragione l’ente dovrebbe farsi carico di spese per azioni legali a tutela di posizioni individuali. I costi per difendere il Comune sono già esorbitanti nel bilancio e vanno semmai ridotti a fronte di mancati servizi che il Comune non è più in grado di garantire».
Al prossimo Consiglio comunale, il Pdl (che ha già informato il prefetto) chiederà al sindaco di riferire in merito, per fugare ogni dubbio o perplessità che potrebbero sorgere sul corretto e imparziale operato dell’amministrazione, a tutela di interessi pubblici generali.


«Se davvero il sindaco di Spoltore vuole tutelare l'onorabilità della sua amministrazione e della politica», chiede il consigliere regionale del Pdl, Riccardo Chiavaroli, «revochi la delibera di controllo e censura del web e non abbia timori delle opinioni altrui, anche se a volte sopra le righe del civile dibattito».
Per Giovanni Zanchini, segretario del Circolo PRC di Spoltore, si tratta di «un fatto gravissimo che travalica il contenuto stesso della delibera presa dalla Giunta comunale in materia di controllo delle opinioni sul web».
Il rischio, secondo Zanchini, è quello di spezzare il rapporto tra Sindaco e cittadini: «la gente si aspetta di essere amministrata bene, non controllati e perseguiti per le opinioni espresse. Sindaco Di Lorito, il Sindaco è il primo degli amministratori, non lo sceriffo che gestisce il potere, circondandosi di lanzichenecchi e sgherri che lo proteggono. Un Sindaco non deve avere paura dei propri cittadini, anche i più focosi, sarà la comunità stessa a fare quadrato se è amato e saprà farsi rispettare con azioni “da buon padre di famiglia»
In fin dei conti ci si domanda: se la diffamazione è già un reato previsto dalla legge (e dunue chi diffama paga) qual è il bisogno della delibera di Spoltore se come affermato dalla giunta non serve a reprimere. Forse attribuire al Comune le spese di giudizio?