URBANISTICA E POLITICA

Pescara. Nuove palazzine in via del Circuito, Acerbo: «pericoloso precedente»

Oggi riparte l’iter

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PALAZZO, CANTIERE, EDILIZIA, CEMENTO,





PESCARA. Torna oggi in Consiglio comunale l’intervento presentato dalla “Tre Gemme srl” di via del Circuito.
Il 13 aprile scorso la Commissione Gestione del Territorio ha approvato il progetto con i voti favorevoli della maggioranza di governo e con la sola astensione del consigliere Udc Vincenzo Dogali.
E’ prevista la demolizione dell’ex-sede del Consorzio Agrario e annessi capannoni e la realizzazione di 4 edifici residenziali alti 25 metri.
La proprietà delle aree non è pubblica, ma di un privato, ovvero la società Tre Gemme Srl che ora, avvalendosi delle norme contenute nel Decreto Sviluppo ha presentato il progetto di riqualificazione.
«Se si dirà sì a quell’intervento si creerà un pericolosissimo precedente», denuncia il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. «Il “Decreto Sviluppo” non si dovrebbe applicare su interventi di ristrutturazione urbanistica di questo genere: non è sensato applicarlo a comprensori composti da più edifici e soprattutto non è corrispondente alla stessa normativa nazionale che fa riferimento a interventi su singoli edifici».
Acerbo spiega anche che l’intervento prevede sostanziose deroghe al Prg e un forte aumento del carico urbanistico sulla zona: «invece di utilizzare la superficie utile hanno utilizzato la volumetria: in sintesi è come se invece di capannoni lì ci fossero edifici a più piani».

Inoltre «si richiede il cambio di destinazione d’uso a residenziale», protesta ancora il consigliere comunale di minoranza, «e – naturalmente - mancano gli standard da cedere. Se anche la maggioranza ritiene questo intervento positivo sul piano urbanistico – cosa molto discutibile - non si capisce perché le deroghe debbano essere regalate».

Da tempo Acerbo ha fatto presente che su quell’area era stata presentata una proposta di accordo di programma che fu bocciata da questa maggioranza di centrodestra.
«Il paradosso è che ora si vogliono concedere gratis delle deroghe al Prg che altrimenti – sulla base del regolamento vigente – l’impresa avrebbe dovuto pagare al Comune. Ho chiesto di calcolare quanto incasserebbe il Comune di Pescara se si applicasse a quella richiesta il regolamento sugli accordi di programma. A mio parere non meno di 1 milione e mezzo di euro. A me sembra che proposte di questo tipo vadano bocciate nell’interesse della città. Questa amministrazione è partita dall'annuncio degli accordi di programma di sola iniziativa pubblica e finisce con la più totale deregulation. Spero che prevalga il buonsenso. Non stiamo parlando di singoli edifici da sostituire ma di interventi di grande peso urbanistico».
«Le istanze progettuali già presentate al Comune di Pescara che fanno ricorso alla normativa del decreto sviluppo», commentano invece i consiglieri della commissione Urbanistica del Pd  Enzo Del Vecchio, Florio Corneli e Camillo D’Angelo, «evidenziano in maniera inoppugnabile di come questa normativa provocherà un autentico terremoto urbanistico non già nel recupero dell’edilizia esistente che tutti auspichiamo quanto nelle operazioni immobiliari nei siti industriali, esempi lampanti sono le operazioni all’interno del Piano Particolareggiato n. 2, dove si potranno recuperare le immense volumetrie esistenti in assenza di indirizzi e possibilità di eventuali delocalizzazioni».