Omicidio Colacioppo, si riapre il caso: nuovo processo per la moglie moldava

Nel 1999 l’avvocato abruzzese ucciso nel suo studio ad Ascoli

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Angela Biriukova

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ASCOLI PICENO. Potrebbe essere di nuovo processata Angela Biriukova.
La Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello di L'Aquila che aveva in precedenza negato la revisione del processo alla donna. Adesso si dovrà esprimere il tribunale di Campobasso
Biriukova è stata condannata a 30 anni di carcere perché ritenuta la mandante dell'omicidio del marito, il facoltoso avvocato abruzzese Antonio Colacioppo, 63 anni, avvocato di grido, noto in città anche per il suo impegno politico, sociale e sindacale ucciso con 17 coltellate ad Ascoli Piceno la sera del primo febbraio 1999.
Un assassinio che, secondo la giustizia italiana, é stato commesso da Valeri Luchin, ex fiamma della donna, e dal suo amico Iurie Cegolea, condannati anche a 30 anni di reclusione. Il 4 giugno 2001i tre vengono assolti: per i giudici molti gli indizi, ma non esistono prove certe della loro responsabilità.
Il 7 marzo 2003 la corte d'Assise di Appello di Ancona condanna Angela Biriukova e i due moldavi a 30 anni di reclusione. Sentenza poi confermata in Cassazione.
Ad inchiodare i due moldavi le cicche di sigarette trovate sul ballatoio che sovrasta lo studio legale in via Orsini. Secondo l'accusa sono rimasti in attesa proprio lì i due assassini in attesa che la loro vittima uscisse dallo studio. Nell'attesa hanno fumato e le cicche testimonia la loro presenza. Su quei mozziconi c'è il loro dna che li inchioda. Eppure avevano negato di conoscere addirittura l'ubicazione di quell'edificio. 


Angela, madre di due bambine avute da precedenti relazioni, avrebbe organizzato il delitto per impossessarsi dell'eredità di Colacioppo, e tornare a vivere con Luchin. Quest'ultimo sta scontando la condanna in carcere, Cegolea è invece sparito nel nulla ed è latitante.
Se la Biriukova dovesse davvero essere nuovamente processata la medesima sorte toccherebbe ai due moldavi. Lo scorso 23 aprile la Corte di Cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato dal difensore della moldava, l'avvocato Franco Libori di Perugia.
Il penalista si era opposto alla precedente sentenza della corte d'Appello dell'Aquila, che aveva negato la richiesta di revisione del processo. «L'avevamo avanzata - spiega oggi all' Ansa Libori - perché riteniamo di avere in mano nuove prove per dimostrare l'innocenza di Angela Biriukova. Nell'annullare la sentenza d'appello dell'Aquila, la Cassazione ha trasmesso gli atti alla corte d'Appello di Campobasso, che ora dovrà pronunciarsi sulla richiesta della donna, volta ad ottenere la revisione del processo a suo carico e, di conseguenza, a carico anche di Luchin e Cegolea».