CARTE BOLLATE

Dragaggio e analisi fanghi. De Bernardinis cita, Costantini va alla Corte dei conti

Esposto anche sulle analisi dell’Arta

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Carlo Costantini

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ABRUZZO. Lamenta ritardi nella consegna dei documenti richiesti attraverso gli accessi agli atti e contesta nel merito quanto riportato nella citazione che lo chiama in causa insieme a PrimadaNoi.it.
Carlo Costantini, consigliere regionale di Idv dovrà difendersi dalle accuse mosse dal vertice dell’Ispra, Bernardo De Bernardinis, che lamenta diffamazione nei confronti dell’ente che lui presiede e non della persona fisica tanto che la stessa citazione è firmata dalla Avvocatura dello Stato.
La vicenda, per quanto oscura e ancora avvolta da dubbi e misteri, è limpida e riguarda il dragaggio del porto di Pescara: per mesi la politica si è scagliata contro la genuinità delle analisi della procura antimafia de L’Aquila asserendo che le analisi dell’Arta (che dicevano il contrario) fossero quelle esatte mentre sbagliate erano quelle degli inquirenti che avevano anche sequestrato la draga al primo giorno di lavori.


Eppure dopo appena 3 mesi l’Istituto superiore di Sanità aveva detto chiaramente che il Ddt nei fanghi c’era e dunque che le analisi della procura non erano poi così errate. Il documento inviato all’Ispra è stato poi inviato a tutti gli enti locali coinvolti che però non lo hanno mai divulgato, continuando a sostenere il contrario. Costantini a distanza di mesi è riuscito a pubblicare quel documento.
«Se le analisi mi sono state rifiutate per settimane e mi sono state consegnate solo dopo l'esplicita minaccia di ricorrere all'autorità giudiziaria», spiega oggi Costantini, «e se, nel contempo, non esiste nei mesi precedenti un solo articolo di stampa che contenga un riferimento chiaro, esplicito ed inequivocabile a quelle analisi, io che (a differenza di De Bernardinis) rappresento elettivamente i cittadini abruzzesi ho il dovere, ripeto, il dovere di denunciare che quelle analisi sono state tenute per mesi nascoste nel cassetto».


«E se l'esercizio del dovere di rappresentanza dei cittadini abruzzesi», continua, «mi costringe a subire un'altra denuncia, vuol dire che ancora una volta mi difenderò. Questa volta, però, presenterò anche io un esposto alla Corte dei Conti, perchè accerti se è legittimo che, per conseguire a titolo strettamente personale una somma di denaro, il Dr. De Bernardinis sia potuto avvalere del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato, facendo verosimilmente pagare ai contribuenti i soldi (incluso il contributo unificato di euro 450,00) che io, invece, dovrò sborsare personalmente per sostenere la mia difesa legale. E sempre alla Corte dei Conti, oltre che alla competente autorità giudiziaria, chiederò che il direttore dell'Arta Amicone (anche lui particolarmente avvezzo alle querele) chiarisca una volta per tutte come sia possibile che le centinaia di migliaia di euro che ha speso per le analisi, sottraendole alle risorse destinate al dragaggio, abbiano prodotto referti poi risultati completamente inattendibili».
Costantini si dice rammaricato perché avrebbe preferito mantenere il confronto sul piano politico, «ma se per ogni circostanza oggettiva che mi permetto di portare a conoscenza dell'opinione pubblica vengo investito da denunce per diffamazione, allora vuol dire che, nell'interesse generale, è necessario che l'intero confronto si sposti dal piano politico a quello legale e giudiziario».