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Pescara Parcheggi, anche Pd chiede verifica alla Corte dei Conti

«I nostri allarmi sempre caduti nel vuoto»

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Pescara Parcheggi, anche Pd chiede verifica alla Corte dei Conti




PESCARA. 3.357 posti auto nel 2008, 4.040 nel 2012.
Praticamente 683 stalli in più ai quali, però, non è corrisposta una crescita degli incassi passati dai 230 mila euro di media mensili nel 2010 ai 225.416 mensili del 2012.
La situazione della società in house Pescara Parcheggi è assai critica. Nei giorni scorsi il Comune di Pescara ha deciso di ‘abbuonare’ 687 mila euro di debiti e ridurre il canone annuo (di quasi 700 mila euro). I consiglieri di Futuro e Libertà, nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione comunale («è tutto in regola») non hanno gradito e hanno annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti per presunto danno erariale. Si accoda anche il Partito Democratico. I consiglieri Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli denunciano il «paradosso» dei conti: «nel 2011 si è registrato un aumento degli incassi che, contrariamente alle attese, ha fatto registrare una perdita ancora maggiore dell’anno precedente e nel 2012 un crollo degli incassi di cui ancora si conosce l’effetto sul relativo bilancio d’esercizio».


Una evoluzione che secondo i consiglieri di minoranza avrebbe dovuto indurre l’amministrazione Mascia, in virtù di quel controllo analogo che si esercita sulle società in house, «a porre in essere immediate iniziative e strumenti per comprendere la natura delle difficoltà gestionali della società ed attivare le misure correttive che non potevano essere, come in effetti è avvenuto, la sola riduzione del canone e la rinuncia ad un credito oramai maturato».
Ma i due esponenti parlano anche di una «una gestione ed ancor più un controllo da sconsiderati» che non può ricadere sulle spalle dei contribuenti «per l’assurda concezione di questa amministrazione secondo cui le perdite della società non producono rilievo in quanto la società è totalmente comunale e quindi con la semplice riduzione del canone tutto è a posto. Le continue denunce del Partito Democratico di revisione degli assetti e dell’impostazione societaria sono sempre caduti nel vuoto fino a determinare questa insana situazione con un danno patrimoniale rilevantissimo e che, per rispetto della collettività, non potremo non porre all’attenzione degli Organismo di controllo anche esterni al palazzo di città».