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Abruzzo/Trasporti, «Riuscito sciopero Sistema». Dipendenti dicono no alla privatizzazione

Martedì nuovo incontro a L’Aquila

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ARPA




L’AQUILA. Anche lo sciopero di oggi, il secondo di 24 ore dopo quello del 17 aprile scorso, ha fatto registrare la totale partecipazione degli oltre 100 lavoratori della Società Sistema (Gruppo Arpa Spa).
L’impresa opera a fianco dell’azienda regionale e si occupa di pulizia e rifornimento mezzi, vendita e distribuzione titoli di viaggio, informazione all’utenza.
Gli stessi lavoratori aderenti allo sciopero e provenienti da tutte le province abruzzesi, hanno organizzato nei pressi della sede del Consiglio Regionale a L’Aquila, un presidio colorato e rumoroso fatto di striscioni, cartelli, manifesti e bandiere con l’obiettivo di denunciare alle istituzioni quella che definiscono «incredibile decisione» di privatizzare la Società Sistema, «mettendo così a rischio numerosi posti di lavoro».
Una delegazione di lavoratori rappresentati dalle rispettive segreterie sindacali regionali, è stata ricevuta dai capigruppo delle forze politiche presenti a L’Aquila. Il vice presidente del Consiglio De Matteis, che ha presieduto l’incontro, ha assicurato l’interessamento di tutto il Consiglio e dello stesso assessore regionale ai trasporti Morra.
I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal hanno chiesto ed ottenuto un ulteriore incontro che si terrà sempre a L’Aquila giovedì prossimo, con la quarta Commissione (Trasporti) presieduta dal consigliere Argirò e con la Commissione di Vigilanza presieduta dal Consigliere Milano.
«Restiamo assolutamente convinti», commentano i sindacalisti Rolandi, Di Naccio, Murinni e Lizzi, «che le inefficienze e le responsabilità derivanti da una maldestra gestione aziendale, siano imputabili e riconducibili unicamente sia a chi sta amministrando da tempo questa impresa (presidente e Consiglio di Amministrazione di Sistema) che ai vertici della Società regionale cui è affidato il controllo di Sistema (Presidente e Consiglio di Amministrazione di Arpa). Continueremo a lottare per scongiurare la privatizzazione/precarizzazione e la perdita di posti di lavoro».