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Pescara, Mascia prepara la proroga per Bruno Guerri

Secondo il Pd nuovo incarico da 30 mila euro

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Pescara, Mascia prepara la proroga per Bruno Guerri




PESCARA. Si intravede all’orizzonte una proroga dell’incarico a Giordano Bruno Guerri, direttore artistico di Pescara.
Il presidente della Fondazione ‘Il Vittoriale degli Italiani’, dunque potrebbe rimanere ancora per un po’ a dare consigli d’immagine al sindaco pescarese. Scrittore e giornalista, un anno fa si è aggiudicato anche il ‘premio simpatia 2012’, storico Oscar Capitolino e la giuria lo ha definito «uno dei più raffinati e sottili storici del Bel Paese».
E’ innegabile anche la simpatia (e la stima) che per lui nutre Luigi Albore Mascia che due anni fa lo ha scelto per conferire alla sua città un’aria più «nazionale».
Ora il primo cittadino starebbe scaldando la penna, pronto a firmare una proroga dell’incarico.


Ad annunciarlo è la consigliera comunale Paola Marchegiani (Pd) che spiega: «in un tempo di crisi l’amministrazione di centrodestra pensa a riconfermare incarichi inutili come questo a Guerri. In maniera furbesca, per dare un minor risalto al nuovo contratto ne ha preparato uno nuovo che prevede l’incarico per i primi altri 7 mesi».
La consulenza (incarico diretto) del primo anno è costata alle casse comunali 90 mila euro. Il rinnovo (con selezione pubblica) per il secondo anno è stato inspiegabilmente dimezzato: 45 mila euro. Oggi, come spiega Marghegiani, si sta predisponendo un atto per la cifra di 30.000 euro comprensiva delle spese di rimborso per vitto e alloggio.
Proprio sullo sconto del 50% tra il primo e il secondo anno, il Partito Democratico è sempre stato critico e domandò al sindaco se i 90 mila euro girati a Guerri per il suo lavoro non fossero troppi rispetto alle valutazioni di 12 mesi dopo. Sempre i consiglieri di opposizione chiesero al consulente di restituire quanto «incongruamente ed indebitamente» ricevuto. 


Oggi il Pd contesta anche i 3.500 spesi per l’incarico conferito all’avvocato Claudio Di Tonno, avvocato del Comune che si è costituito parte civile nel processo Housework che ha fatto registrare l’assoluzione dell’ex sindaco Luciano D’Alfonso e di tutti gli altri imputati.
Marchegiani parla di «improvviso ed inopportuno incarico» che «avrebbe dovuto portare nelle casse comunali qualche milione di euro e che invece ha portato una verità che al sindaco Mascia alimenta, non più l'ombra dei fantasmi, la consapevolezza di trovarsi lì per un caso fortuito. Un caso che è figlio di improvvisazione ed incapacità per far maturare un ruolo di responsabilità, soprattutto in una fase di crisi economica come quella che stiamo vivendo in questi anni, che vede il Sindaco inseguire una costante spesa del denaro pubblico senza freni e senza remore».
«Mascia non è riuscito a trovare quelle poche risorse per completare un ascensore a Palazzo di Città», continua Marchegiani riferendosi al caso raccontato anche da Striscia La Notizia, «ma trova come un re mida quanto necessario per assicurare incarichi di cui non se ne sente assolutamente il bisogno»