IL VERBALE

Abruzzo/Inchiesta Sistri, la squadretta della Valle del Giovenco tanto cara a Finmeccanica

Secondo la Procura di Napoli dietro lo sport false sponsorizzazioni e corruzione

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Pierfrancesco Guarguaglini

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ABRUZZO. Dopo anni di attesa si aggiungono nuove informazioni sulla travagliata storia di una piccolissima squadra di calcio di provincia, la Pescina Valle del Giovenco.
Come ampiamente anticipato oltre tre anni fa da PrimaDaNoi.it la breve avventura di successo di quella squadra è oggetto ancora oggi di una vastissima inchiesta della procura di Napoli che alcuni giorni fa ha portato agli arresti anche personaggi noti in Abruzzo, come i fratelli Sabatino e Maurizio Stornelli o l’ex deputato del Pdl, Vincenzo Berardino Angeloni, già coinvolto e arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “gruppo Stati” il 2 agosto 2010.
L’inchiesta che ha portato gli arresti più recenti riguarda, invece, presunti illeciti penali -tra cui corruzione, truffa, associazione delinquere- sorti intorno al contestatissimo progetto Sistri, che avrebbe dovuto essere operativo alcuni anni fa e permettere il tracciamento dei rifiuti per tenere alla larga le ecomafie.
Intanto, però, la procura contesta reati gravissimi alle 22 persone arrestate che avrebbero fatto lievitare enormemente i costi, utilizzato società di comodo, teste di legno, avrebbero emesso centinaia di fatture anche di importi rilevantissimi per attività mai svolte, il tutto al fine, dice l’accusa, di arricchirsi e di ottenere vantaggi privati a discapito del pubblico.
L’inchiesta dalla Guardia di Finanza -che tuttavia sui fatti abruzzesi si è avvantaggiata di un’inchiesta della squadra mobile di Pescara- apre scenari inquietanti e forse inimmaginabili ai più.
Scenari che ruotano intorno alla piccola squadra di calcio del Pescina -poi fallita- per intrecciare Finmeccanica, il colosso oggi al centro di numerose inchieste, anche per corruzione internazionale.
Chi lo avrebbe mai detto che della piccola squadra ne parlasse spesso persino Pierfrancesco Guarguaglini, ex ad di Finmccanica, oppure Lorenzo Borgogni ex capo delle relazioni esterne?
Eppure è così. I due non sono indagati.

IL RACCONTO A VERBALE DI LORENZO BORGOGNI
Lo stesso Borgogni interrogato nell’ambito dell’inchiesta napoletana racconta aneddoti e informazioni importanti proprio riguardo la Vdg, la Valle del Giovenco.
«Ho conosciuto la squadra di calcio Pescina Valle del Giovenco tramite Vincenzo Angeloni, quando la società era ancora di Giovanni Lombardi Stronati che erano entrambi miei amici. Quando quest’ultimo acquistò il Siena calcio, vicenda nella quale sono stato anch’io interessato, Angeloni avrebbe voluto ricoprire dei ruoli importanti nella società sportiva del Siena. Lombardi Stronati non era d’accordo e quindi litigarono. Fu in questo momento che Angeloni , insieme a Luca Mastroianni, altro amico comune, mi chiese di contattare Sabatino Stornelli affinché lo convincessi a diventare presidente del Pescina. Io glielo proposi perché lui è di Avezzano e accettò volentieri anche perché aveva molti interessi nella zona. Stornelli era d’accordo alla candidatura di Romeo Ricciuti a presidente di Selex Se.Ma, candidatura che proveniva dalla presidenza del consiglio nella persona del sottosegretario Gianni Letta del quale Stornelli vantava l’amicizia».
Poi Borgogni invita gli inquirenti a verificare la circostanza che il personale assunto nella Selex Se.Ma è in gran parte proveniente proprio dall’Abruzzo.
Borgogni ripercorre davanti al pm le vicende della squadra di calcio e racconta di come subito dopo la nomina alla presidenza di Stornelli cominciano i contrasti con Angeloni, mentre lo stesso Borgogni e Mastroianni tentavano di mediare. Stornelli infatti si dimise alla fine il campionato 2009-2010 e venne sostituito da Di Martino, anch’egli arrestato nell’ambito della medesima inchiesta.
«Mastroianni mi disse che Di Martino», racconta Borgogni, «era stato nominato su indicazione di Stornelli in quanto aveva ricevuto da Selex molti lavori in relazione al progetto Sistri. Quest’ultima circostanza mi fu confermata anche da Giovanni Sabetti che io ho conosciuto in un ristorante di via Veneto a Roma con Stornelli, il fratello Maurizio, Mastroianni e Angeloni. In quella occasione Sabetti , amico di Stornelli, mi fu presentato come persona in grado di aprirci un canale di comunicazione nientemeno che con l’amministrazione Obama. La circostanza ovviamente c’interessava in virtù dei nostri molteplici interessi imprenditoriali negli Usa. Il contatto in realtà era mediato attraverso l’avvocato Teresa Napolitano a sua volta in contatto con uno studio legale di Washington. Verificata la circostanza con i nostri contatti americani, si dimostrò comunque di scarsa importanza, tanto che non l’abbiamo poi percorsa. Dopo alcuni mesi Sabetti venne da me a lamentarsi negli uffici di Finmeccanica perché aveva litigato con Stornelli perché costui non aveva mantenuto la promessa di affidare alle sue aziende consistenti forniture relative alle chiavette Usb nell’ambito del progetto Sistri…. Dopo qualche tempo Stornelli non era più amministratore della Se.Ma che era confluita nella Selex-Elsag amministrata da Aielli».

PAOLO ROSSI
Il pm chiede a Borgogni notizie del coinvolgimento dell’ex campione del mondo Paolo Rossi nella Vdg.
«Paolo Rossi è stato vicepresidente del Pescina», dice Borgogni, «io l’ho conosciuto ad una festa del mio paese, Buonconvento, l’ultima domenica di settembre 2009. Qui addirittura lui mi chiese qual era la percentuale delle quote di proprietà di Finmeccanica nella Valle del Giovenco, circostanza che era stata riferita da Stornelli. Rimase molto meravigliato quando gli dissi che Finmeccanica non aveva quote nella squadra di calcio. Mi disse anche di aver conosciuto Stornelli nel suo agriturismo in provincia di Arezzo, tramite il suo socio nello stesso agriturismo, l’avvocato Pelaggi (del ministero dell’Ambiente)».

LA FOLLIA
Altre informazioni sulla squadra di calcio vengono fornite anche da Corrado Bernardo, politico andreottiano ed ex assessore al Comune di Roma,  secondo il quale l’avventura del Pescina fu una «follia».
Anche questo testimone conferma legami con Stornelli e Borgogni e racconta anche degli investimenti ingenti per comprare giocatori con il fine di andare in serie A.
«Dietro la squadra, come Stornelli ebbe modo di capire poco dopo la nomina, vi era tale Vincenzo Angeloni, che era molto amico con Borgogni, così come con Mastroianni che riteneva la proprietà della squadra».
Secondo Bernardo, Angeloni «bazzicava spesso in Finmeccanica» e proprio qui il testimone racconta di possibili «auditing sia sulla squadra di calcio che sul progetto Sistri».
Intanto le cose per la squadra non andavano bene e il testimone racconta come Stornelli non riuscisse nemmeno a tornare nella propria città dove aveva tutti i tifosi contro.
Nel 2010 poi arriva l’obbligo di dimora nell’ambito dell’inchiesta sul “gruppo Stati” e Stornelli riceve la telefonata di Borgogni –riferisce sempre il testimone- per chiedere conto di ciò che stava succedendo e Stornelli «gli rispose in malo modo considerandolo responsabile di averlo coinvolto in questa situazione».


Alessandro Biancardi