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Abruzzo/Cam: 50mln di debiti. Ora si risparmia tagliando 30 dipendenti

L’annuncio ieri fatto dall’amministratore delegato: «risparmio da 1,3mln»

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Abruzzo/Cam: 50mln di debiti. Ora si risparmia tagliando 30 dipendenti



AVEZZANO. Dopo aver accumulato debiti per 50 milioni per ragioni ancora non chiare ora a rischiare sono i lavoratori del Cam, la società che si occupa di gestire il servizio acquedottistico.

La società pubblica è oggi in grave difficoltà economiche per le gestioni passate duramente attaccate anche dal commissario unico dell’Ato (L’ente che controlla le società di gestione).
Nell’incontro di ieri con le organizzazioni sindacali, l’amministratore delegato del Consorzio Acquedottistico Marsicano (Cam), Luca Ciarlini, ha comunicato che porterà all’ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci, prevista per il 14 maggio prossimo, la risoluzione del rapporto di lavoro per 30 dei 139 dipendenti del Cam di Avezzano.
Tale operazione consentirà un risparmio di 1 milione e 300mila euro, a fronte dei 50 milioni di euro di debiti contratti dalla precedente amministrazione dell’ente.
Contrario all’iniziativa Massimiliano Razzaia, segretario Femca-Cisl della provincia dell’Aquila. «Abbiamo manifestato», dice Razzaia, «disapprovazione rispetto alle soluzioni prospettate per ripianare i debiti in bilancio. Il tutto parte, infatti, da una semplice esposizione di natura contabile, non supportata da un reale piano di riorganizzazione del Cam. Manca una piano industriale, mentre risulta evidente come l’attuale organico sia appena sufficiente a garantire i servizi del consorzio». L’ultimo piano d’ambito, approvato dal consiglio di amministrazione del Consorzio Acquedottistico Marsicano e dall’assemblea dei sindaci, prevedeva un implemento, in pianta organica, di 18 unità. «L’unica soluzione che ci è stata prospettata per sanare il debito contratto», sottolinea Paolo Sangermano, segretario Cisl della provincia dell’Aquila, «è il licenziamento di 30 unità. Avremmo auspicato che, prima di intervenire sul personale e sull’organizzazione aziendale, si fossero avviate azioni di rivalsa nei confronti della precedente amministrazione del Cam e degli organi di controllo, rispetto alla gestione dell’ente, e che gli attuali amministratori avessero rivisto al ribasso i propri compensi tuttora sovradimensionati rispetto alle norme di legge. A pagare lo scotto, ancora una volta, sono solo i lavoratori. E’ inaccettabile che, a fronte di una maldestra gestione delle risorse pubbliche, si prospetti una piano di riordino che taglia il 30 per cento del personale», conclude Sangermano, «anche i cittadini saranno chiamati a risanare, di tasca propria, il bilancio attraverso un aumento delle bollette e la ricapitalizzazione del Consorzio con un intervento economico diretto da parte dei Comuni».