GIRONALISMO

Guglielmo Di Febo diffamato: direttore di PrimaDaNoi.it rinviato a giudizio

Procuratore Mennini aveva chiesto non luogo a procedere

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Guglielmo Di Febo

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CHIETI. Il giudice per l’udienza preliminare, Antonella Redaelli, ha rinviato a giudizio questa mattina il direttore del quotidiano on line Primadanoi.it, Alessandro Biancardi, per diffamazione nei confronti dell’ex assessore al Comune di Montesilvano, Guglielmo Di Febo.
L’articolo contestato è stato scritto a marzo del 2012 e riguarda la cronaca di una udienza del processo Ciclone allora in corso a Pescara dove lo stesso Di Febo è poi stato condannato in primo grado.
L’articolo riportava proprio stralci della deposizione in aula di Di Febo che raccontava la percezione di una somma di 5mila euro già ammessa davanti al pm durante le indagini preliminari ma individuata con l’importo di «7-8mila euro». In aula Di Febo rivede l’importo e lo abbassa a 5mila euro. Nel rigo contestato dell’articolo in effetti per un errore materiale sono saltate alcune parole per cui il senso è che Di Febo avrebbe preso «altri soldi dopo l’arresto», mentre dopo l’arresto aveva invece raccontato la prima versione poi cambiata in udienza.


La procura di Chieti (pm Campo) ha chiesto il rinvio a giudizio per diffamazione ma in udienza il procuratore capo, Pietro Mennini, ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per mancanza dell’elemento soggettivo e per mero errore materiale come si può evincere chiaramente dalla lettura dell’articolo. Anche gli avvocati difensori di Biancardi, Mirko Luciani e Massimo Franceschelli, hanno motivato la richiesta di proscioglimento illustrando come appena avuta contezza del procedimento in corso lo stesso direttore Biancardi –senza mai essere stato sollecitato dalla controparte che non ha mai chiesto una rettifica- avesse provveduto a dare spiegazioni e chiedere pubblicamente scusa per l’errore commesso. Inoltre secondo l’avvocato Luciani, l’imprecisione non avrebbe influito in alcun modo nell’economia generale della notizia che è vera anche in considerazione del fatto che Di Febo proprio su quel capo di imputazione è stato condannato. L’avvocato di Di Febo ha invece concluso per il rinvio a giudizio sostenendo l'esistenza della volontarietà e della notizia falsa pubblicata, la parte offesa si è costituita parte civile ed ha chiesto 10mila euro.
Il processo si terrà il 3 aprile 2014 ad Ortona.