INCIDENTE DI PERCORSO

Abruzzo/L’associazione dei Comuni (Anci), la ditta del segretario ed il protocollo della discordia

Un piccolissimo conflitto interessi e affidamenti diretti di servizi gratis per i Comuni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

17560

Abruzzo/L’associazione dei Comuni (Anci), la ditta del segretario ed il protocollo della discordia

I referenti di SeA



ABRUZZO. A chi non piacerebbe ricevere un servizio gratis?
Ed, infatti, sono moltissimi i Comuni italiani che hanno accolto l’invito dell’associazione Anci a stipulare accordi con una società che si occupa del ripristino delle condizioni di sicurezza stradale dopo gli incidenti.
Il sodalizio che comprende i comuni italiani nel 2010 ha firmato un protocollo di intesa con la ditta romana ‘Sicurezza e Ambiente spa’. Da diversi mesi, e per ragioni diverse, sono in molti a contestare questo sistema che sta creando non pochi mal di pancia e anche qualche esposto per vicende tutte da chiarire.
L’Anci ha promosso più che attivamente la società privata spingendo anche molti comuni abruzzesi a stipulare il protocollo d’intesa. In molti hanno aderito visto che non ci sono costi a carico degli enti pubblici perchè a pagare sono di solito le assicurazioni.
Ma chi guadagna? Di sicuro la società romana che ha saputo farsi strada e stipulare migliaia di accordi con enti pubblici e grosse società che hanno in concessione le strade.
Chi guadagna? Di sicuro i proprietari di Sicurezza e Ambiente che possono contare su utili milionari ed è proprio qui che si annida un piccolissimo conflitto di interessi, magari irrilevante, ma che non ha scomodato né commenti né discorsi di opportunità da parte di alcun membro dell’Anci che in Abruzzo è diretta da Antonio Centi. Il segretario della sezione abruzzese è Giuseppe Mangolini, aquilano di adozione e barese di nascita che figura proprio tra i proprietari di “Sicurezza e Ambiente”.
Ma perché l’associazione dei comuni sponsorizza una società privata?

PROTOCOLLO E PUBBLICITA' GRATUITA
Le ragioni sono chiaramente esplicitate nelle migliaia di lettere inviate alle amministrazioni comunali di tutta Italia dopo il 2010.
«Siamo lieti di informarLa che l’ANCI ha stipulato un nuovo Accordo con Sicurezza e Ambiente S.p.A.», si legge nella lettera inviata a suo tempo, «con validità fino al 2015 per cooperare nella promozione ai Comuni associati dei servizi forniti per il ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e reintegro delle matrici ambientali a seguito di un incidente stradale, senza gravare sul bilancio dei Comuni e delle amministrazioni locali».
Le ragioni dell’accordo tra Anci e ditta ufficialmente sono «la promozione la diffusione e l'applicazione del "Progetto Trasparenza" sviluppato e brevettato da Sicurezza e Ambiente S.p.A.» che mira alla «riduzione delle frodi assicurative; contenimento della spesa del premio assicurativo per la responsabilità civile per sinistri accidentali a carico delle Amministrazioni Comunali; ridimensionamento della spesa "burocratica" a carico delle Amministrazioni Comunali (contenzioso, personale, relazioni, ecc.); maggiore sicurezza urbana e stradale…» e molto altro.
In effetti in tutte le convenzioni con i Comuni si specifica che il 14 gennaio 2010 l’Anci ha stipulato l’accordo con la società «valutato l’operato e le caratteristiche di Sicurezza e Ambiente spa, indica alle amministrazioni comunali l’opportunità di affidare il servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e reintegro delle matrici ambientali post incidente».

AVVALIMENTO E AVVILIMENTO
Tutto perfetto: da una parte gli incidenti stradali, la sicurezza e la prevenzione, dall’altra, un servizio tempestivo e gratuito a cui è difficile dire di no anche se non tutti sono contenti per il fatto che una azione del genere inevitabilmente porterebbe una distorsione del mercato in fatto di libera concorrenza.
Qualcuno ha storto il naso ed ha già avviato esposti alla procura della Repubblica come nel caso di Lamezia Terme dove il Comune ha stipulato l’accordo che non è andato giù alla sezione Aci di Catanzaro perché, dice l’Aci, il servizio di Sicurezza e Ambiente potevano farlo loro che avevano fatto quella che in gergo si chiama “proposta di avvalimento”. In altre parole si proponeva una collaborazione tra due enti pubblici : il comune e l’Aci che avrebbe potuto svolgere il servizio. Nessun guadagno privato, nessuna distorsione del mercato, controllo pubblico a tutti gli effetti.
Invece il Comune senza gara ha stipulato l’accordo con la società di Roma. Un servizio gratuito per l’ente pubblico e per questo è difficile rifiutare: niente soldi, niente gara di appalto.
Sta di fatto che Sicurezza e Ambiente grazie alla sponsorizzazione dell’Anci si è diffusa capillarmente in tutte le regioni dove hanno sede le sue basi logistiche che lavorano in stretta sinergia con le forze dell’ordine locali che si occupano di circolazione stradale.

SICUREZZA, AMBIENTE E TRASPARENZA
La qualità migliore dell’azienda in questione è la velocità del suo sviluppo e la copertura di un servizio di utilità pubblica.
E sul sito della società non si bada troppo alla modestia e si racconta la storia “eroica” della ditta che nasce nei primi anni del 2000, «grazie all’intuizione dell’attuale direttore Generale di Sicurezza e Ambiente S.p.A., Angelo Cacciotti, il servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e reintegra delle matrici ambientali compromesse al verificarsi di incidenti stradali, nella formula zero costi per la Pubblica Amministrazione e per il cittadino. Oggi con più di 1000 affidamenti da parte di Enti proprietari e/o gestori di reti stradali ed oltre 130.000 interventi realizzati, Sicurezza e Ambiente S.p.A. è la società leader dell'attività di ripristino post incidente».

CHI È CACCIOTTI?
«Il suo vocabolario non conosce la parola Impossibile», si legge sempre sul sito, «La sua vita è un affasciante percorso di idee, invenzioni e sfide coinvolgenti, scandito da tappe fondamentali che lo portano nel 2007 a divenire il Direttore Generale di Sicurezza e Ambiente S.p.A. Nel 1980 riprendendo un’intuizione inglese, amplia e perfeziona il progetto “Identicar”, un sistema di antifurto consistente nell'incisione del numero di telaio o di targa, sui cristalli e parte della vettura. Nei primi anni 90 si dedica allo sviluppo del progetto Securvia, un sistema di informazioni e monitoraggio dello stato del traffico automobilistico. Cede il brevetto di tale invenzione alla società Magneti Marelli per dedicarsi poi con successo dal 1994 al 2000 alla riqualificazione delle Depositerie Giudiziarie, rottamando più di un milione di veicoli».
La storia eroica del fondatore prosegue: «Nel 2000 fonda S.p.S. S.A. che si attesta immediatamente come uno dei tre poli nazionali del settore del soccorso stradale. Sei anni dopo, mette a frutto l’esperienza trentennale maturata nel campo della sicurezza stradale, ideando il servizio di ripristino post incidente e creando la società per la quale oggi ricopre il ruolo di Direttore Generale: Sicurezza e Ambiente S.p.A. Con passione e dedizione, ha portato l’azienda da lui ideata, al primato nel settore del servizio del ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e reintegra delle matrici ambientali compromesse al verificarsi di incidenti stradali. Non vuole essere chiamato dottore, lascia questo titolo a chi realmente ha frequentato l’Università, lui è semplicemente un umile ma tenace sognatore in grado di trasformare le sue idee in azione».
Una storia un pò diversa e meno eroica la raccontano invece le cronache ed una interrogazione parlamentare che riguarda le vecchie vicende della Sistra spa.
Della società di Cacciotti se ne è parlato di recente per una storia che è finita sui giornali qualche mese fa ed in Abruzzo per un convegno organizzato per festeggiare la convenzione con il Comune di Pescara che come altri ha spalancato le porte alla società romana.
Ciacciotti pur essendo l’ideatore, la mente ed il vertice della società, non è il legale rappresentante e titolare avendo lasciato alla sua congiunta, Sabrina Cacciotti, la piena proprietà dell’azienda detenendo 3.380.000 azioni ordinarie mentre Franca Firggeri ne detiene “solo” 300mila, 280mila Marco Passerini.
Chiude la breve lista dei proprietari di Sicurezza e Ambiente con 40mila azioni, una quota ampiamente minoritaria, l’aquilano Giuseppe Mangolini.
Nome e cognome ben noto all’Anci (sezione Abruzzo), proprio l’associazione dei comuni che si dà tanto da fare per pubblicizzare la convenzione con società che lavora gratis per i Comuni.


Alessandro Biancardi