IN CONSIGLIO

Abruzzo. Petrolizzazione: si va verso una moratoria

Il consiglio regionale ha approvato oggi una risoluzione che impegna la giunta

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3249

Abruzzo. Petrolizzazione: si va verso una moratoria






ABRUZZO. Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato all’unanimità una risoluzione – proposta dal Consigliere dei Verdi Walter Caporale, e votata in blocco da maggioranza e opposizione – in cui si impegna l’Assemblea a emanare, nel più breve tempo possibile, una legge di moratoria che blocchi nuove ricerche ed estrazioni di petrolio sul territorio abruzzese, vincolando la Regione, nell’esercizio delle proprie competenze in materia di governo del territorio, a non rilasciare l’intesa prevista al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.
Nel documento si sottolinea la netta contrarietà agli impianti per l’estrazione di idrocarburi, evidenziata in più occasioni da movimenti spontanei di cittadini, dalle associazioni di categoria degli operatori economici e professionali, dal mondo della scuola e dell’università, dagli Enti locali e persino dai Vescovi.
Insomma almeno oggi non vi sono state voci discordanti e tutti sembrano aver espresso formalmente una precisa volontà. Resta ora da mettere in piedi effettivi comportamenti e azioni che di fatto e realmente possano scongiurare quello che il Ministero vuole che accada nella nostra regione.  

«L'Abruzzo come la Basilicata, sceglie un futuro libero dal petrolio. Un giorno storico», ha detto Caporale (oggi ex Verdi), «ora il Consiglio e la Giunta, devono approvare in tempi rapidi una legge che rappresenti la volontà della Regione Abruzzo, già largamente espressa dai cittadini abruzzesi nelle piazze, per arginare l'arrembaggio delle società petrolifere verso la nostra Regione. Intanto, in attesa dell'approvazione della moratoria per le concessioni a terra, il presidente Chiodi e il presidente Pagano, si affrettino a coinvolgere le regioni vicine per fare tutte insieme
un fronte comune contro la realizzazione di centri petrolchimici off-shore e bloccare il Piano Energetico nazionale che prevede la petrolizzazione delle coste italiane, come in programma anche a largo della costa teatina con il progetto denominato Ombrina mare».
In rappresentanza della Giunta è intervenuto in Aula l’Assessore Mauro Febbo che ha rimarcato «l’impegno suo e dell’intero Esecutivo regionale, per attivare qualunque iniziativa utile a bloccare la proliferazione di questo tipo di impianti, pur nella consapevolezza che si tratta di una materia di esclusiva competenza statale, in cui le Regioni hanno un ruolo molto limitato».
I parlamentari del Movimento 5 Stelle invece hanno chiesto un incontro con il nuovo ministro dell’ambiente, Andrea Orlando.
In particolare, Vacca vuole incontrare il ministro per «sottoporgli il dossier Ombrina e parlargli delle innumerevoli 'anomalie' amministrative relative alla procedura di Via del progetto. Dopo le lettere di ringraziamento della Medoil al precedente ministro - scrive il deputato sul suo blog -, ci auguriamo adesso un'inversione di rotta e un maggiore rispetto della volontà delle popolazioni dei territori».
 E mentre il parlamentare, da Roma, auspica «un maggior rispetto delle regole, perché - dice - più leggiamo le carte, più sembrerebbero emergere irregolarità e anomalie», gli attivisti del Movimento promuovono a Pescara un'assemblea pubblica dal titolo "Ambiente Abruzzo: emergenza, responsabilità, gestione", che si svolgerà il 9 maggio alle 18 nella sala consiliare del Comune.


IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE APPROVATA
Al presidente del Consiglio Regionale
Avv. Nazario Pagano

RISOLUZIONE URGENTE – IMPEGNO PER MORATORIA ALLE ESTRAZIONI

Premesso che
Circa metà del territorio della nostra Regione è ormai interessata da progetti di ricerca petrolifera. Sono molte le società petrolifere che avanzano istanze di esplorazione, estrazione e lavorazione degli idrocarburi;

Considerato che
In Abruzzo sono nati numerosi movimenti e comitati spontanei di cittadini contrari alle trivellazioni e altri movimenti che rappresentano interi settori economici: produttori agricoli, cantine sociali, balneatori, ristoratori, animalisti, ambientalisti, albergatori, turisti, pescatori. Inoltre hanno contribuito ai movimenti contrari alla realizzazione di impianti di trivellazione a terra e off-shore, le Università, le scuole (dirigenti, insegnanti, alunni), cittadini comuni e professionisti (avvocati, architetti, ingegneri). Diversi Enti (Comuni, Province, Regione), spinti dalla forte contrarietà della popolazione locale alla realizzazione di trivelle, hanno sottoscritto mozioni per scongiurare la petrolizzazione della regione Abruzzo;

Tenuto conto che
Gli schieramenti politici sia del Centro destra regionale che del Centro sinistra, in più occasioni, soprattutto durante le Campagne elettorali si sono espressi contro le trivelle;

Non trascurando che tanta apprensione nasce dal fatto che:
Studi scientifici supportano la pericolosità degli impianti di lavorazione dei centri petrolchimici per la salubrità dell’aria, del mare e della salute dei cittadini;
Sono ormai certe le conseguenze negative di carattere economico per le attività agricole, balneari e turistiche che caratterizzano la nostra Regione;
Sussiste la pericolosità sismica, accertata e provata, delle esplorazioni effettuate per la ricerca del petrolio.

CONSIDERATO CHE LA REGIONE HA COMPETENZE IN MERITO ALLE ESTRAZIONI A TERRA DEL PETROLIO
IL CONSIGLIO REGIONALE SI IMPEGNA AD EMANARE NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE

Una legge di moratoria, al fine di assicurare processi di sviluppo sostenibile e ai sensi della legge 23 agosto 2004, n. 239, che blocchi nuove ricerche ed estrazioni di petrolio sul territorio abruzzese vincolando la Regione Abruzzo nell’esercizio delle proprie competenze in materia di governo del territorio a non rilasciare l’intesa prevista al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi..