PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Quirinale. Napolitano riconfermato. Pd abruzzese in difficoltà. D’Incecco: «spettacolo deludente»

Da L’Aquila iscritti difendono Pezzopane

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Quirinale. Napolitano riconfermato. Pd abruzzese in difficoltà. D’Incecco: «spettacolo deludente»

Giorgio Napolitano




ABRUZZO. Si è concluso poco dopo le 18.30 lo spoglio delle schede che hanno riportato al quirinale Giorgio Napolitano.
Ben 738 preferenze (ne bastavano 504), contro le 217 di Stefano Rodotà.
L’Italia ha un nuovo (riconfermato) presidente in carica ma il Partito Democratico ne esce praticamente a pezzi. Dopo giorni difficilissimi anche la vigilia della votazione è stata tesa. I falchi tiratori erano in agguato ma non in numero sufficiente per determinare una nuova fumata nera.
Dopo 3 volte in cui ha scritto sulla scheda il nome ‘Stefano Rodotà’ è tornata sui propri passi anche la senatrice aquilana Stefania Pezzopane, contestata da giorni da alcuni colleghi di partito per la sua scelta. «Ho disobbedito a mio rischio e pericolo, mi sono presa critiche e insulti», ha detto nelle ultime ore, «spero che Rodotà si dissoci da Grillo». La Pezzopane poco prima di pranzo aveva accolto bene l’idea di un Napolitano bis e sui social network aveva commentato «Bersani, bravo presidente momento difficile per la Repubblica. Lo sarà ancora».
Al fianco della senatrice si è schierato sabato pomeriggio tutto il Pd aquilano che in una nota esprime «netta contrarietà alle scelte e alla gestione portate avanti dall’attuale classe dirigente nazionale del nostro Partito». E conferma stima per Pezzopane. «La sua decisione di non votare Marini è stata una scelta corretta, che il Partito Democratico dell'Aquila condivide. L'elezione di Franco Marini, sebbene persona onesta e degnissima, non sarebbe stata la risposta giusta alle istanze di cambiamento che arrivano dalla società e dal nostro elettorato, esplose alle elezioni di febbraio. Inoltre», continua la nota, «Marini non era il candidato in grado di compattare il partito, e l'esito del voto sta lì a dimostrarlo».


Poi la difesa personale della senatrice: «le vanno riconosciute l'onestà e la trasparenza di aver dichiarato il suo voto, e va smentita una leggenda metropolitana che si è diffusa sui media in queste ore, che Marini le avrebbe cavallerescamente ceduto il posto di capolista al Senato. Non è così: quel posto è il riconoscimento per la vittoria alle primarie. Primarie a cui Marini nemmeno ha partecipato, beneficiando di una deroga».
Anche Camillo D’Alessandro, capogruppo del Pd in Regione, ha supportato la candidatura di Napolitano: «con gratitudine lo voterò», ha annunciato su Facebook.
«Sono profondamente amareggiata per il triste spettacolo offerto dal Pd al Paese», commenta invece il deputato Vittoria D'Incecco. «Il Pd ha deluso le aspettative degli italiani ed ha evidenziato che al suo interno esistono gruppi che al momento non hanno dimostrato alcuna responsabilità istituzionale. Non possono esserci giustificazioni al comportamento di chi disattende le indicazioni della segreteria nazionale in una operazione così delicata quale quella che stiamo attuando; soprattutto deve esistere in ognuno di noi onestà intellettuale, spirito di appartenenza e l'orgoglio di rappresentare i valori della gente che ci ha dato fiducia. Chi ha tradito ha gettato fango su due personalità di grande valore: l'ex presidente del Senato Franco Marini e l'ex premier Romano Prodi».


Secondo D’Incecco in questo modo l’elezione del Presidente della Repubblica si è trasformata «in un congresso di partito ed ha anteposto la corsa personale al potere al bene del Paese». D’Incecco non nasconde il rammarico per la mancata elezione di Marini: «non aver verificato la sussistenza di tutte le condizioni necessarie per sostenere la sua candidatura al Colle è stato certamente un errore. Franco Marini, padre nobile del Pd, ha alla sue spalle una lunga storia politica di notevole spessore, è una persona rispettabile che ha vissuto tra la gente e per la gente e ha sempre dedicato la sua vita alla difesa dei diritti dei lavoratori. La sua prestigiosa e autorevole figura meritava più rispetto; lo stesso rispetto dovuto all'ex premier Romano Prodi, persona di elevato spessore e caratura. Mi auguro - conclude l'on. D'Incecco - che si apra al più presto una profonda riflessione all'interno del partito che porti ad una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti».
Gaetano Quagliariello (Pdl) è soddisfatto: «Ancora una volta il presidente Napolitano mette il bene dell'Italia sopra a tutto, davanti a tutto, prima di tutto. Deve essergli riconoscente il Paese intero. Oggi più che mai il presidente della Repubblica è un'istituzione che unisce la nazione».

MOVIMENTO 5 STELLE PROTESTA
Contesta il risultato, invece, il Movimento 5 Stelle. Al momento dell’elezione tutti i parlamentari si sono alzati in piedi, tranne i grillini che sono stati anche insultati per questo dagli avversari al grido di «buffoni». La senatrice aquilana Rosetta Blundo via Facebook invita tutti a recarsi a Roma «per raccogliere con Beppe le macerie di questi partiti autolesionisti. Non si è voluta ascoltare la voce dei cittadini. Si sono anteposti gli interessi dei partiti».
Gianluca Vacca racconta di un grosso pressing fino all’ultima ora: «Ragazzi stiamo facendo di tutto, persino lo stalking sui deputati del Pd...»
Critico anche Andrea Colletti: «Napolitano, negli ultimi mesi e firmando oltretutto tutte le leggi anti-costituzionali di Berlusconi, ha inequivocabilmente dimostrato di non avere più la lucidità per fare il Presidente della Repubblica. Oltretutto la sua scelta andrebbe contro tutta la prassi costituzionale conosciuta fino ad oggi. E sono già varie volte che Napolitano non rispetta la Costituzione che dovrebbe proteggere e garantire».

Alessandra Lotti