RICOSTRUZIONE?

Abruzzo/L’Aquila, le urla di Cialente svegliano il Governo Letta. Ministri sull’attenti

Anche Chiodi con Cialente: «non lasciamolo solo»

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Abruzzo/L’Aquila, le urla di Cialente svegliano il Governo Letta. Ministri sull’attenti

Letta e Monti




L’AQUILA. La tregua tra Pd e Pdl e il governo trasversale del premier Letta porta benefici anche tra i due eterni rivali Gianni Chiodi e Massimo Cialente?
La battaglia tra i due, nella fase post sisma, è sempre stata accesissima, con scambio di accuse reciproche per una ricostruzione che non parte.
Ma adesso Chiodi si schiera al fianco del primo cittadino aquilano che lunedì ha restituito la fascia al presidente Napolitano e ha annunciato che tra una decina di giorni, se i soldi per L’Aquila non dovessero arrivare, lascerà Palazzo di città.
«Il sindaco Cialente ora non deve essere lasciato solo», chiede il governatore Chiodi. «Sarebbe sin troppo facile evidenziare ciò che è stato fatto sino al 31 agosto 2012 e quello che invece non si è fatto da quella data a oggi. Ma ora non è il tempo delle polemiche. L'Abruzzo e il suo capoluogo non possono permettersi un anno di blocco della ricostruzione. Non possiamo sopportare che quella che potrebbe essere una occasione di rilancio e di sviluppo economico, venga trasformata in una terribile stasi».
Per Chiodi «è evidente il fallimento della idea di ricostruzione completamente affidata agli enti locali ed in primis al comune dell'Aquila. Ora è tempo che il nuovo governo si assuma le proprie responsabilità».


E per ottenere ciò il presidente chiede «unità istituzionale delle forze del territorio».
Intanto proprio Cialente annuncia che il premier Enrico Letta gli ha chiesto, attraverso il sottosegretario abruzzese Giovanni Legnini, un promemoria sulle criticità della ricostruzione.
«Voglio spiegare a Letta», dice il primo cittadino, «che, con quattro-cinque norme, quasi tutte deroghe e proroghe, quindi senza impegni di spesa, con i 500 milioni del Cipe svincolati e con il miliardo aggiuntivo del decreto noi saremmo a posto».
Cialente ha poi ricevuto la telefonata di Graziano Del Rio, ministro per gli Affari regionali del nuovo governo. «Stanno lavorando per il miliardo di euro aggiuntivo da inserire nel maxi decreto con il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni - spiega il sindaco - si sta istruendo il testo e studiando la norma».
Infine, la doppia telefonata con il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, «che ha la delega alla ricostruzione» così come il suo predecessore Fabrizio Barca.
Dapprima ha chiesto «almeno 24 ore» per sbloccare 250 milioni per la città dell'Aquila, poi secondo quanto spiegato da Cialente ha precisato che «entro martedì dovrebbe arrivare il mandato di pagamento e questi soldi riusciranno a sbloccare cantieri per 500 milioni - promette il primo cittadino - infatti il meccanismo attuale prevede che si anticipi il 43% per le imprese e il 2% per i tecnici».


«C'é un clima pesante in città», si è sfogato ancora Cialente. «Mia moglie e i miei figli non ce la fanno più, sono i primi che mi pressano e loro sanno quello che stiamo facendo. Figuriamoci chi non lo sa! Oppure chi non ha casa, né reddito. L'Aquila oggi è una polveriera, anche il Prefetto lo ha capito nel nostro ultimo colloquio». Poi aggiunge di essere più sereno, dopo i contatti con vari componenti del Governo. «Se arrivano questi soldi, i 500 milioni e il miliardo aggiuntivo, la città sarà salva». A questo proposito, Cialente replica al coordinatore dei sindaci delle Aree Omogenee Emilio Nusca che ieri aveva parlato di lui come qualcuno che vuole «fare il solista». «Non sono un solista, forse lui è troppo attendista»

ENTRO UN MESE SECONDA TRANCHE 300MLN
Proprio Dipartimento della Coesione territoriale arrivano notizie rassicuranti, riferite ieri sera dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano: «dall'inizio della prossima settimana sarà trasferita al Comune dell'Aquila la prima tranche di 255 milioni di euro alla quale seguirà, verosimilmente entro un mese, la seconda tranche da 300 milioni. Sono necessarie», dice ancora l’assessore, «tutte le energie e dunque ben vengano anche quelle, seppur tardive, del presidente della Regione e del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo».