L'EVENTO

Storici dell'arte e ricostruzione civile a L’Aquila per vedere la città distrutta

Ci sarà anche il ministro ai Beni e Attività Culturali Massimo Bray

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Storici dell'arte e ricostruzione civile a L’Aquila per vedere la città distrutta







L’AQUILA. Vedere con i propri occhi. Forse è questo il principale dovere professionale di uno storico dell'arte.
Ed è proprio per questo che il 5 maggio tutti gli storici dell'arte italiani si riuniranno all'Aquila: per vedere con i propri occhi la realtà - unica al mondo - di un centro monumentale straordinariamente esteso e straordinariamente importante semidistrutto e non restaurato.
Ci sarà anche il nuovo ministro ai Beni e Attività Culturali, Massimo Bray che ha confermato la sua presenza per l'intera durata della manifestazione per ascoltare direttamente da L'Aquila l'appello per la rinascita della città. Un segnale davvero importante dopo anni di non-governo e malgoverno del patrimonio culturale italiano.
Sono partiti i primi ventitré cantieri: ma chiese monumentali come il Duomo sono spesso ancora a cielo aperto, o sono protette da ridicoli teli, e dunque in preda alla pioggia e alla neve. E di questo passo ci vorranno oltre vent'anni per riavere l'Aquila "come prima". Ma a quel punto senza i cittadini: con un'intera generazione di non-cittadini cresciuta nelle non-città che sono le new town.
Il rischio è allora che qualcuno pensi di trasformare l'Aquila ricostruita in una specie di set cinematografico, o di disneyland antiquariale, fatto di facciate e gusci pseudo-antichi che ospitano servizi turistici in mano a potenti holdings economiche. Si tratterebbe, cioè, di fare all'Aquila in un colpo solo ciò che un lento processo sta facendo a Venezia o a Firenze: deportare i cittadini in periferie abbrutenti e mettere a reddito centri monumentali progressivamente falsificati.
È per questo che gli storici dell'arte devono andare all'Aquila: per portare, attraverso i loro occhi allenati, nella coscienza intellettuale di tutta Italia che cosa è, veramente, la tragedia dell'Aquila; per avviare una vicinanza di tutta la comunità scientifica della storia dell'arte alla ricostruzione materiale dei monumenti, con tutti i problemi enormi che le sono collegati; per riscoprire la vera identità della loro missione professionale. All'Aquila il divorzio tra cittadini e monumenti è tragicamente evidente: ma questo è un destino che incombe su tutte le città d'arte italiane.

IL PROGRAMMA
Domenica 5 maggio 2013 |ore 14.00-17.00
Chiesa di San Giuseppe Artigiano (ex San Biagio d'Amiterno)


14.00 Introduzione: Tomaso Montanari

14.15 Saluti:
- Don Gino Epicoco, parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano
- Massimo Cialente, Sindaco dell'Aquila

14.40 Fabrizio Magani, Direttore regionale dei Beni culturali dell'Abruzzo,

15.00 Paolo Muzi, Presidente Italia Nostra Onlus L'Aquila

15.15 Giandomenico Cifani, Responsabile ITC CNR L'Aquila

15.30 Antonello Alici, Presidente AAA/Italia Associazione Nazionale Archivi di Architettura contemporanea

15.45 Maria Pia Guermandi, Italia Nostra Onlus Emilia Romagna

16.00 Michele Dantini, TQ

16.15 Clara Rech, Presidente ANISA. Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell'Arte

16.30 Alessandra Mottola Molfino, Consigliere nazionale di Italia Nostra Onlus

16.40 Marco Parini, Presidente Nazionale di Italia Nostra Onlus

16.50-17.20 Conclusione: Salvatore Settis


L'Aquila 5 maggio. Storici dell'arte e ricostruzione civile è un'idea di Tomaso Montanari, che è cresciuta nella comunità scientifica degli storici dell'arte italiani. Con il sostegno di Italia Nostra Onlus.