IL FATTO

Abruzzo/Università Teramo: «Senato accademico e Cda illegittimi». L'Udu va al Tar

«l’Ateneo non ha seguito il percorso indicato dalla legge»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1516

Abruzzo/Università Teramo: «Senato accademico e Cda illegittimi». L'Udu va al Tar




TERAMO. L’Unione degli Universitari - Teramo insieme al Collettivo Autonomo Univeristario - Stella Rossa ha depositato presso il Tribunale Amministrativo Regionale de L’Aquila un ricorso, curato dall’avvocato del Foro di Roma Michele Bonetti.
Si contesta la legittimità dei maggiori organi dell’Ateneo teramano: Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico. Il ricorso analizza in modo dettagliato l’iter che l’Università degli Studi di Teramo ha seguito per riformare le varie rappresentanze studentesche.
«La Legge n° 240 del 30 dicembre 2010», spiegano i ricorrenti, «definisce chiaramente il percorso che gli atenei devono seguire per il rinnovo di tutte le cariche accademiche. Lo stesso Statuto d’Ateneo, poi, chiarisce che ancor prima dell’elezione del nuovo Rettore e degli altri incarichi debba essere disposto il rinnovo dei rappresentanti degli studenti. Iter che si è svolto in tutti gli Atenei italiani, tranne nel nostro, che, anzi, vede per ultimo la chiamata alle urne dei propri studenti. E’ evidente che l’Università teramana ha svolto un percorso contrario da quanto essa stessa aveva previsto, infatti si sono tenute per prime le elezioni del Magnifico Rettore per poi susseguirsi tutte le altre, tra cui le “elezioni” di secondo livello di Senato e CDA, e solo il 21 e 22 maggio prossimi si procederà al rinnovo delle restanti cariche studentesche interne all’Ateneo».
Contra legem, si contesta, risulta essere non solo l'iter ma anche le modalità con cui si è giunti ai nuovi senatori accademici e consiglieri d'amministrazione per quanto riguarda la componente studentesca. «La Legge Gelmini, infatti», si spiega nel ricorso, «recita espressamente che gli studenti debbano essere direttamente eletti; nel nostro Ateneo si è invece proceduto a dare mandato al Consiglio degli Studenti senza specificare tra l'altro le qualità che tali studenti avrebbero dovuto avere per poter essere eletti. Inoltre, il dettato legislativo della c.d. riforma Gelmini prevede che gli studenti eletti negli organi che compongono la governance d'ateneo non debbano essere iscritti oltre il primo anno fuori corso; tra i neo-"eletti" risulta invece esserci uno studente iscritto oltre il limite stabilito. Tale elezione, o meglio, nomina, è ovviamente del tutto passata in sordina tra la componente studentesca, che invece ha il diritto di poter esercitare il proprio elettorato attivo e passivo e decidere chi debbano essere i propri rappresentanti».

«Abbiamo già sollevato questo probabile difetto di legittimità», spiegano gli studenti, «presentando, tramite il nostro rappresentante al Cnsu Mauro Pettinaro, un'interrogazione al Ministro dell'Istruzione. L'interrogazione è stata sottoscritta anche dai rappresentanti di Azione Universitaria che muovono le nostre stesse perplessità. Il ricorso depositato è mirato a ristabilire la legittimità degli organi. Ricordiamo che membri illegittimi inficiano l'operato degli organi stessi e degli atti da loro emanati, e ciò sarebbe un grave rischio per tutti gli studenti che potrebbero veder compromessa la loro carriera universitaria».