SANITA'

Abruzzo/Disservizi nei Cup: ecco la denuncia dei dipendenti al manager di Chieti

«Dirigenza indifferente e prenotazioni scomparse». Interviene la Cgil

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Abruzzo/Disservizi nei Cup: ecco la denuncia dei dipendenti al manager di Chieti

Zavattaro




CHIETI. Una lettera del 3 maggio scorso - indirizzata al dg della Asl di Chieti e per conoscenza al rappresentante della Cgil - spiega meglio di ogni inchiesta giornalistica i motivi dei disservizi del Cup ed il disagio nei rapporti dei dipendenti con la dirigenza che da Lanciano si occupa delle prenotazioni.
La lettera al manager Francesco Zavattaro e ad Andrea Gagliardi (Cgil) illustra con abbondanza di particolari perché il servizio non funziona e chiede la soluzione delle criticità, minacciando il trasferimento in massa in caso di mancato intervento risolutore. La firma è quella dei Distretti sanitari di Chieti, Chieti scalo, Ortona e Casalbordino e dei Cup di Ortona, Lanciano, Vasto e Guardiagrele, quasi a spiegare che sarebbe riduttivo leggere la “guerra del Cup” come uno scontro Chieti – Lanciano. Si tratta, invece, di un malessere molto più diffuso e complesso, di fronte al quale la Asl sembra immobile, nonostante l’intervento anche del sindacato.

ANDREA GAGLIARDI, CGIL: «HO SEGNALATO ANCH’IO LE CRITICITÀ, MA SENZA RISULTATO»

«Sono personalmente intervenuto diverse volte sulla questione Cup evidenziando direttamente al Dg tutte le criticità suggeritemi dagli operatori dell’intera Asl e quindi non solo dal Cup di Chieti – dichiara Andrea Gagliardi, Cgil – e l’ultima volta è stata non più di 15 giorni fa. Nonostante il reale interessamento del Direttore stesso, che più volte ha intrapreso azioni a tal riguardo, non riesco a capire quale strano meccanismo blocchi l’efficientamento del servizio e l’eliminazione delle evidenti anomalie».
 E’ intervenuto anche per le mammografie?
«Su questo argomento mi risulta che il servizio di radiologia  di Chieti offra la sua disponibilità per due giorni di sedute alla settimana con 15 prestazioni ciascuna, ma queste stranamente non vengono inserite tutte in calendario a disposizione per le prenotazioni degli utenti – chiarisce Gagliardi - disfunzione del sistema o altro? Così come è critica la gestione del personale del call center: adesso quello di Chieti è l’unico aziendale dopo lo stop al contratto con il call center di Roma. Non si capisce perché, pur in presenza di postazione disponibile, non vi si destini un ulteriore operatore per decongestionare l’attesa nelle prenotazioni telefoniche. Tutti misteri che prima o poi dovranno svelarsi...»

I DIPENDENTI: «PRENOTAZIONI SCOMPARSE: CHI ENTRA ABUSIVAMENTE NEL SISTEMA?»
La lettera dei dipendenti, non diffusa dalla Asl, 15 giorni fa chiedeva al direttore generale un intervento sulla gestione del Cup «a causa dell’estrema tensione creatasi tra noi operatori ed i Dirigenti preposti alla gestione del servizio e delle risorse umane».
«L’immobilismo e la distanza posta tra questi ultimi ed i propri collaboratori richiamano ad atteggiamenti di dubbia qualità professionale, spesso evidenziatisi con mancate risposte sul piano organizzativo, lavorativo, personale ed umano».
Seguono poi alcune richieste, dalla mancata corresponsione dell’indennità di cassa, già decisa, alla diversa distribuzione del personale, in alcune sedi carente ed in altre eccedente. Si passa quindi «alla grande disparità di gestione degli orari lavorativi», mentre «accade altresì che alcune prenotazioni di prestazioni date da noi operatori scompaiono nel nulla e di conseguenza gli utenti si vedono rifiutare l’erogazione delle stesse. Tali prestazioni, inspiegabilmente, sono successivamente attribuite ad altri utenti. Da qui il sospetto che terzi possano entrare nel sistema e modificare il nostro lavoro (attribuendolo a quale operatore?), segnalazione già evidenziata in passato».
 Seguono altre criticità, dalla formazione carente o inesistente alla sicurezza mai assicurata. Insomma – concludono i dipendenti dei vari Dsb e Cup – «siamo costretti ad operare in un servizio che tutto è tranne che organizzato, con l’amarezza determinata dall’indifferenza di chi dovrebbe cercare di coordinarlo. E se non cambia nulla, chiederemo il trasferimento».
 La lettera, come detto, era destinata a restare segreta nelle chiuse stanze di una Asl che somiglia sempre più ad un muro di gomma. Così come sembra rimbalzata nel vuoto la relazione sulle “mammografie a velocità variabile” per controlli più rapidi attraverso una corsia preferenziale. Il documento, frutto di un’indagine interna, è stato consegnato al manager a novembre scorso, ma non si sa se è stato utilizzato o meno. E comunque non è stato reso noto.


Sebastiano Calella

ASL CHIETI. LETTERA PROTESTA ALMANAGER