SANITA'

Abruzzo/Procreazione assistita, numeri record per il Centro di Ortona

E venerdì prossimo esperti a confronto sulle nuove frontiere della medicina della riproduzione

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CENTRO PROCHEAZIONE ASSISTITO DI ORTONA



ORTONA. E’ uno dei più importanti e avanzati centri dell’Italia Centro-Meridionale per volume di attività, classificato dall’Istituto Superiore di Sanità come centro PMA di III livello (il più elevato): l’unità operativa di Procreazione Medicalmente Assistita della Asl Lanciano Vasto Chieti, diretta presso l’Ospedale di Ortona dal professor Gian Mario Tiboni, nei primi quattro mesi del 2013 ha eseguito 226 trattamenti in day surgery con tecniche di fertilizzazione in vitro su altrettante pazienti.
 Di queste, 51 provengono da altre regioni. Nel 2012 sono stati effettuati 726 day surgery, di cui 165 su pazienti provenienti da Marche, Lazio, Puglia e Molise. Complessivamente negli ultimi 16 mesi sono stati concepiti 327 bimbi con tassi di gravidanza fortemente influenzati dall’età della donna: l’esito è stato positivo per il 50% delle pazienti tra i 30 e i 35 anni, mentre si è attestato intorno al 10-15% dopo i 40 anni.
Per venerdì prossimo, 10 maggio, dalle ore 8.30 il professor Tiboni ha promosso nell’Ospedale di Ortona un confronto pubblico sulla medicina della riproduzione «al fine - spiega - di definire insieme a esperti del settore un percorso clinico, pratico e ragionato, per aiutare le coppie a diventare genitori. Il dibattito sarà interdisciplinare e affronterà tematiche di carattere genetico, chirurgico, andrologico e ostetrico».


L’unità operativa di Procreazione Medicalmente Assistita di Ortona è attualmente l’unico centro pubblico abruzzese nel quale sono eseguite tecniche di fertilizzazione in vitro, come la FIVET e la ICSI. «Sono tecniche complesse - spiega Gian Mario Tiboni - in cui l'unione dei gameti (fertilizzazione) è realizzata in laboratorio, in ambiente esterno al corpo della donna. Gli ovociti fecondati vengono esaminati e poi trasferiti nell'utero in numero variabile».
Da gennaio 2013 è attivo il servizio di crioconservazione di ovociti. «Questa tecnica - sottolinea Tiboni - è utile al fine di poter disporre di una riserva ovocitaria utilizzabile per ripetere la fecondazione senza dover ricorrere a una nuova stimolazione ovarica e al prelievo di ovociti».
Il Centro è articolato in ambienti comprendenti tre ambulatori ginecologici, una sala operatoria (ubicata nel nuovo gruppo operatorio), un laboratorio di biologia e uno di crioconservazione, dotati di strumentazioni di ultima generazione e di tutti i sistemi di sicurezza previsti.
L’unità operativa è dotata di quattro posti letto destinati esclusivamente alle pazienti che si sottopongono al prelievo degli ovociti.