IL PERSONAGGIO

Abruzzo/ E’ morto Mario Spallone, medico di Togliatti

Era ricoverato in una clinica a Roma

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Mario Spallone

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AVEZZANO. Mario Spallone, ex sindaco di Avezzano e Lecce nei Marsi, è morto oggi nella clinica Annunziatella di Roma, di proprietà della sua famiglia.
96 anni, malato da qualche settimana, era stato ricoverato ieri dopo che le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate. Ex medico di Palmiro Togliatti e del Pci, si era candidato anche alle Comunali 2012 di Avezzano senza però riuscire a spuntarla.
La storia di Mario Spallone è lunga, quasi quanto i suoi novant'anni di vita, tra Partito Comunista, medicina, Togliatti e cliniche private e una passione politica lontana dal terminare. 


Un'avventura iniziata a Lecce dei Marsi, il piccolo comune della provincia aquilana, nell'Italia fascista.
Mario e il fratello Giulio, i più grandi della famiglia (cinque figli maschi Giulio, Dario, Ascanio, Ilio e Mario), già dal liceo spiccano per la loro indole antifascista, prendendo amicizia e contatti con altri marxisti della zona. Trasferitisi a Roma per frequentare l'università, approfittano della grande città per creare una base solida ideologica e partitica, facendo da collante tra il nucleo romano di iniziativa comunista e quello di Avezzano.
Il loro attivismo provoca l'arresto nel 1939: Mario Spallone è rilasciato un mese dopo, grazie al suo ruolo leggermente più defilato rispetto al fratello (condannato invece a 17 anni di carcere e reso libero solo con la caduta del regime). Può continuare così, con successo, i suoi studi in medicina. Una volta laureato, diventa allievo del professori Cesare Frugoni, diventando uno dei suoi prediletti. Il suo recente passato politico lo aiuta già durante la liberazione di Roma, quando gli viene affidato il ruolo di dirigente sanitario del carcere di Regina Coeli. 


Nello stesso periodo, Togliatti arriva nella capitale: l'incontro con il grande politico comunista diventa la chiave di volta dell'intera esistenza di Spallone (che racconta tutta l'esperienza in un libro, Vent'anni con Togliatti. Pare sia stato lo stesso professor Frugoni a consigliare a Togliatti si affidare il ruolo di medico personale a Spallone, non ancora trentenne. Inizia così un lungo rapporto non solo di medico-paziente, ma quasi di amico-consigliere-ombra, dove Spallone diviene protagonista di tutti i momenti critici del politico comunista: dall'attentato di Pallante nel 1948 all'intervento chirurgico del 1950 (causa incidente stradale), fino all'agonia in quel di Yalta del 1964.
Per questo suo ruolo estremamente confidenziale e a tratti quasi invadente, Spallone risulta inviso a molti, ma Togliatti lo difende costantemente dalle accuse di eccessiva partecipazione, esuberanza ed ingerenza.
In quegli anni, Spallone indica la via anche ai fratelli: Giulio, il compagno romano, è deputato per vent'anni, dal 1948 al 1968, mentre gli altri tre scelgono la professione medica: una scelta che viene seguita anche da svariati figli e nipoti, per un totale famigliare di quasi venti dottori.
Spallone si distingue anche per linea coerente e dura, da uomo della vecchia guardia: «per me Stalin restava (e resta) colui che ha vinto il nazismo, colui che ha portato la libertà a mezza Europa» dichiarava, mentre Krusciov denunciava i crimini del suo predecessore nel 1956.

NEL 1970 SINDACO
La sua politica abruzzese nasce nel 1970, quando diventa sindaco di Lecce dei Marsi, carica che lo vedrà impegnato fino al 1985. Due anni dopo tenta la scalata al Senato, ma fallisce. Sei anni dopo, nel 1993, vince invece la corsa al comune di Avezzano, carica che gli viene confermata alla fine del primo mandato. Si distingue subito per una politica tendenzialmente populista e bacchettona, che spazia dalla chiusura anticipata delle discoteche alla pulizia delle aiuole delle abitazioni private.

L'IMPERO MEDICO-ECONOMICO
Nel 1962 apre Villa Gina (così nominata, in onore della madre) nei pressi dell'Eur, una bellissima struttura immersa nel verde: è questo il punto di partenza di una vera e propria impresa medico-economica. Con gli anni prendono infatti vita Clinica Latina, Villa Luana, San Michele, ecc. per un totale di dipendenti che sfiora le mille unità.

I GUAI GIUDIZIARI: CALVI, MAGLIANA E...
Spallone si è distinto, però, anche per aver legato il suo nome a diverse indagini. In primis fu il caso di Flavio Carboni, uno dei protagonisti dell'inchiesta sull'omicidio Calvi: l'accusa puntò il dito contro Spallone (indagato per falso e truffa) perché avrebbe firmato una certificazione medica a favore di Carboni, documento che consentì a quest'ultimo di non presentarsi in aula e rinviare il processo. Poi fu la volta di Maurizio Abbatino, capo della banda della Magliana che fuggì da Villa Giulia: in questa occasione accusarono Spallone di aver aiutato, o quantomeno favorito, l'evasione del boss.
Ma l'eco mediatico e giudiziario più grande l'ebbe con l'arresto del figlio Marcello e del fratello Ilio nel 2000. I due ginecologi erano stati accusati di praticare aborti clandestini anche oltre l'ottavo mese di gravidanza e nel 2002 sono stati condannati a 20 anni di carcere.

Redazione PrimaDaNoi.it