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Nasce l'archivio fotografico d'Abruzzo

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PESCARA ANNI TRENTA



    ABRUZZO. La Fondazione Genti d'Abruzzo ha istituito l'Archivio Fotografico d'Abruzzo. L’iniziativa è partita dal fotografo Giovanni Lattanzi, che ha messo a disposizione della Fondazione le oltre 40mila fotografie del suo archivio comprendente monumenti, centri storici e paesaggi della nostra regione.
Tale documentazione, che si aggiunge alle oltre diecimila immagini dell'archivio fotografico già in possesso del Museo delle Genti d'Abruzzo, è visionabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 presso una postazione della Fondazione nella sede di Pescara e verrà gradualmente messa on line in bassa risoluzione. Coloro che vorranno utilizzare le foto in alta risoluzione potranno farlo pagando i relativi diritti secondo le categorie dei richiedenti.
«Questa convenzione è soltanto l’inizio – ha spiegato il presidente della Fondazione Genti d'Abruzzo, Giulio De Collibus - poiché molti altri noti fotografi tra i quali Adriana Gandolfi, Giovanni Tavano, Roberto Monasterio e Mauro Vitale si sono già dichiarati disposti a seguire la stessa strada, per cui  l'archivio diventerà uno strumento di consultazione sulla nostra regione di straordinaria importanza. Potranno, in seguito, essere realizzate ricerche tematiche (ad esempio: i monumenti romanici d’Abruzzo) o  itinerari turistico–culturali. I familiari dei nostri emigranti, se adeguatamente informati dell’esistenza del sito, potranno collegarsi all'indirizzo www.gentidabruzzo.it per conoscere i luoghi di provenienza dei loro padri e magari, vedendone le bellezze, saranno invogliati a visitarli».
 Lattanzi ha osservato che «la fototeca è il condensatore della memoria di una comunità; si pensi a L’Aquila e a tutte le immagini che abbiamo di com’era prima del terremoto».
A  latere esiste anche un archivio storico contenente le foto d’epoca antecedenti il 1950 con i fondi De Antonis, Scheuermeier, Cipollone, Mapei-Tonini. Ma l’ambizione dell'archivio è quella di raccogliere e scannerizzare, paese per paese, le foto d’epoca che ancora esistono presso collezionisti e famiglie e costituire, in questo modo, la più straordinaria documentazione del presente e del passato della nostra regione. A tal proposito De Collibus ha rivolto un appello «a tutti gli abruzzesi che conservano delle foto storiche affinchè le portino alla Fondazione, dove provvederemo a scannerizzarle e a restituirle velocemente ai proprietari, allo scopo di renderle fruibili al grande pubblico».