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Abruzzo/Terremoto, la speculazione aquilana in prima serata alle Iene

Il caso dei map sotto sequestro: tragedia dopo la tragedia

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LE IENE A L'AQUILA



 

L’AQUILA. Un dramma nel dramma quello che nelle scorse settimane ha portato alla luce l’ennesima inchiesta della magistratura aquilana nella fase post sisma.
 
Nove persone sono indagate per aver realizzato moduli abitativi provvisori (Map) di qualità scadente. Rocco Ragone, maresciallo del Genio Militare, è stato arrestato con le accuse di corruzione, peculato, estorsione, falso e truffa ai danni dello Stato. Ieri sera si è occupata del caso anche la trasmissione televisiva Le Iene. L’inviato Giulio Golia ha provato a chiedere spiegazioni a due degli indagati che si sono trincerati dietro frasi del tipo «è tutto in regola», «vedremo alla fine», «l’avvocato mi ha detto di non parlare».
Intanto oltre 100 famiglie aquilane che vivevano nel complesso di Cansatessa-San Vittorino e una parte di quelle che si trovavano nei villaggi di Arischia e Tempera hanno dovuto lasciare le abitazioni (costate allo stato 4,5 milioni di euro): a distanza di 4 anni, dunque, hanno subito un nuovo trauma con la consapevolezza che «nonostante i morti della notte del 6 aprile hanno continuato a giocare con le nostre vite».
Grazie alla collaborazione dell'università dell'Aquila le Fiamme Gialle hanno riscontrate alcune carenze strutturali che gli enti preposti, informati dalla Procura della Repubblica, dovranno sanare.
Dopo solo tre anni dalla loro edificazione i pavimenti esterni sulle piastre di fondazione sono completamente staccati dal massetto, con rischio di cadute per i residenti. Il massetto al di sotto del pavimento risulta di qualità completamente scadente. In molti punti si tratta di sabbia senza più traccia di cemento. I lampioni di illuminazione esterna sono stati messi male, oscillano sotto il minimo sforzo «in maniera eccessiva» e non si esclude che possano cadere.
In molti edifici il legno esterno, dopo 3 anni appena, è già completamente marcio.
Per questo la procura ha proceduto al sequestro in quanto i materiali utilizzati, secondo quanto emerso da una perizia del ctu nominato dal pm, «sono scadenti e in caso di particolari condizioni potrebbero risultare pericolosi per l’incolumità pubblica».

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