CITAZIONE DI STATO

Abruzzo/Dragaggio, De Bernardinis cita in giudizio Costantini e PrimaDaNoi.it

Nell’atto di citazione vengono contestate le dichiarazioni del consigliere regionale dell’Idv

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Bernardo De Bernardinis

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ABRUZZO. In Abruzzo forse non c’è nessuno che non abbia sentito parlare almeno una volta della vicenda del dragaggio negli ultimi anni.
E’ assai difficile che si possano avere giudizi positivi per come questa emergenza
(non) è stata portata avanti. C’è una inchiesta della procura in corso, sono scattati arresti, le accuse sono di corruzione e turbativa d’asta, i pescatori sono sull’orlo del fallimento e da due anni il dragaggio non riesce a partire.
In questo scenario non edificante c’è chi apertamente contesta come sono state gestite le cose e dice chiaramente un fatto: alcuni atti sono stati tenuti segreti per un lungo periodo (non pubblicati) e li ha pubblicati lui. Così ha fatto il consigliere Carlo Costantini (Idv) che pari pari ha scritto sul suo blog una serie di considerazioni dure, personali, soggettive ma pur sempre legittime e nella sua facoltà di cittadino italiano e per di più esponente della amministrazione regionale.
PrimaDaNoi.it prende il comunicato e lo spiega ai suoi lettori cercando di aumentare la comprensione di quello che stava accadendo. Bernardo De Bernardinis che è a capo dell’Ispra,
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, uno degli enti al vertice della amministrazione pubblica, che si è occupata delle analisi controverse dei fanghi del porto, non ci sta e cita in giudizio il consigliere regionale e questo quotidiano.


La citazione non arriva dal cittadino De Bernardinis ma dal pubblico ufficiale De Bernardinis: la differenza è sostanziale perchè a citare Costantini e PrimaDaNoi.it è l’avvocatura dello Stato, cioè il servizio legale dello Stato.
Nonostante l’avvocato sappia che il tutto deriva dal blog di Costantini decide di citare anche il quotidiano che ha ripreso.
La citazione è semplice e chiara, forse stilata con troppa fretta perché già nella prima pagina si riporta un errore non del tutto secondario: la data del sequestro della draga il primo giorno dei lavori avvenuto il 12 dicembre 2011 e non 2012 come riportato.
Tre mesi dopo (marzo 2011) l’Istituto superiore di Sanità scrive all'Ispra e conferma in sostanza la perizia della procura de L’Aquila.
Siccome c’è stata un tantino di polemica andata avanti “soltanto” per un annetto, nel quale esponenti politici hanno difeso a spada tratta le analisi dell’Arta che dicevano cose diverse sul Ddt, il consigliere Costantini con la pubblicazione di quel documento attesta una cosa semplicissima: se ci avessero detto prima che l’Istituto di Sanità aveva certificato la presenza di fanghi nel porto, le polemiche sarebbero durate tre mesi invece che 12.


E perché non ce lo hanno detto? Perché non c’è stata trasparenza su questa vicenda e perché si è dovuti arrivare ad un accesso agli atti del consigliere (che fra l’altro pare sia stato non del tutto semplice) per far sapere ai cittadini che la procura non aveva sbagliato così come ha sostenuto gran parte della politica locale.
I fatti sono così chiari che è davvero difficile sostenere cose diverse, eppure De Bernardinis contesta a PrimaDaNoi.it di aver fatto il proprio mestiere e cioè riportare le parole ed il pensiero di Costantini non essendosi allineato evidentemente ai dettami imposti agli altri organi di stampa che non hanno riportato la notizia (deve essere per forza così visto che siamo citati in giudizio solo noi).
De Bernardinis dal canto suo dice di aver inviato a tutti gli enti locali coinvolti il documento poi tardivamente pubblicato per primo da Costantini, confermando così che tutti conoscevano il contenuto della posizione dell’Istituto superiore di Sanità.
Leggete bene la citazione di Stato e fatevi una idea.
Qui non si tratta più di capire se abbiamo sbagliato o fatto male il nostro dovere, qui si censura il lavoro svolto che non è nemmeno più un lavoro di inchiesta ma quasi di copia e incolla.


Si contestano articoli e dichiarazioni di terzi riportate e sottoscritte da quei terzi. Il sospetto che si voglia colpire per intimidire non riusciamo a scacciarlo.
Il pericolo è chiaro e netto l’aggressione nei nostri confronti sta subendo un salto di qualità ed i poteri che abbiamo contro sono sempre più potenti.
De Bernardinis contesta anche il fatto che Costantini ricordi la sua condanna in primo grado a 6 anni nell’ambito del processo della Grandi Rischi e lo si voglia far passare come un «criminale abituale».
Nel 2010 sempre Costantini è stato querelato dal direttore dei lavori del Progetto Case a L’Aquila, Gian Michele Calvi, che ha chiesto al consigliere regionale un risarcimento danni di 2 milioni di euro per tutti i dubbi sollevati in merito alla costruzione post sisma.
Proprio su quel progetto ci fu un lungo tira e molla per ottenere le carte che Costantini chiedeva con insistenza. Alla fine fu il Tar a stabilire che il consigliere regionale aveva diritto ad ottenere quei documenti.
Anche in quel caso domande, querele e risposte rimaste appese sui costi esorbitanti dei lavori su quelle case che oggi a quattro anni dal sisma cadono a pezzi.
Ma perché mai un ente come l'Istituto superiore di Sanità dovrebbe prendersela con un piccolo quotidiano locale? Che valore può avere nella economia generale il nostro ruolo? Pensavamo nessuno ma forse dobbiamo ricrederci.


La sensazione che abbiamo è che si voglia quasi tappare una piccola "falla di verità" che però sta allagando il web e sta contaminando gente anche fuori dall’Abruzzo.
La sensazione è che più sono poco chiare certe vicende e più la risposta in termini di attacco giudiziario nei nostri confronti è dura.
A parte il merito della vicenda, secondo noi, sarebbe stato di gran lunga più equo e opportuno che De Bernardinis avesse investito il suo avvocato personale invece che l’Avvocatura dello Stato e avesse pagato di tasca sua il contributo di 430 euro più le eventuali spese giudiziarie.

Esattamene come saremo costretti a fare anche noi.
Purtroppo.

a.b.

Citazione Bernardo de Bernardinis -Ispra