SANITA'

Villa Pini, passa all’unanimità la proposta di Petruzzi da 16 mln

Ok del Comitato creditori, asta il 20 giugno

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Villa Pini, passa all’unanimità la proposta di Petruzzi da 16 mln
Ok del Comitato creditori, asta il 20 giugno
CHIETI. Il Comitato dei creditori di Villa Pini ha detto sì. 
E all’unanimità è stata accettata l’offerta di acquisto da 16 mln di Nicola Petruzzi per conto della Seagull, la società di cui è titolare. Si sblocca così il braccio di ferro che nelle scorse settimane aveva contrapposto i membri del comitato, tanto che a maggioranza era stato detto no ad un’offerta da 14 mln. In pratica oggi il Comitato tecnicamente ha approvato la modifica del programma di liquidazione preparato dal curatore e così questo parere è sul tavolo del giudice delegato che aveva proprio sollecitato una decisione in tempi brevi che potesse assicurare il livello delle prestazioni e quello occupazionale, che è poi l’obiettivo dichiarato da sempre dell’esercizio provvisorio. 
Questo “sì” comporta il riavvio di tutta la procedura che porterà alla nuova asta entro la fine di giugno e probabilmente proprio giovedì 20. Insomma una decisione che svelenisce il clima di attesa e di sfiducia e che rilancia le azioni del Policlinico Abano Terme che sta giocando il tutto per tutto per restare nella gestione della clinica. Il che si poteva notare anche dalla cura e dalla particolare attenzione con cui la casa di cura è stata dotata di macchinari all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Questa decisione infine rende inutile per il momento l’incontro che i sindacati avevano chiesto al curatore e che era previsto per mercoledì mattina. 
Ora i 16 mln di Petruzzi saranno posti come prezzo base dell’asta e da qui si partirà per eventuali altre offerte. In realtà finora nessuno si è fatto avanti nei ripetuti avvisi di gara ed i tempi difficili della sanità in particolare non sembrano favorire altri imprenditori, i quali valutano il bene-clinica solo dal budget regionale, cioè dai letti accreditati e dalle prestazioni concesse. 
E l’ultimo contratto, imposto proprio in questi giorni, va nella direzione delle restrizioni e non dell’aumento.
Sebastiano Calella
CHIETI. Il Comitato dei creditori di Villa Pini ha detto sì. E all’unanimità è stata accettata l’offerta di acquisto da 16 mln di Nicola Petruzzi per conto della Seagull, la società di cui è titolare. Si sblocca così il braccio di ferro che nelle scorse settimane aveva contrapposto i membri del comitato, tanto che a maggioranza era stato detto no ad un’offerta da 14 mln. In pratica oggi il Comitato tecnicamente ha approvato la modifica del programma di liquidazione preparato dal curatore e così questo parere è sul tavolo del giudice delegato che aveva proprio sollecitato una decisione in tempi brevi che potesse assicurare il livello delle prestazioni e quello occupazionale, che è poi l’obiettivo dichiarato da sempre dell’esercizio provvisorio. 

Questo “sì” comporta il riavvio di tutta la procedura che porterà alla nuova asta entro la fine di giugno e probabilmente proprio giovedì 20. Insomma una decisione che svelenisce il clima di attesa e di sfiducia e che rilancia le azioni del Policlinico Abano Terme che sta giocando il tutto per tutto per restare nella gestione della clinica. Il che si poteva notare anche dalla cura e dalla particolare attenzione con cui la casa di cura è stata dotata di macchinari all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Questa decisione infine rende inutile per il momento l’incontro che i sindacati avevano chiesto al curatore e che era previsto per mercoledì mattina. 

Ora i 16 mln di Petruzzi saranno posti come prezzo base dell’asta e da qui si partirà per eventuali altre offerte. In realtà finora nessuno si è fatto avanti nei ripetuti avvisi di gara ed i tempi difficili della sanità in particolare non sembrano favorire altri imprenditori, i quali valutano il bene-clinica solo dal budget regionale, cioè dai letti accreditati e dalle prestazioni concesse. E l’ultimo contratto, imposto proprio in questi giorni, va nella direzione delle restrizioni e non dell’aumento.

Sebastiano Calella