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Abruzzo/Trivelle: D’Orsogna: «due pesi e due misure da parte della Regione»

Tutti contro Ombrina, ma sugli altri progetti?

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Abruzzo/Trivelle: D’Orsogna: «due pesi e due misure da parte della Regione»




ABRUZZO. Moltissime personalità politiche sono scese in piazza contro il progetto Ombrina Mare della Mog lo scorso 13 Aprile a Pescara.
Sindaci, presidenti di provincia, consiglieri regionali, assessori, parlamentari: tutti in marcia per dire no al petrolio a pochi chilometri dalla costa abruzzese. Le questioni aperte sono tante, non c’è solo Ombrina, e Maria Rita D’Orsogna si appella proprio ai politici: «a loro è chiesto molto di più che scendere in piazza. Ai politici e' chiesto di agire».

E' stato l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera a riaprire la partita di Ombrina Mare, già nel luglio 2012. «Questo decreto», ricorda la D’Orsogna, «è stato votato da tanti politici abruzzesi: Fabrizio Di Stefano (Pdl), Giovanni Legnini (Pd), Franco Marini (Pd), Andrea Pastore (Pdl) e Paolo Tancredi (Pdl) al Senato, mentre alla Camera i voti favorevoli sono stati quelli di Ferdinando Adornato (Udc), Sabatino Aracu (Pdl), Carla Castellani (Pdl), Vittoria D'Incecco (Pd), Marcello De Angelis (Pdl), Giovanni Dell'Elce (Pdl), Tommaso Ginoble (Pd), Giovanani Lolli (Pd), Paola Pelino (Pdl), Maurizio Scelli (Pdl), Lanfranco Tenaglia (Pd), Daniele Toto (Fli) e Livia Turco (Pd). A suo tempo, nessuno di loro ha manifestato alcuna preoccupazione o sollevato domande riguardo gli effetti dell'articolo 35 sulla petrolizzazione dei mari
Abruzzesi».
D’Orsogna si domanda se non sia un controsenso prima approvare le norme che lasciano la strada aperta
alle trivelle in mare, e poi sfilare contro le sue conseguenze. Poi c’è il comportamento «non coerente» della Regione che su Ombrina si è opposto (spingendo soprattutto nella fase finale con una determinazione mai vista prima) dopo aver concesso alla Mog l'esclusione alla VIA, di fatto spianando la strada alle esplorazioni petrolifere della stessa società fra Pineto e Roseto secondo la concessione Villa Mazzarosa, nella riserva naturale del Borsacchio. Altre trivelle sono state approvate per la concessione Aglavizza-Civita 1 nel Vastese.


L'iter e' invece ancora aperto per la trivellazione di quattro pozzi di stoccaggio nei pressi di Cupello
da parte della Stogit nonche' l'aumento della pressione di pompaggio in quelli gia' esistenti.

La Mog ha altre concessioni che intende sviluppare in Abruzzo fra cui i permessi Civita, Agnone e San Buono, nell'entroterra teatino fra Bomba, Castiglion Messer Marino, Vasto e che include parte del Molise e Colle dei Nidi, centrata su Nereto, nel teramano.
Di fatto, l'autorizzazione di queste concessioni a terra spetta alla Regione Abruzzo. «Negli scorsi mesi», ricorda D’Orsogna, «i ministeri romani hanno ripetutamente sollecitato la regione Abruzzo a mandare pareri. Dai siti ufficiali pero' appare che questi solleciti siano caduti nel vuoto. Perche' la Regione ha agevolato la MOG nel Borsacchio, tace su altre concessioni, e al contempo molti dei membri del consiglio
regionale si oppongono ad Ombrina e solo ad Ombrina? Si pensa forse che trivellare Ombrina sia piu grave che trivellare la riserva del Borsacchio? O che ci sono due pesi e due misure, in base al livello di opposizione popolare?»
D’Orsogna ricorda che Gianni Chiodi aveva promesso che sarebbe stata contrastata ogni forma di
trivellazione nel 2010. «Finora questa promessa non e' stata mantenuta. Un tentativo di rimediare
sarebbe revocare tutte le concessioni date in terraferma, di finalmente opporsi a quelle in itinere, e di
rendere la sua tanto decantata legge "antitrivelle" vera. Devono essere i cittadini e non i petrolieri a decidere del futuro della propria regione».