AMBIENTE

Bussi, in 5 anni niente è cambiato: «sostanze tossiche migliaia di volte oltre i limiti»

Wwf lancia l’allarme: «la situazione è drammatica»

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Bussi, in 5 anni niente è cambiato: «sostanze tossiche migliaia di volte oltre i limiti»

Bussi, in 5 anni niente è cambiato: «sostanze tossiche migliaia di volte oltre i limiti» 
Wwf lancia l’allarme: «la situazione è drammatica»
Bussi, wwf, augusto de sanctis, analisi, corpo forestale
BUSSI. «Un disastro ambientale di enorme entità, terreni e falde contaminate da decine di sostanze con valori migliaia di volte oltre i limiti di legge; come se non bastasse, accertata anche la presenza della diossina».
Il Wwf diffonde i dati dei monitoraggi sulla contaminazione del sito di Bussi in Provincia di Pescara.
L'associazione, dopo un laborioso lavoro di accesso agli atti presso vari enti, è in grado di diffondere i dati più recenti relativi ad una parte consistente del Sito Nazionale per le Bonifiche di Bussi, una delle 37 aree più inquinate d'Italia secondo il Ministero dell'Ambiente, perimetrato con Decreto nel 2008 a seguito dei sequestri operati dal Corpo Forestale dello Stato nell'area nel 2007.
In alcune zone gli interventi di messa in sicurezza di emergenza devono iniziare, quando la legge prevede che siano attuati entro le 24 ore dalla scoperta della contaminazione. Altre aree all'interno del perimetro devono addirittura essere caratterizzate, a 5 anni dall'istituzione del Sito Nazionale per le Bonifiche.
LA SITUAZIONE NEL 2012
Il quadro di contaminazione riscontrato nell'area industriale è sconfortante. Su 43 parametri presi in considerazione (singole sostanze o gruppi di sostanze, tutte tossiche e/o cancerogene) per 35 sono stati riscontrati superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (o dei limiti indicati dall'Istituto Superiore di Sanità) per la falda superficiale e 23 per la falda profonda. La stragrande maggioranza dei piezometri della rete di monitoraggio posta all'interno dell'area industriale evidenzia superamenti dei limiti. Alcune sostanze mostrano superamenti di enorme entità: il cloroformio 453.333 volte i limiti nella falda superficiale e 46.607 volte nella falda profonda; il tricloroetilene 193.333 volte nella falda superficiale e 156 nella profonda; il mercurio 2.100 volte nella falda superficiale; il diclorometano 1.073.333 volte in falda superficiale e 3.267 volte nella falda profonda; il tetracloruro di carbonio 666.667 volte nella falda superficiale e 3733 volte nella falda profonda.
I POZZI SPIA SULL'EFFICIENZA/EFFICACIA DEL SISTEMA DI TRATTAMENTO 
Tra il 2007 e il 2012, 9 parametri sono risultati comunque superare la Concentrazione Soglia di Contaminazione per la falda superficiale e 3 per la falda profonda. In particolare il monocloroetilene ha avuto picchi di 106 volte il limite di legge per la falda superficiale e 264 volte per la falda profonda; inoltre superamenti si sono verificati anche recentemente nei monitoraggi del 2012. Pertanto, come evidenziato anche dal Ministero dell'Ambiente nell'ultima conferenza dei servizi, alcune sostanze continuano a fuoriuscire dal sito nonostante il trattamento. A tal proposito il WWF ha inviato una circostanziata lettera al Ministero e ai vari enti sollecitando l'adozione di misure completamente efficaci.
I POZZI NELLA VALLE DEL PESCARA 
La situazione peggiora andando verso valle nei pozzi/piezometri che monitorano la falda nell'area della confluenza del fiume Tirino con il Fiume Pescara. Nel biennio 2011-2012 per la falda superficiale ben 11 parametri sono risultati essere oltre i limiti di legge, mentre per la falda profonda sono stati 12 i parametri non conformi. Tra questi, sostanze estremamente tossiche e/o cancerogene come, a mero titolo di esempio, il benzene (33 volte i limiti nella falda superficiale) il monocloroetilene (132 volte nella falda superficiale e 112 volte nella profonda), l'esacloroetano (16 volte nella falda superficiale e 152 volte nella falda profonda). 
Pertanto esistono lungo il Pescara ulteriori fonti di contaminazione. 
TERRENI
Nel 2011 la Environ per conto della Solvay ha proceduto a ricercare in campioni di suolo posti all'interno del sito industriale le diossine e i furani, sostanze estremamente pericolose. Su 29 campioni ben 9 sono risultati avere valori superiori ai limiti di legge per le aree industriali (se si prendesse a riferimento il limite per le areea destinazione verde/residenziale sarebbero 16). Il campione più contaminato presentava un valore di 23,7 volte il limite di legge per le aree industriali (237 volte se si dovesse prendere in considerazione i limiti per le aree a verde/residenziale, qualora si volesse riportare il sito a questi usi). 
«SITUAZIONE DRAMMATICA»
«La situazione di compromissione dell'ambiente a Bussi è veramente drammatica, uno dei posti peggiori in Italia e in Europa», commenta il referente del Wwf, Augusto De Sanctis. «Servono immediati provvedimenti, bisogna procedere alla bonifica». 
Gli ambientalisti ricordano che esistono esempi  di siti riportati alla vita, come è accaduto in Germania nella Rurh dove in poco più di 10 anni, chiamando le migliori menti del Paese e stanziando adeguate risorse, decine di siti inquinati sono diventati parchi e aree di richiamo turistico. Ma il Wwf chiede anche che gli enti assicurino la costante informazione circa i risultati dei monitoraggi come previsto dalle norme europee e dal D.lgs.195/2005 sulla trasparenza dei dati ambientali che prevede che ogni anno chiunque detenga la banche dati sui monitoraggi ambientali debba renderle pubbliche ed accessibili via Web.
«Il Ministero dell'Ambiente», spiega De Sanctis, «è in questo senso inadempiente, così come il commissario delegato Adriano Goio, nonché gli organismi regionali e locali, e questo nonostante le chiare indicazioni sul coinvolgimento dei cittadini». Particolarmente grave è l'assenza di dati, evidenziata anche nell'ultima conferenza dei servizi del 6 dicembre 2012, sulla situazione della discarica Tremonti e delle aree contermini.
«E’ grave anche che la Val Pescara», continua De Sanctis, «non sia stata ricompresa nello studio epidemiologico Sentieri realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità, che ha coinvolto gran parte dei siti nazionali di bonifica con risultati estremamente allarmanti sugli effetti degli inquinanti che si ritrovano in queste aree sulla salute delle comunità»

BUSSI. «Un disastro ambientale di enorme entità, terreni e falde contaminate da decine di sostanze con valori migliaia di volte oltre i limiti di legge; come se non bastasse, accertata anche la presenza della diossina».Il Wwf diffonde i dati dei monitoraggi sulla contaminazione del sito di Bussi in Provincia di Pescara.L'associazione, dopo un laborioso lavoro di accesso agli atti presso vari enti, è in grado di diffondere i dati più recenti relativi ad una parte consistente del Sito Nazionale per le Bonifiche di Bussi, una delle 37 aree più inquinate d'Italia secondo il Ministero dell'Ambiente, perimetrato con Decreto nel 2008 a seguito dei sequestri operati dal Corpo Forestale dello Stato nell'area nel 2007.In alcune zone gli interventi di messa in sicurezza di emergenza devono iniziare, quando la legge prevede che siano attuati entro le 24 ore dalla scoperta della contaminazione. Altre aree all'interno del perimetro devono addirittura essere caratterizzate, a 5 anni dall'istituzione del Sito Nazionale per le Bonifiche.

LA SITUAZIONE NEL 2012

Il quadro di contaminazione riscontrato nell'area industriale è sconfortante. Su 43 parametri presi in considerazione (singole sostanze o gruppi di sostanze, tutte tossiche e/o cancerogene) per 35 sono stati riscontrati superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (o dei limiti indicati dall'Istituto Superiore di Sanità) per la falda superficiale e 23 per la falda profonda. La stragrande maggioranza dei piezometri della rete di monitoraggio posta all'interno dell'area industriale evidenzia superamenti dei limiti. Alcune sostanze mostrano superamenti di enorme entità: il cloroformio 453.333 volte i limiti nella falda superficiale e 46.607 volte nella falda profonda; il tricloroetilene 193.333 volte nella falda superficiale e 156 nella profonda; il mercurio 2.100 volte nella falda superficiale; il diclorometano 1.073.333 volte in falda superficiale e 3.267 volte nella falda profonda; il tetracloruro di carbonio 666.667 volte nella falda superficiale e 3733 volte nella falda profonda.

I POZZI SPIA SULL'EFFICIENZA/EFFICACIA DEL SISTEMA DI TRATTAMENTO

 Tra il 2007 e il 2012, 9 parametri sono risultati comunque superare la Concentrazione Soglia di Contaminazione per la falda superficiale e 3 per la falda profonda. In particolare il monocloroetilene ha avuto picchi di 106 volte il limite di legge per la falda superficiale e 264 volte per la falda profonda; inoltre superamenti si sono verificati anche recentemente nei monitoraggi del 2012. Pertanto, come evidenziato anche dal Ministero dell'Ambiente nell'ultima conferenza dei servizi, alcune sostanze continuano a fuoriuscire dal sito nonostante il trattamento. A tal proposito il WWF ha inviato una circostanziata lettera al Ministero e ai vari enti sollecitando l'adozione di misure completamente efficaci.

I POZZI NELLA VALLE DEL PESCARA 

La situazione peggiora andando verso valle nei pozzi/piezometri che monitorano la falda nell'area della confluenza del fiume Tirino con il Fiume Pescara. Nel biennio 2011-2012 per la falda superficiale ben 11 parametri sono risultati essere oltre i limiti di legge, mentre per la falda profonda sono stati 12 i parametri non conformi. Tra questi, sostanze estremamente tossiche e/o cancerogene come, a mero titolo di esempio, il benzene (33 volte i limiti nella falda superficiale) il monocloroetilene (132 volte nella falda superficiale e 112 volte nella profonda), l'esacloroetano (16 volte nella falda superficiale e 152 volte nella falda profonda). Pertanto esistono lungo il Pescara ulteriori fonti di contaminazione. 

TERRENI

Nel 2011 la Environ per conto della Solvay ha proceduto a ricercare in campioni di suolo posti all'interno del sito industriale le diossine e i furani, sostanze estremamente pericolose. Su 29 campioni ben 9 sono risultati avere valori superiori ai limiti di legge per le aree industriali (se si prendesse a riferimento il limite per le areea destinazione verde/residenziale sarebbero 16). Il campione più contaminato presentava un valore di 23,7 volte il limite di legge per le aree industriali (237 volte se si dovesse prendere in considerazione i limiti per le aree a verde/residenziale, qualora si volesse riportare il sito a questi usi). 

«SITUAZIONE DRAMMATICA»

«La situazione di compromissione dell'ambiente a Bussi è veramente drammatica, uno dei posti peggiori in Italia e in Europa», commenta il referente del Wwf, Augusto De Sanctis. «Servono immediati provvedimenti, bisogna procedere alla bonifica». Gli ambientalisti ricordano che esistono esempi  di siti riportati alla vita, come è accaduto in Germania nella Rurh dove in poco più di 10 anni, chiamando le migliori menti del Paese e stanziando adeguate risorse, decine di siti inquinati sono diventati parchi e aree di richiamo turistico. Ma il Wwf chiede anche che gli enti assicurino la costante informazione circa i risultati dei monitoraggi come previsto dalle norme europee e dal D.lgs.195/2005 sulla trasparenza dei dati ambientali che prevede che ogni anno chiunque detenga la banche dati sui monitoraggi ambientali debba renderle pubbliche ed accessibili via Web.«Il Ministero dell'Ambiente», spiega De Sanctis, «è in questo senso inadempiente, così come il commissario delegato Adriano Goio, nonché gli organismi regionali e locali, e questo nonostante le chiare indicazioni sul coinvolgimento dei cittadini». Particolarmente grave è l'assenza di dati, evidenziata anche nell'ultima conferenza dei servizi del 6 dicembre 2012, sulla situazione della discarica Tremonti e delle aree contermini.  «E’ grave anche che la Val Pescara», continua De Sanctis, «non sia stata ricompresa nello studio epidemiologico Sentieri realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità, che ha coinvolto gran parte dei siti nazionali di bonifica con risultati estremamente allarmanti sugli effetti degli inquinanti che si ritrovano in queste aree sulla salute delle comunità»