IL FATTO

Banca D’Italia, Pdl pronto alla mobilitazione per evitare chiusura Pescarese

«Danni al territorio e alle imprese»

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Banca d'Italia a Pescara




PESCARA. Una mozione per impegnare sindaco e giunta ad avviare tutte le procedure necessarie per impedire la chiusura della sede della Banca d’Italia a Pescara.
Sarà presentata e discussa oggi nel corso del Consiglio comunale. «Il Pdl», spiega il capogruppo Armando Foschi, «ritiene un atto irresponsabile e sciagurato la chiusura di una struttura che testimonia, peraltro, la presenza dello Stato sul territorio e, su tale problematica, siamo pronti alla mobilitazione, coinvolgendo anche i nostri parlamentari a difesa del capoluogo adriatico».
La Banca d’Italia ha avviato un progetto di riorganizzazione della rete periferica prevedendo la chiusura, nel biennio 2014-2015, di 29 realtà territoriali dell’Istituto, e tra queste è stata inserita la filiale di Pescara, con un’ennesima chiusura sul territorio abruzzese dopo quelle di Chieti e Teramo, senza escludere anche un’eventuale riorganizzazione della filiale de L’Aquila.
L’abbandono del territorio determinerà una perdita secca di servizi richiesta dall’utenza locale, è stato lamentato da più fronti nelle ultime settimane, e in altri la sostituzione con prestazioni fornite a pagamento da operatori privati, con il prevedibile aumento dei costi per le aziende.
«In altri casi», spiega Foschi, «verrà meno una qualificata presenza pubblica, con l’indebolimento dei presidi di legalità. Un’eventuale chiusura della sede di Pescara, inoltre, avrebbe una ricaduta vasta sul territorio, a partire dall’indotto, e pensiamo agli Istituti di Vigilanza e a quelli dei Portavalori abitualmente occupati nel trasporto dei valori presso le filiali».

Le operazioni di prelievo e versamento di consistenti quantità di valori verranno veicolate presso la sede de L’Aquila e questo significherà per gli Istituti di Vigilanza non solo l’aumento delle percorrenze di circa 300 chilometri, con tutti i pericoli connessi per i lavoratori, ma anche la forte preoccupazione che si svilupperà per i posti di lavoro messi in discussione a causa del considerevole aumento delle spese che le aziende addette alla vigilanza dovranno affrontare. 
«Infine non mancheranno i disagi per imprese e banche abruzzesi con la ristrutturazione che la Banca d’Italia sta attuando», spiega Foschi: «nelle analisi l’obiettivo è quello di risparmiare, ma i costi potrebbero invece aumentare e verrà a mancare quel punto di riferimento che l’Istituto rappresenta da sempre per il territorio, oltre a essere un baluardo di legalità per le aziende di credito. In ultimo, si prevedono forti disagi per chi dovrà spostarsi dalle altre province per raggiungere L’Aquila dove ci sarà l’unica filiale della Banca d’Italia aperta nella nostra regione».