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Giornalisti precari, l’appello ai parlamentari abruzzesi: «subito una riforma della professione»

Pelino (Pdl): «conflitto di interessi non è una priorità del governo»

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Giornalisti precari, l’appello ai parlamentari abruzzesi: «subito una riforma della professione»




PESCARA. La rete dei freelance e precari dell'informazione abruzzese - ha proposto ai parlamentari eletti in Abruzzo, una piattaforma programmatica per la riforma della professione giornalistica.
L'iniziativa e' avvenuta nel corso della manifestazione sul tema "Corto circuito. Politica e informazione, equilibri precari", questa mattina a Pescara.
Per "5EURONETTI" occorre rendere obbligatoria l'assunzione di giornalisti negli uffici stampa pubblici con contratti di tipo giornalistico, «verificando puntualmente l'applicazione della legge 150/2000», da riformare in senso restrittivo anche per i portavoce che, se pagati dall'ente pubblico, siano scelti, sempre a discrezione dell'organo politico, ma tra i giornalisti.
C'è poi la riforma della legge sull'equo compenso: «occorre introdurre il concetto di "minimo salariale", per impedire la sostanziale inapplicazione della legge 233/2012 nelle redazioni delle testate che non usufruiscono dei contributi statali, facendo riferimento alle previsioni economiche dei contratti giornalistici». L'accesso alla professione giornalistica «sia libero», hanno proposto ancora i precari, «e passi, come per le altre professioni, attraverso un percorso universitario garantito dallo Stato e non gestito dall'Ordine dei Giornalisti che dovra' mantenere, similmente agli altri Ordini professionali, solo i compiti di tenuta dell'albo e di disciplina, secondo i dettami della riforma del 2012».
Altra proposta l' abolizione dell'elenco dei pubblicisti e percorso di riconoscimento del diritto a sostenere l'esame professionale ai pubblicisti che svolgono l'attività in via esclusiva.
Cancellazione dall'albo di tutti gli iscritti che non esercitano la professione, indipendentemente dall'anzianità di iscrizione. Programma di formazione permanente gratuita e garantita per tutti i giornalisti. Dopo l'abolizione dell'elenco pubblicisti, garantire una sorta di "elenco-parcheggio" per i giornalisti professionisti che assumono altri incarichi o altri lavori non giornalistici.

L’APPELLO AL SOTTOSEGRETARIO ALL’EDITORIA
Intanto il coordinamenti di base dei giornalisti freelance e precari italiani hanno rivolto al neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, Giovanni Legnini, un appello: «il Governo non può piu' assistere passivamente alla perpetuazione dello sfruttamento incontrollato e selvaggio dei giornalisti lavoratori autonomi. Per questo le chiediamo di convocare immediatamente la Commissione per l'equo compenso e di dare concreta applicazione alla legge 233/2012, che nasce esplicitamente per dare attuazione all'articolo 36 della Costituzione anche nei confronti dei giornalisti lavoratori autonomi».
Legnini, invitato al convegno ma assente proprio per impegni romani ha fatto sapere che è disponibile a fissare un incontro.

VACCA: «CONFLITTO DI INTERESSI MASTODONTICO»
«In Italia viviamo in un regime mediatico e si registra un conflitto di interessi mastodontico», ha detto invece il parlamentare abruzzese del Movimento 5 Stelle Gianluca Vacca intervenendo al convegno. Ricordando che l'Italia e' un Paese «parzialmente libero e non libero» nel campo dell'informazione e in classifica si posiziona dietro Burkina Faso e Ghana, Vacca ha fatto notare, durante i lavori del convegno, che «la politica c'entra e quando si parla di informazione si deve parlare anche di politica». Facendo riferimento al suo Movimento Vacca ha detto che «il rapporto con i media e' fortemente conflittuale perche' il sistema dell'informazione e' malato, non fa il suo lavoro, ma l'attacco non e' ai ai giornalisti precari bensi' al al sistema nel suo complesso. Bisogna riformare alla base il sistema», ha proseguito. Nel corso della mattinata Vacca ha ricordato le proposte del Movimento guidato da Beppe Grillo in questo settore, che prevedono l'abolizione di «un Ordine dei giornalisti inutile, che serve solo a tutelare gli stipendi d'oro ma non i giornalisti», l'eliminazione dei finanziamenti all'editoria, «che deve essere slegata dai partiti», l'eliminazione del conflitto di interessi, e la riforma della Rai, «intervenendo poi sull'editoria on line che va regolamentata, essendo in forte sviluppo»

PELINO (PDL): «ABOLIRE PRECARIATO»
«Vogliamo eliminare qualsiasi forma di precariato», ha assicurato invece la senatrice del Pdl Paola Pelino. «Sono veramente umilianti i compensi dei giornalisti precari e la situazione va rivista. Si parla tanto di equilibri, per non dire di uguaglianza, e questo mi sembra uno degli equilibri da ripristinare. Per quanto mi riguarda faro' tutto il possibile».
Chiamata ad esprimersi sul tema del conflitto di interessi e sul caso di Berlusconi, la parlamentare abruzzese ha commentato che le reti Mediaset «non hanno mai preso a favore del proprio proprietario delle espressioni veramente di parte mentre la Rai ha preso posizioni ben precise». Certo, ha ammesso, il conflitto di interessi sara' un argomento da affrontare «ma non una delle prime riforme che dobbiamo mettere sul tavolo».

MELILLA: «REDDITO MINIMO GARANTITO»
«Nel momento in cui abbiamo una disoccupazione pazzesca e un precariato che dilaga, dobbiamo introdurre degli antidoti», ha suggerito invece Gianni Melilla, parlamentare abruzzese di Sel. Melilla, parlando di disuguaglianza e precariato, ha aggiunto che «si deve mettere al centro la riforma del mercato del lavoro» e ha ricordato che in tutti i Paesi europei esiste il reddito minimo garantito, tranne che in Grecia e in Italia, e che questa strada va perseguita anche nel campo dell'informazione».