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Abruzzo/Analisi Arta e Ddt: anche Amicone querela Costantini

Incrocio pericoloso di denunce e controdenunce su analisi e documenti

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Mario Amicone

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ABRUZZO. Le dichiarazioni del consigliere regionale Carlo Costantini su quella che ritiene sia stata da parte dell’Arta un’omissione di pubblicazione dei dati analitici riferiti al dragaggio del porto di Pescara hanno prodotto la dura reazione direttore dell’Arta, Mario Amicone.
Di seguito riportiamo il suo intervento di oggi in risposta all’annuncio di Costantini di qualche giorno fa informato di un’altra citazione in giudizio proveniente da Bernardo de Bernardini dell’Ispra.

 «Costantini mente sapendo di mentire e si spaccia per vittima di querele sfruttando il dovere di denunciare eventuali omertà in quanto rappresentante eletto dei cittadini abruzzesi.
E’ assolutamente falso che il consigliere Costantini abbia ottenuto gli esiti delle analisi dopo settimane di dinieghi solo per aver minacciato il ricorso all’autorità giudiziaria. Da parte sua non ci risulta, infatti, alcuna richiesta di accesso agli atti sul dragaggio né che abbia anche solo velatamente minacciato di ricorrere all’autorità giudiziaria. Le ricerche di archivio effettuate dai nostri uffici evidenziano che l’unica richiesta di accesso agli atti relativa alle analisi dei sedimenti del porto di Pescara è stata avanzata all’ARTA dal WWF in data 16 aprile 2012, e anche in questo caso i dati così ottenuti erano disponibili sul sito web dell’Agenzia.
E’ altrettanto falso che, sempre secondo Costantini, non esiste nei mesi precedenti alla propria denuncia un solo articolo di stampa che contenga un riferimento alle analisi sul DDT, tanto da indurlo ad accusare “gli enti pubblici omertosi” di averle tenute per mesi nel cassetto. Il 28 marzo 2012, infatti, ho diffuso un comunicato stampa commentando proprio le analisi dell’ISS sulla presenza di DDT nel porto di Pescara; nota che è stata peraltro ricordata dal Commissario Testa in una propria nota inviata alla stampa il 29 ottobre 2012 e che il consigliere Costantini ha commentato diffamandomi, con conseguente querela da parte del sottoscritto.
Il caro consigliere insiste dunque nel raccontare bugie senza neanche accorgersi di smentirsi da solo. E si lamenta poi di essere perseguitato dalle querele…
Per quanto riguarda poi il suo annuncio di ricorso alla Corte dei Conti per le risorse finanziarie che secondo lui sarebbero state sottratte al dragaggio del porto di Pescara in quanto impiegate per “analisi completamente inattendibili”, rammento al sapiente Costantini che le analisi sono state richieste all’Agenzia come anche in questo secondo progetto di dragaggio: l’ARTA, infatti, in quanto ente di supporto tecnico-scientifico per altri enti pubblici non avrebbe potuto offrirsi per effettuare tali accertamenti analitici, e in effetti non si è mai proposta di propria iniziativa per eseguirli.

Infine in riferimento al giudizio ingiustificato del consigliere Costantini sulla “completa inattendibilità” dei nostri referti analitici, lo invito amichevolmente ad informarsi meglio in proposito. Gli ricordo che la Procura di L’Aquila ha ritenuto di esercitare il proprio potere d’inchiesta utilizzando le analisi del laboratorio privato di fiducia INDAM e oltretutto nessun laboratorio pubblico o l’ISPRA ha mai smentito le analisi dell’ARTA sul DDT (sul naftalene invece ci è stata data ragione!). In particolare, l’ISPRA si è limitata a dichiarare in un verbale di riunione del 9 marzo 2012 che “non è possibile stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, se i campioni esaminati abbiano una concentrazione di DDT inferiore o superiore alla soglia fissata dal manuale APAT/ICRAM”. L’impossibilità di pervenire ad una certezza scientifica sui livelli di DDT nei sedimenti del porto di Pescara veniva peraltro ribadita da ISPRA in una nota trasmessa sempre il 9 marzo 2012 al Prefetto di Pescara e al Commissario Testa: “Questo Istituto – si legge nel documento – allo stato dei fatti, in applicazione del principio di precauzione, valuta che non vi siano le condizioni per lo svolgimento delle attività di dragaggio, con immersione deliberata dei sedimenti in mare”. ISPRA aveva sottolineato poi in un’altra nota inviata il 27 marzo 2012 agli stessi destinatari “l’opportunità dell’adozione del principio di cautela nelle valutazioni”, proponendo l’adozione di “una procedura analitica per la verifica condivisa dell’effettivo contenuto di DDT nei sedimenti del porto di Pescara”.
Detto ciò, in qualità di rappresentante legale dell’ARTA e a salvaguardia della professionalità dei nostri tecnici, preannuncio una citazione in giudizio del consigliere Costantini per aver più volte leso gravemente e senza fondamento l’immagine e la credibilità dell’Agenzia».

COSTANTINI: «PAGHI PERSONALMENTE LE SPESE DELLE DENUNCE»
« L'immagine e la credibilità dell'Arta la lede solo Amicome; ormai se ne sono accorti anche quelli che ce lo hanno messo», replica Costantini. «La mia nota di risposta era chiaramente rivolta alla denuncia ricevuta da De Bernardinis; e non potevo che riferirmi allo stesso De Bernardinis, quando ho fatto riferimento alle ripetute sollecitazioni ed alla minaccia di ricorrere all'autorità giudiziaria, qualora non mi fossero state consegnate le analisi. Mi complimento, quindi, con lo Sherlock Amicone Holmes,  che dopo una indagine certosina e' riuscito a scoprire di non avere mai ricevuto ciò che non gli ho mai inviato, ne' detto di avergli inviato. Quanto, poi, alla citazione per danni, eviti di farsi pagare le spese legali dai contribuenti, come ha fatto De Bernardinis, e mi citi facendosi carico dei relativi costi».
COSTANTINI: «PAGHI PERSONALMENTE LE SPESE DELLE DENUNCE»

« L'immagine e la credibilità dell'Arta la lede solo Amicome; ormai se ne sono accorti anche quelli che ce lo hanno messo», replica Costantini. «La mia nota di risposta era chiaramente rivolta alla denuncia ricevuta da De Bernardinis; e non potevo che riferirmi allo stesso De Bernardinis, quando ho fatto riferimento alle ripetute sollecitazioni ed alla minaccia di ricorrere all'autorità giudiziaria, qualora non mi fossero state consegnate le analisi. Mi complimento, quindi, con lo Sherlock Amicone Holmes,  che dopo una indagine certosina e' riuscito a scoprire di non avere mai ricevuto ciò che non gli ho mai inviato, ne' detto di avergli inviato. Quanto, poi, alla citazione per danni, eviti di farsi pagare le spese legali dai contribuenti, come ha fatto De Bernardinis, e mi citi facendosi carico dei relativi costi».