LA PROTESTA

Taglio dei tigli: la giunta Luciani contro gli speculatori della protesta

Clima avvelenato mentre continuano gli abbattimenti

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Taglio dei tigli: la giunta Luciani contro gli speculatori della protesta

FRANCAVILLA AL MARE. Restano ancora 40 tigli da abbattere, resta un presidio, restano veleni, restano i tronchi da smaltire, resta molto ancora da capire.
Il volto di quel tratto di viale Nettuno dove sono già stati tolti i tigli che ombreggiavano e facevano parte del paesaggio da decenni è cambiato per sempre. Ci si farà l’abitudine pure a questo. Si dimenticherà anche questo.
Nel turbinio delle polemiche e delle proteste -come sempre accade a Francavilla- si mischia il veleno degli interessi politici e così si sono persi di vista le questioni fondamentali. Se come pare di capire il problema sono i marciapiedi sconnessi, quali soluzioni sono state trovate nel resto del mondo a questo problema? Tagliare gli alberi è l’unica soluzione? Come ci si comporta per esempio in Toscana o nel Lazio dove i viali alberati sono tantissimi e costituiscono il meglio del patrimonio e del panorama? A Roma milioni di alberi e di pini ornano le strade in alcuni punti anche ingobbite dalle radici ma forse ci si comporta diversamente da Francavilla.
Di sicuro altre soluzioni ci sono per salvare gli alberi, d’altronde la fretta e «lo sgarbo istituzionale» di cui pure è accusata l’amministrazione Francavillese non ha contribuito a dissipare il malumore di chi contesta questa scelta da mesi.
Intanto mille firme sono state raccolte dal comitato che l’altro giorno ha cercato di fermare il cantiere. Altri 40 tigli dovranno essere tagliati nei prossimi giorni nel cantiere già recintato.
Sta di fatto che per esempio nella zona della stazione i tigli non saranno tagliati nonostante il rifacimento dei marciapiedi perché in quella parte evidentemente i lavori sono ugualmente possibili.


Intanto oggi si registra una nota dell’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Antonio Luciani che sembra decantare l’attività di ambientalisti e attivisti molto meno quella di presunti speculatori e opportunisti che sulla battaglia cercano di lucrare politicamente. Tra gli attivisti si è visto l’ex sindaco di Francavilla, Roberto Angelucci ma anche gli ambientalisti storici come Moreno Bernini già parte di giunte di centrosinistra.
«Purtroppo anche in questo caso, salva tigli appunto, è avvenuta la Francavillizzazione, ossia una versione tutta nostrana di un comitato che sarebbe più corretto definire comitato Scialuppa. Non parliamo ovviamente dei cittadini, degli attivisti e dei giovani ecologisti che rivendicano una loro idea sul problema irrisolto dei tigli di viale Nettuno, vittime inconsapevoli di personaggi in cerca di consenso, ma degli ispiratori, dei ‘conducenti’ che lo hanno trascinato nella demagogia più becera e offensiva».
Secondo l’attuale maggioranza «con queste povere piante ignare, sistemate all’epoca in modo assolutamente inopportuno, motivo che ora ci costringe ad abbatterle – continua la nota -, politici del passato, del presente e dell’incerto futuro hanno costruito una scialuppa di salvataggio, navigando nel mare delle menzogne, del pressappochismo e del populismo per cercare di approdare alla certificazione dell’esistenza in vita, politica s’intende, o magari per la rielezione in istituzioni importanti. Proprio come succede a Roma in questi giorni, si pensa alla visibilità e alla sopravvivenza politica personale. Alcuni di coloro che manifestano al fianco del Comitato ‘Salva alberi’, sono stati artefici degli ultimi lavori eseguiti sui marciapiedi: ed ora, incredibilmente, protestano al fianco del Comitato. Uno con una mano regge il cartello vergogna e con l’altra ha votato il Resort. Un altro, lo stratega ambientalista, ha governato in passato non riuscendo a concretizzare azioni di governo che si ricordino. L’altro, il più grande collezionista di astensioni, colui che evita di prendere decisioni difficili e impopolari cerca di rilanciarsi in vista di futuri scenari politici».
Insomma anche in questo caso la si butta tutta in politica per seppellire domande e risposte necessarie su lavori di 240mila euro (aggiudicati alla ditta Angelo De Cesaris) che scontentano molti.


La stessa musica suona anche Camillo D’Alessandro consigliere regionale Pd che invece attacca l’inciucio della risoluzione «farsa» approvata in consiglio regionale.
«Non ho votato la risoluzione Paolini-Giuliante-Chiavaroli - Caramanico , quella dello strano inciucio - spiega D'Alessandro - semplicemente perché rappresenta un chiaro "vuoto pneumatico" , una finzione. Nella risoluzione si afferma che la Regione dovrebbe finanziare il Comune di Francavilla per interventi alternativi al taglio degli alberi. Bene. La risoluzione e' stata approvata, ma nessun centesimo e' stato stanziato. Inoltre - riprende il Capogruppo del PD - negli ultimi due consigli regionali ci sono state ben due variazioni di bilancio e ne' il consigliere regionale Paolini, ne' Caramanico , ne' tantomeno nessuno dalla Giunta ha presentato un emendamento per stanziare le famose risorse promesse nella interrogazione. Dunque quella risoluzione rappresentava una presa in giro innanzi tutto nei confronti di chi cedeva ad una soluzione alternativa, che chiaramente non esiste. Avevo chiesto - conclude D'Alessandro - prima della approvazione della risoluzione di audire il Sindaco, ma non è stato concesso. Ciò significa che non volevano risolvere il problema o affrontarlo in tutti i suoi aspetti, ma tentare semplicemente una speculazione politica. Mai nella storia il consiglio regionale si è' pronunciato su una scelta amministrativa di un Comune ledendo cosi la libertà e la autonomia di Consiglio comunale e Giunta. Il Presidente del Consiglio Pagano, consentendo la discussione della risoluzione , ha creato un precedente clamoroso. Da oggi mi occuperò in Consiglio regionale anche delle scelte del Comune di Giuliano Teatino dove Paolini e' consigliere comunale».