PROGETTO PER IL FUTURO

Pescara. Porto 'sbagliato', arrivano 20mln per «correggere gli errori del passato»

Chiodi: «storia disdicevole per lo scalo pescarese»

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Pescara. Porto 'sbagliato', arrivano 20mln per «correggere gli errori del passato»

Come sarà




ABRUZZO. Chi ha sbagliato non si sa, quanto costerà porre rimedio? Si dice servano forse 100 milioni.
Il progetto del nuovo Prg del porto di Pescara è pronto da tempo ma non piace alla marineria, agli armatori e agli ambientalisti che hanno proposto le loro osservazioni, ignorate finora.
Ieri il presidente Chiodi nell’annunciare la pioggia di milioni (circa 900) per nuove infrastrutture benefiche che finalmente lanceranno la nostra regione nell’olimpo delle più floride ha confermato anche il finanziamento di 20 milioni di euro per iniziare i lavori dello scalo pescarese.
Lavori complicati che dovranno modificare il corso del fiume ed ‘accompagnarlo’ oltre la diga foranea, vero obbrobrio e peccato mortale che ha causato per quasi 20 anni l’insabbiamento accelerato del porto canale. Con il nuovo progetto, sposato da buona parte della politica di ogni colore, si dovrebbero risolvere i problemi di super insabbiamento che negli ultimi mesi hanno portato alla chiusura totale del porto con l’impossibilità totale di uscire in mare per i pescherecci locali. Tra i costi aggiuntivi del disastro progettuale, oltre le spese del dragaggio (peraltro fatto poche volte ed una sanzionata pesantemente dalla procura di Pescara), si devono aggiungere anche quelle per la cassa integrazione ai pescatori come misura rattoppo dell’emergenza creatasi.
Arrivano così grazie all’intesa ministero- Regione «venti milioni di euro per risolvere definitivamente il problema della manutenzione del Porto di Pescara, correggendo una volta per tutte gli errori fatti nel passato», ha detto Gianni Chiodi, nell'illustrare i contenuti del secondo atto aggiuntivo all'Intesa.

Il documento cita, tra l'altro, il «problema del continuo insabbiamento e quindi dei bassi fondali che implicano di conseguenza opere di dragaggio quasi annuali con rilevanti impegni finanziari senza risolvere alla radice il problema».
«Al fine di dare razionalità all'infrastruttura - si legge ancora - è stato predisposto il nuovo Piano regolatore portuale e attualmente è in corso la procedura della Vas (Valutazione ambientale strategica) che prevede una serie di opere e tra queste la deviazione del porto canale e il suo prolungamento che permetterebbero di limitare notevolmente l'insabbiamento. Il costo dell'intervento è stimato in 20 milioni di euro».
La stima però con molta probabilità una volta iniziati i lavori dovrà essere rivista al rialzo perché i soldi stanziati non basteranno.


«La questione del porto di Pescara - ha detto Chiodi - è stata una cosa disdicevole: incuria decennale ed errori di progettazione per quanto riguarda la costruzione hanno reso tutto molto più costoso, con il risultato che la manutenzione non si faceva, portando a situazioni come quella che abbiamo vissuto. Adesso - ha aggiunto - siamo intervenuti su due fronti, con un'azione politica molto determinata e forte della Regione, sia per quanto riguarda i lavori di dragaggio, con tutte le difficoltà del caso, un fatto quasi 'kafkiano', sia, come promesso, per la risoluzione definitiva delle problematiche, con un intervento di carattere strutturale. Purtroppo abbiamo avuto tre Governi in quattro anni e quindi ogni volta dovevamo ricominciare un lavoro, che, comunque - ha concluso Chiodi -, ha dato i suoi frutti».
Se i soldi ci sono il problema si sposta sul progetto che secondo gli ambientalisti e l’associazione porto non è dei migliori e rischia di replicare le «cose disdicevoli» del passato. I punti deboli del piano realizzato con la consulenza di Ecosfera spa (anche in questo caso c’è una inchiesta penale in corso per corruzione) sono stati evidenziati nelle osservazioni proposte che a detta di alcuni esperti (gli stessi che in tempi non sospetti avevano denunciato in corso d’opera le «cose disdicevoli» che la politica non aveva voluto vedere) potrebbero creare nuovamente problemi di insabbiamento e di scarsa sicurezza dell’approdo.
La procedura è ancora in corso e ci sarebbe ancora spazio per una ampia e approfondita discussione.