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Abruzzo/La beffa di Ombrina: nuovo ok dal Ministero. Wwf: «è allarme rosso»

Ambientalisti: «il tardivo parere della Regione non ha bloccato l'iter»

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BASTA IDROCARBURI PETROLIO

 



ABRUZZO. Il Ministero dell'Ambiente ha confermato venti giorni fa la sua linea sul contestatissimo progetto petrolifero Ombrina mare.
Una scoperta casuale di Augusto De Sanctis, referente del Wwf, che oggi non riusciva a credere ai propri occhi quando ha letto le ultime ‘novità’ sul progetto della Medoil.
Se a Pescara il 13 aprile hanno sfilato quasi 40 mila cittadini, amministratori e ambientalisti provenienti da tutta la regione per gridare il proprio no ad Ombrina, già dieci giorni prima (ovvero il 3 aprile) a Roma era chiara la strada da perseguire.
Come si legge sul sito del Ministero dell’Ambiente, infatti, illustra De Sanctis, «a seguito del parere inviato dalla regione Abruzzo in data 4 marzo (dopo la vicenda della missiva sparita, per intenderci, ndr) la Commissione Via ha svolto un supplemento istruttorio conclusosi con il parere n.1192 del 3 aprile che conferma il precedente parere espresso in data 25/01/2013 e precisa il quadro prescrittivo in merito alle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera».
Dunque parere positivo. «Ora è in fase di redazione il decreto ministeriale che darà seguito alla decisione della commissione VIA», contesta De Sanctis.
Le notizie sul sito ufficiale del Ministero contrastano però con tutta una lunga serie di notizie che sono state diffuse in queste ultime settimane e sarà interessante capire cosa sia successo.


Il 7 marzo, infatti, il presidente Gianni Chiodi spiegò che il parere della Regione (sebbene non vincolante) sarebbe stata tenuta in considerazione.
A conti fatti pare che non abbia contato nulla. Inoltre l’11 aprile, dunque 8 giorni dopo la conferma del parere favorevole da parte della Commissione Via, sempre Chiodi festeggiò l’annuncio della riapertura dell’istruttoria mentre, denunciano gli ambientalisti oggi, era stato già deciso tutto.
«E’ veramente sconcertante», denuncia il Wwf, «che la mobilitazione che ha portato in piazza decine di migliaia di persone nella più grande manifestazione mai svolta nella regione, non sia tenuta in alcuna considerazione dal Ministero dell'Ambiente, che si dimostra totalmente refrattario rispetto alla volontà dei cittadini e delle istituzioni abruzzesi. Viene minato alla base il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale che dovrebbe vedere al centro delle decisioni la partecipazione dei cittadini. E' veramente grave non ascoltare la voce di una comunità che si vede piovere addosso un progetto che non vuole, allarmante non solo per l'ambiente abruzzese ma per la sua economia».
Il Wwf ritiene necessaria una mobilitazione permanente da parte di cittadini, associazioni ed enti locali «per bloccare l'iniziativa mettendo in campo immediatamente ogni possibile soluzione, dal ricorso al TAR alle iniziative parlamentari».

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