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Abruzzo/Il Premio Flaiano dopo 40 anni lascia Pescara e trasloca a Spoltore

Il rapporto tra la città e l’evento è da anni difficile

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Abruzzo/Il Premio Flaiano dopo 40 anni lascia Pescara e trasloca a Spoltore

Lo spot




PESCARA. Il nuovo spot della quarantesima edizione del Premio Flaiano gira su You Tube da un mese.
Ed è lì che si trova la conferma di quella che sembra ormai un trasloco inevitabile. Il più prestigioso evento della città pare che sia pronto a trasferirsi e lasciare Pescara per approdare a Spoltore e più precisamente al Multiplex Arca. Nel video c’è anche l’indicazione delle date (dal 28 giugno al 6 luglio). L’evento conclusivo, in programma per il 7 luglio, dovrebbe invece tenersi regolarmente al teatro D’Annunzio.
Oltre allo spot un’altra conferma arriva proprio dalla multisala dove da qualche giorno è affisso un manifesto che pubblicizza l’arrivo della rassegna cinematografica. La tensione tra il patron Edoardo Tiboni e l’amministrazione comunale di Pescara è alta ormai da tempo ma non si sa se sia stato proprio questo a determinare lo strappo definitivo. 


Solo qualche settimana fa l’ennesimo ‘sgarbo istituzionale’ con il sindaco Mascia che ha reclamizzato con enfasi l’arrivo del prestigioso premio letterario Campiello in città, proprio in contemporanea con il Flaiano, che ha anche una sezione dedicata alla letteratura. L’idea è stata promossa dal ‘direttore artistico’ Giordano Bruno Guerri, braccio destro del primo cittadino, che punta a sprovincializzare la città rischiando però di distruggere quanto di prezioso viene coltivato da anni.
«A luglio da 40 anni si consegnano i Premi Flaiano di letteratura!», aveva replicato piccato Tiboni  .

«Sono pertanto meravigliato dell'iniziativa e le chiedo se non ritenga opportuno evitare una simile sovrapposizione».
Solo qualche mese prima proprio Tiboni aveva rifiutato l’onorificenza del Ciattè d’oro ricordando a tutti che lui era dimissionario dalla commissione comunale che ha, tra i suoi compiti, l’assegnazione dei riconoscimenti civici. Il sindaco non la prese troppo bene   L’edizione del 2011 del premio Flaiano iniziò invece con un brivido: la manifestazione infatti rischiò di essere spostata per far posto ad un altro evento in una delle sale del cinema Massimo dove tradizionalmente vengono proiettati i film della rassegna.

Anche in quel caso Tiboni si infuriò e convocò d’urgenza una conferenza stampa. Alla fine il problema si risolse. L’anno prima ancora, invece, il patron dell’evento dovette fare i conti con la concorrenza del Festival D’Annunziano, promosso sempre da Guerri, come un «evento internazionale». Peccato che la città ne avesse già uno da quasi 40 anni. «Mascia ignora la storia culturale della sua città», denunciò Tiboni. «Lui era appena bambino quando sulla nostra riviera cominciarono ad arrivare per ricevere il Premio Flaiano scrittori e poeti come Josè Saramago, Luis Sepùlveda, Paulo Coelho, Daniel Pennac, Mario Soldati, Antonio Tabucchi, Andrea Camilleri, David Grossman».
Oggi il Flaiano è di nuovo a rischio e la città rischia di perdere uno degli eventi più prestigioso e più riusciti. Rischia soprattutto di perdere il valore aggiunto di Edoardo Tiboni che è riuscito a portare in città i grandi divi del cinema di oggi di ieri, oltre che i maestri della letteratura internazionale.

MARCHEGIANI: «ENNESIMA UMILIAZIONE»
«L'amministrazione comunale sperpera soldi pubblici per manifestazioni inutili, per incarichi inutili e rimane incapace di fronte alla notizia che i Premi Flaiano  migrano in altri lidi», commenta la consigliera comunale Paola Marchegiani (Pd). «In tempo di crisi è necessario imporsi delle scelte di priorità e il Festival Internazionale del Cinema è una priorità culturale. Il risparmio nel settore culturale non può essere gestito in maniera lineare, non si possono fare tagli in eguale misura, perchè esistono manifestazioni valide e meno valide, idea di amministrazione che l'attuale assessora alla cultura del Comune, sembra ignorare. Il Flaiano è un' eccellenza e qui si innesca ancora con valenza rilevante l'incapacità del sindaco a pensare e a realizzare cose. Se oggi avessimo avuto agibile il teatro Michetti nel cui interno sono custodite (perchè acquistate al tempo del mio assessorato), tutte le apparecchiature cinematografiche regolarmente funzionanti, forse avremmo potuto evitare alla nostra Pescara, questa ulteriore umiliazione».   
MARCHEGIANI: «ENNESIMA UMILIAZIONE»

«L'amministrazione comunale sperpera soldi pubblici per manifestazioni inutili, per incarichi inutili e rimane incapace di fronte alla notizia che i Premi Flaiano  migrano in altri lidi», commenta la consigliera comunale Paola Marchegiani (Pd). «In tempo di crisi è necessario imporsi delle scelte di priorità e il Festival Internazionale del Cinema è una priorità culturale. Il risparmio nel settore culturale non può essere gestito in maniera lineare, non si possono fare tagli in eguale misura, perchè esistono manifestazioni valide e meno valide, idea di amministrazione che l'attuale assessora alla cultura del Comune, sembra ignorare. Il Flaiano è un' eccellenza e qui si innesca ancora con valenza rilevante l'incapacità del sindaco a pensare e a realizzare cose. Se oggi avessimo avuto agibile il teatro Michetti nel cui interno sono custodite (perchè acquistate al tempo del mio assessorato), tutte le apparecchiature cinematografiche regolarmente funzionanti, forse avremmo potuto evitare alla nostra Pescara, questa ulteriore umiliazione».