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Pescara, opposizione canta in aula ‘Bella Ciao’. Consiglio comunale sospeso

Pdl: «becera e volgare sceneggiata»

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Pescara, opposizione canta in aula ‘Bella Ciao’. Consiglio comunale sospeso

Renzetti il 25 aprile scorso

 

Pescara, opposizione canta in aula ‘Bella Ciao’. Consiglio comunale sospeso
Casciano (Pd): «sindaco conferma ignoranza storico-politica»
Bella ciao, 25 aprile, stefano casciano, partito democratico, massimiliano pignoli
PESCARA. I consiglieri di opposizione, Pd, Fli, Udc, RC, Sel e Centro democratico, hanno interrotto i lavori del Consiglio Comunale di Pescara per cantare 'Bella ciao'.
In questo modo hanno protestato contro l'azione del sindaco, Luigi Albore Mascia, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera di disappunto al dirigente scolastico della scuola '11 febbraio 44', Assunta D'Emilio, parlando di «canzonette tipo Bella ciao». 
L'antefatto: lo scorso 25 aprile, in occasione di una manifestazione organizzata da Anpi e Cgil per la ricorrenza della Liberazione, gli alunni della scuola di Colle Pineta avevano cantato una versione dell'Inno di Mameli che Mascia, nella sua lettera a un quotidiano, ha definito «versione riveduta e corretta, modificandone persino il testo, quasi fossimo al karaoke». 
Si tratta della versione rielaborata dal commediografo Marco Bricco, "Bambini d'Italia", che sulle note della musica originale ha inserito un testo lodato dal presidente della Repubblica Napolitano. Quella stessa mattina, subito dopo, la folla presente alla scuola intonò, appunto, "Bella Ciao". Nella sua lettera il sindaco lamenta che i bambini furono «costretti a battere le mani». 
Dopo aver cantato Bella Ciao, questa mattina i consiglieri hanno chiesto e ottenuto la sospensione del Consiglio Comunale che è stato rinviato a mercoledì prossimo. L'opposizione ha chiesto ora la convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario in cui il sindaco di Pescara dovrà spiegare i motivi che lo hanno spinto a mandare una sua lettera di protesta al dirigente scolastico.
«Se il primo cittadino non invierà immediatamente una lettera di scuse alla dirigente scolastica e a tutti gli alunni della scuola», commenta Massimiliano Pignoli, «farebbe bene a dimettersi. Quello che è accaduto è davvero incredibile. Invece di far risaltare i valori della Liberazione, e per di più il 25 aprile, giorno deputato al ricordo di
quel pezzo di storia fondamentale per il nostro Paese, il sindaco si è permesso di bacchettare un dirigente scolastico, definendo conviviale di partito, la celebrazione della Liberazione d’Italia».
«Dopo aver snaturato per anni la cerimonia del 25 aprile, non citando mai volutamente i termini “Fascismo e Resistenza”, ora Mascia addirittura “bacchetta” un’insegnante», denuncia il segretario cittadino del Pd, Stefano Casciano.« Purtroppo il primo cittadino non si rende ancora conto che definendo “Bella ciao” una canzone di parte, offende quanti hanno perso la vita per liberare l’Italia dal Fascismo, ma soprattutto ignora l’esistenza di un inno dei bambini e confermando la sua ignoranza storico-politica quando si parla di Resistenza e 25 aprile».

PESCARA. I consiglieri di opposizione, Pd, Fli, Udc, RC, Sel e Centro democratico, hanno interrotto i lavori del Consiglio Comunale di Pescara per cantare 'Bella ciao'.

In questo modo hanno protestato contro l'azione del sindaco, Luigi Albore Mascia, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera di disappunto al dirigente scolastico della scuola '11 febbraio 44', Assunta D'Emilio, parlando di «canzonette tipo Bella ciao». 

L'antefatto: lo scorso 25 aprile, in occasione di una manifestazione organizzata da Anpi e Cgil per la ricorrenza della Liberazione, gli alunni della scuola di Colle Pineta avevano cantato una versione dell'Inno di Mameli che Mascia, nella sua lettera a un quotidiano, ha definito «versione riveduta e corretta, modificandone persino il testo, quasi fossimo al karaoke». 

In quella scuola di via Colle Pineta è apposto un “Cippo” con il preciso significato di "Custodire la memoria" proprio di quell'11 febbraio 1944 quando, nei pressi di una cava di argilla, uno alla volta 9 partigiani furono passati per le armi dai tedeschi alla presenza di due rappresentanti della Repubblica Sociale italiana. Da anni la commemorazione di quei martiri della libertà avviene il giorno del 25 aprile su iniziativa dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italiani – in collaborazione con la Istituzione scolastica e l’amministrazione comunale, presente nell’occasione con l’assessore Renzetti, con fascia tricolore e gonfalone, ed anche quest’anno quelle celebrazioni hanno visto il ruolo attivo dei ragazzi della scuola “11 febbraio 1944” con attività didattiche – mostre di disegni - e musicali intonando l’inno “Bambini d'Italia” rielaborato dal commediografo Marco Bricco, sulle note dell’inno nazionale di Mameli, il cui testo è stato lodato anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Quella stessa mattina, subito dopo, la folla presente alla scuola intonò, appunto, "Bella Ciao". Nella sua lettera il sindaco lamenta che i bambini sarebbero stati «costretti a battere le mani». Dopo aver cantato Bella Ciao, questa mattina i consiglieri hanno chiesto e ottenuto la sospensione del Consiglio Comunale che è stato rinviato a mercoledì prossimo. 

L'opposizione ha chiesto ora la convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario in cui il sindaco di Pescara dovrà spiegare i motivi che lo hanno spinto a mandare una sua lettera di protesta al dirigente scolastico. Il capogruppo del Pd, Moreno Di Pietrantonio, parla di «un comportamento inqualificabile ed intollerabile, quello del sindaco Mascia, che getta discredito su tutta la Città di Pescara e che è stato immediatamente censurato nel corso dell’odierno consiglio comunale che ha ritenuto, alla unanimità, di sospenderne i lavori».

«Se il primo cittadino non invierà immediatamente una lettera di scuse alla dirigente scolastica e a tutti gli alunni della scuola», commenta Massimiliano Pignoli (Fli), «farebbe bene a dimettersi. Quello che è accaduto è davvero incredibile. Invece di far risaltare i valori della Liberazione, e per di più il 25 aprile, giorno deputato al ricordo di quel pezzo di storia fondamentale per il nostro Paese, il sindaco si è permesso di bacchettare un dirigente scolastico, definendo conviviale di partito, la celebrazione della Liberazione d’Italia».

«Dopo aver snaturato per anni la cerimonia del 25 aprile, non citando mai volutamente i termini “Fascismo e Resistenza”, ora Mascia addirittura “bacchetta” un’insegnante», denuncia il segretario cittadino del Pd, Stefano Casciano.« Purtroppo il primo cittadino non si rende ancora conto che definendo “Bella ciao” una canzone di parte, offende quanti hanno perso la vita per liberare l’Italia dal Fascismo, ma soprattutto ignora l’esistenza di un inno dei bambini e confermando la sua ignoranza storico-politica quando si parla di Resistenza e 25 aprile».

«E' nostro dovere ricordare che Bella Ciao non è certo una "canzonetta di partito"», commenta Giovanni Di Iacovo (Sel), «ma un canto di origine ottocentesca (legato alle mondine padane), e che è l'inno di tutti coloro che hanno contrastato l'occupazione nazifascista, quindi non solo delle sinistre ma anche delle forze cattoliche e liberali, degli azionisti e dei tantissimi liberi cittadini antifascisti. Questo canto è il canto di tutti coloro che si ritrovano nelle radici della nostra Repubblica e che studiano e ricordano la tragedia di quegli anni senza voler mescolare le acque della storia. Coloro che provano sgomento dinanzi a questo canto o sono ignoranti o provano insano affetto verso quella dittatura».

Consiglierei a questa amministrazione, se davvero vuole intervenire nei confronti delle scuole cittadine, di farlo occupandosi dei tantissimi problemi in cui versano, non bacchettando in modo ideologico iniziative autonome e meritorie.

PDL: «BECERA E VOLGARE SCENEGGIATA»

«Quella andata in onda oggi è stata semplicemente una becera e vergognosa sceneggiata dei partiti dell’opposizione», protesta il capogruppo del Pdl, Armando Foschi che parla di «violenza alla democrazia». 

«Ancora una volta, i consiglieri di minoranza hanno dimostrato un’assoluta mancanza di rispetto per l’autorevolezza e il valore istituzionale del Consiglio comunale stesso. Ma soprattutto abbiamo assistito per l’ennesima volta alla strumentalizzazione politica di un intervento, di una lettera che il sindaco Albore Mascia, in qualità di primo cittadino, ha inteso scrivere, esprimendo il proprio dissenso istituzionale, nei confronti di una dirigente scolastica che ha ritenuto opportuno insegnare ai propri studenti, di giovanissima età, appena 6 o 7 anni, una versione rivisitata dell’Inno di Mameli, ossia dell’Inno d’Italia, in spregio al valore stesso di quel testo. Ma ovviamente questo dettaglio oggi è stato opportunamente omesso dai consiglieri del centrosinistra, che in quanto amministratori avrebbero invece dovuto associare la propria voce a quella del sindaco, proprio in considerazione del valore di quel testo istituzionale che è stato vilipeso».

Per Foschi il nodo centrale della questione risiede nella lettera di una madre che raccontava che i bambini sono stati ‘partecipi e protagonisti involontari in canzoni che hanno chiaramente un marchio politico’.

«Canzoni», va avanti il capogruppo del Pdl, «che il sindaco nella sua lettera non ha neanche specificato o identificato, ma, fatto ancora più grave, a quei bambini è stata insegnata una versione errata, sbagliata, riveduta e corretta dell’Inno di Mameli, che è l’Inno che rappresenta il nostro paese, è uno dei simboli della nostra Nazione. Ed è qui l’episodio istituzionalmente grave e su cui esprimiamo il nostro biasimo sostenendo il disappunto espresso dal sindaco: l’Inno di Mameli non è una ‘canzoncina’, né una ninna-nanna che può essere storpiata o le cui parole possono essere sostituite. Quell’Inno ha un significato chiaro, è l’espressione dell’orgoglio del popolo italiano pronto a morire per la propria patria, un valore che i nostri nonni e padri ci hanno trasmesso e che la scuola ha il dovere di trasferire ai nostri giovani.