RICOSTRUZIONE

Terremoto L’Aquila, Cialente: «ora il governo si è accorto che mancano soldi per la ricostruzione»

Cialente in «vigile attesa» non riposiziona il tricolore

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Terremoto L’Aquila, Cialente: «ora il governo si è accorto che mancano soldi per la ricostruzione»

Enrico Letta





L'AQUILA. «Per la prima volta il governo nazionale ha preso atto che all'Aquila c'é un problema di mancanza di finanziamenti per la ricostruzione».
Lo ha detto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, commentando nel pomeriggio di ieri le risultanze dell'incontro a palazzo Chigi con il tavolo interministeriale nel quale sono intervenuti tra gli altri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Giovanni Legnini e l'onorevole Sanna, il più stretto collaboratore del presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta.
«Finora», ha spiegato il primo cittadino aquilano, la mancanza di fondi «non era stata né percepita né riconosciuta. E' un dato politico importante che fino a 15 giorni fa non era assolutamente chiaro. Il mio gesto disperato con la protesta non gradita al prefetto ha avuto quindi i suoi effetti».
Cialente ha informato che dal pomeriggio sulla questione L'Aquila è al lavoro un coordinamento ai massimi livelli che lavorerà per assicurare il finanziamento di un miliardo e 400 milioni per il 2013 e di un miliardo e mezzo l'anno per cinque anni per gli interventi in centro storico e per il completamento delle case più danneggiate in periferia.
«Sono in vigile attesa, vedremo come andranno le cose, ma sono fiducioso pur non abbassando la guardia». Il sindaco ha anche spiegato che il governo «ora, a mio modesto parere» può imboccare due strade: «inserire il miliardo e 400 milioni con un mutuo di 80 milioni in 25 anni nel decreto del governo di venerdì prossimo oppure puntare sul passaggio parlamentare». 


«Credo però - ha continuato Cialente - che sia importante che il governo trovi subito i soldi e dimostrai subito che L'Aquila è una priorità. Fare presto è determinante perché se i soldi non arrivano in tempi molto brevi perderemo un altro anno. Invece dobbiamo partire subito».
Il sindaco ha spiegato che non è ancora tempo di far rientrare la mobilitazione nonostante i due inviti ufficiali del prefetto dell'Aquila, Francesco Alecci, di recedere dalla protesta per denunciare il mancato invio di fondi da Roma iniziata lunedì scorso, riprendendo la fascia tricolore e ripristinando le bandiere dalle sedi comunali