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Abruzzo/Donna sfigurata con l’acido, arrestato sicario a San Salvo

Era ricercato da 15 giorni: era in Abruzzo

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Abruzzo/Donna sfigurata con l’acido, arrestato sicario a San Salvo




SAN SALVO. I carabinieri di Pesaro e Chieti hanno arrestato a San Salvo Marina Rubin Talaban, un albanese di 31 anni ricercato dal 16 aprile scorso.
 
L’uomo è accusato del ferimento con l'acido dell'avvocatessa di Urbino, Lucia Annibali. La donna ha aperto il portone di casa e vi ha trovato dentro il suo aggressore. Prima di essere trasportata in ospedale a Parma, in gravissime condizioni, avrebbe fatto in tempo a sussurrare un nome.
Poche ore dopo  è stato fermato un suo collega ed ex compagno, l'avvocato Luca Varani, 35 anni, di Pesaro, iscritto all'Ordine degli avvocati di Rimini. L'uomo è accusato di lesioni volontarie gravissime. Avrebbe mandato un uomo incappucciato a gettare dell'acido in faccia alla collega, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale, poi troncata.

MERCOLEDI’ MATTINA IL BLITZ
I militari dell’Arma hanno trovato Talaban nascosto in un'abitazione con due connazionali, arrestati per favoreggiamento, e si preparava a partire per l'Albania su un furgoncino, via Trieste, Spalato e Macedonia.
 I carabinieri hanno circondato la casa di San Salvo Marina e poco dopo le 5, è scattata l'irruzione. L’uomo ha tentato la fuga ma è stato subito bloccato, e da quel momento si è chiuso nel silenzio. Ai militari, Talaban, é apparso freddo e controllato.
Nell'alloggio, gli uomini guidati dal comandante provinciale di Pesaro, il colonnello Giuseppe Donnarumma, non hanno trovato armi ma una certa quantità di denaro. Talaban, originario di Scutari, è attualmente rinchiuso nel carcere di Chieti, a disposizione del gip.

«ESECUTORE MATERIALE DELL’AGGRESSIONE»
 Secondo l'accusa sarebbe l'esecutore materiale dell'aggressione a Lucia Annibali, compiuta insieme ad un secondo albanese, e preordinata dall'ex compagno, entrambi già arrestati. Il professionista avrebbe voluto vendicarsi di essere stato lasciato dalla collega, quando lei aveva scoperto che era già fidanzato da anni e in attesa di un figlio.
Secondo quanto rivelato dagli investigatori l'albanese, che era ricercato in campo internazionale, poteva contare su una stretta rete di connazionali, molti dei quali ben inseriti nel tessuto criminale italiano. Le indagini hanno puntato la loro attenzione in particolare su alcune persone capaci di assicurare il rientro in patria di Talaban, che in questi giorni di latitanza si era fatto crescere la barba per nascondere un vistoso neo che avrebbe favorito il suo riconoscimento alle frontiere.
Talaban doveva nascondere anche una lesione da acido che incidentalmente si era procurato durante l'aggressione della Annibali, rientrata in casa dopo una serata in piscina. Alla sua cattura hanno partecipato oltre 40 carabinieri, che ier, alle tre, hanno circondato l'abitazione nella quale il sicario aveva trovato rifugio. In manette anche due fratelli albanesi, pregiudicati e compaesani di Talaban, nato in un villaggio nei pressi di Scutari: Arvid e Arlind Spahija, di 22 e 20 anni.
Il piano di fuga si sarebbe perfezionato ieri, giornata festiva in Italia dedicata ai lavoratori, attraverso lo stratagemma di trasportare Rubin - soprannominato 'il gelido' per la sua freddezza - espatriando dal confine aperto di Trieste, dapprima verso la Slovenia, percorrendo poi la costa dalmata e montenegrina, con destinazione finale Scutari. La fuga prevedeva l'uso di un furgoncino sul quale Talaban si sarebbe confuso tra gli altri passeggeri diretti per il ponte festivo verso l'est Europa

INDAGATO UN ‘COLLETTO BIANCO’
Ma nell’ambito della stessa inchiesta c'é anche un 'colletto bianco' tra gli indagati. L'uomo, non si sa se italiano o straniero, ma residente nelle Marche e «molto ben inserito nella società», secondo quanto trapela da fonti investigative, avrebbe favorito il tentativo di fuga di Rubin Talaban.
Intanto, la vittima resta ricoverata in gravi condizioni nel reparto grandi ustionati dell'ospedale di Parma.
Nei giorni scorsi il gip di Pesaro Lorena Mussoni, che ha convalidato il fermo dell’ex fidanzato della donna, Luca Varani, per lesioni volontarie gravissime e firmato un'ordinanza di custodia cautelare per l'alto pericolo di fuga dell'indagato, che ha parenti che risiedono negli Stati Uniti.
Nelle venti pagine dell'ordinanza, il gip Mussoni cita un'informativa arrivata un mese fa alla polizia da una fonte confidenziale secondo cui un avvocato stava preparando un agguato con l'acido ad una donna. Per il giudice, Varani ha pianificato l'aggressione del 16 aprile scorso ai danni della Annibali «con una malvagità inaudita», incaricando due sicari. Il liquido corrosivo ha quasi reso cieca Lucia, che ora è ricoverata nell'Azienda ospedaliera di Parma in attesa di un intervento chirurgico. Il difensore dell'indagato, Roberto Brunelli, aveva chiesto la scarcerazione del suo assistito, che si dichiara innocente.