Città Sant’Angelo, approvato bilancio: «casse solide, avanzo di 1 milioni di euro»

Assessore Luciani: «il nostro è un Comune virtuoso»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1332

Gabriele Florindi

Gabriele Florindi






CITTA’ SANT’ANGELO. Nei giorni scorsi è stato approvato il bilancio comunale.
La salute delle casse comunali è testimoniata dall'avanzo di amministrazione, superiore al milione di euro.
Il fondo di cassa complessivo è di circa 3, 7 milioni di euro.
«Città Sant'Angelo è un comune virtuoso», commenta l’assessore Giuseppe Luciani, «e per questo più penalizzato di altri dai criteri del patto di stabilità. Molte opere pubbliche finanziate, dalla sistemazione di Via dei Fiori all'ampliamento del parcheggio De Cecco, dalla palestra a Marina di Città Sant'Angelo al rifacimento di molte strade comunali, non sono partite per questa ragione».
L’assessore mette in evidenza i dati sull'indebitamento: «il debito pro-capite era di 1.181,55 euro nel 2009, all'inizio del mandato, ed è di 924,43 euro al 31 dicembre 2012. Complessivamente, siamo passati da 16.957.654 euro di debito a 13.817.479,19 euro. Sono numeri importanti perché la riduzione dei debiti è necessaria per programmare nuovi investimenti e attingere in futuro al mercato dei capitali».


Risultati possibili, assicura l’amministratore pubblico, grazie a una oculata gestione delle risorse: «nell'ultima parte dell'anno le spese correnti sono state sensibilmente contratte, anche al fine di centrare l'obiettivo del patto di stabilità, concorrendo a determinare l'avanzo di amministrazione. Anche l'attività di accertamento di evasione ed elusione fiscale di Ici, Tarsu, e Icp ha dato ottimi risultati» aggiunge «consentendo il recupero di quasi 1 milione di euro».
Luciani è soddisfatto per l'andamento finanziario del mandato: «Possiamo dire con certezza che le attività di gestione e di amministrazione sono state svolte in maniera corretta ed efficace, nonostante le difficoltà: tagli selvaggi dovuti alle manovre governative per oltre un milione di euro, enti e aziende - come Aca e Comuni dell'ambito sociale - che non riescono a rimborsarci i nostri crediti, l'imprevedibilità del gettito condizionato dalle ipotesi e sperimentazioni più fantasiose come quelle sull'Imu».