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Quirinale, Pezzopane contro Vespa: «ricostruzioni misogine e false». E su Marini: «una vittima»

Lettera aperta della senatrice del Pd che ieri ha votato Rodotà

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Quirinale, Pezzopane contro Vespa: «ricostruzioni misogine e false». E su Marini: «una vittima»

 

 

 


ABRUZZO. «Io non sono stata eletta grazie al passo indietro del senatore Franco Marini»
Risponde così con una lettera aperta la senatrice del Partito Democratico, Stefania Pezzopane, al giornalista Bruno Vespa che giovedì sera nel corso della trasmissione ‘Porta a Porta’ ha parlato del caso ‘Pezzopane’.
La senatrice di centrosinistra, infatti, non ha votato per il suo corregionale, sebbene questi, ha fatto notare il giornalista, gli avesse ceduto il primo posto al Senato nel listino.
Ma la senatrice, piccata, smentisce categoricamente questa versione dei fatti e parla di ricostruzione «misogina e falsa» sostenendo che non è vero che è arrivata a Roma grazie al passo indietro del senatore Marini e che non è vero che il risultato raggiunto non sia merito suo.
«Non so davvero da quale fonte abbia attinto la notizia», scrive a Vespa. «Le assicuro che è falsa e lo stesso senatore Marini ha più volte smentito, in precedenza, questa ipotesi. Faccio appello alla sua deontologia professionale per chiederle, com’è giusto, il diritto di replica».
La Pezzopane aggiunge: «a differenza di alcuni non sto in politica per concessione di un capo, ma per scelta dell’elettorato e non ho mai voluto svolgere il ruolo di controfigura. Sono abituata a combattere e a rappresentare, come posso, la volontà degli elettori. Credo conosca bene la tenacia e l’orgoglio delle donne aquilane. Il mio partito ha stabilito di candidare capolista chi avesse vinto le primarie. In Abruzzo così è accaduto, tanto per me, quanto per il mio collega Giovanni Legnini alla Camera».
«Capisco», va avanti, «che la parola “primarie” faccia venire l’orticaria a qualcuno del centrodestra, che non è avvezzo alle decisioni collegiali e alle indicazioni della base; metodi troppo democratici per chi è abituato, al contrario, al vassallaggio militante, e a chinarsi supinamente al diktat del capo. Io non l’ho mai fatto, né mai lo farò».

MARINI? «UN AMICO»
Poi torna a parlare di Marini, candidato presidente per una notte e un giorno. «Conosciamo bene i suoi meriti, a cui mi legano stima e amicizia, così come nessuno mette in dubbio la sua lunga e meritevole storia politica ed istituzionale. Marini ha ottenuto la deroga per la sua candidatura in Abruzzo e quindi, rispettando l`esito delle primarie, è stato candidato al secondo posto. Una posizione che lui stesso ha ritenuto giusta. Se Franco Marini non ha ottenuto il seggio al Senato, è colpa solo del cattivo risultato che il mio partito ha avuto in Abruzzo. Solo a L’Aquila il risultato è stato davvero incoraggiante. Questo vorrà pur dire qualcosa. Ma, nonostante tutto, l’emorragia di voti abruzzesi ha penalizzato nomi importanti, Marini, Paola Concia, Giovanni Lolli, aquilano anche lui. Hanno tutti dovuto pagare il prezzo di un risultato elettorale non certo brillante».

«NON SONO IRRICONOSCENTE»
«Mi spiace», chiude, «dover dire cose che tutti sanno e che sono scontate e di doverle dire in un momento così delicato, tuttavia respingo con forza l’immagine della irriconoscente, che non mi si addice affatto. Il mio voto per Rodotà non è stato un voto contro Marini, ma contro strani intrecci e una logica sbagliata, che hanno esposto lo stesso Marini a critiche ed attacchi esagerati. Errori che hanno costretto il PD a cambiare rotta. Non ho sbagliato io a votare, era l’operazione politica ad essere sbagliata. Marini è stato solo una vittima».